Appendici

L'ordine segreto di Cheney

Un mito caro a coloro che credono che l'11 settembre sia stato un “inside job” (un auto-attentato organizzato dallo stesso governo americano) è quello secondo cui il Vice Presidente Richard “Dick” Cheney, pur essendo aggiornato in continuazione sulla posizione del volo AA77, e pur potendo ordinare di abbatterlo, diede l'ordine opposto (ossia di non abbatterlo) all'addetto militare che costantemente gli riferiva la posizione dell'aereo e che ripetutamente gli chiedeva conferma di un ordine non meglio specificato.

Secondo questa teoria, che è comune a molti autori stranieri e italiani (tra questi ultimi il regista Mazzucco autore di un sedicente “film inchiesta” intitolato “Inganno Globale”) i servizi segreti avrebbero addirittura indotto i caccia della difesa aerea a non decollare o a inseguire bersagli inesistenti.

Fa da corollario a queste teorie anche quella che il volo UA93 non è mai esistito o è stato abbattuto dai caccia americani.

Per sostenere queste panzane, i suddetti autori (definiti “cospirazionisti”) non esitano a giocare con sapienti ritagli di testimonianze (in particolare quella di Norman Mineta, Ministro dei trasporti) e maliziosi accostamenti di orari e circostanze, talvolta sfruttando le imprecisioni delle stesse fonti giornalistiche.

Così essi prospettano questa ricostruzione: i caccia di Langley erano in posizione utile per abbattere il volo AA77; i caccia di Andrews erano stati mandati fuori rotta dai servizi segreti; il volo AA77 era seguito costantemente dai radar; nel bunker della Casa Bianca un addetto militare riferiva a Cheney la posizione aggiornata del volo AA77; lo stesso addetto militare chiedeva a Cheney conferma di un ordine precedentemente dato; il volo AA77 è giunto indisturbato sul Pentagono...
e quindi l'ordine che ha dato Cheney non poteva essere che quello di non abbattere l'aereo.

In realtà, come abbiamo visto, le cose sono andate ben diversamente.
Infatti:

  1. I caccia di Langley non erano in posizione utile per abbattere il volo AA77. Non sarebbero riusciti a raggiungerlo nemmeno volando alla massima velocità teorica;
  2. Sono stati proprio i servizi segreti a spingere la base di Andrews, che era la più vicina a Washington ma non aveva caccia di allarme, a preparare e a mandare in volo i propri caccia, con il preciso incarico di abbattere ogni aereo dirottato in avvicinamento;
  3. Cheney è sceso nel bunker della Casa Bianca, assieme a Mineta e agli altri collaboratori, soltanto alle 09.37, pochi secondi prima che il volo AA77 impattasse il Pentagono. Alle 10.02 viene informato di un aereo in avvicinamento ma non è il volo AA77 (già schiantatosi) ma il volo UA93 e soltanto alle 10.10 inizia ad essere aggiornato sulla posizione di questo aereo dall'addetto militare (peraltro abbiamo visto che in realtà il volo UA93 era già precipitato e le posizioni comunicate erano solo quelle stimate dalla FAA in base a una previsione della rotta).
  4. Cheney poi è stato addirittura il primo tra i vertici del Governo a dare l'autorizzazione ad abbattere gli aerei dirottati, e l'ha data senza esitazioni, alla prima occasione in cui gliel'ha chiesta l'addetto militare. Il quale ha poi chiesto conferma di quell'ordine (ordine di abbattimento) e ne è riprova il fatto che Cheney a sua volta, dopo aver confermato l'ordine, ha chiesto l'avvallo di Bush e anche questa circostanza è stata annotata dai testimoni.

Si noti che anche diversi giornalisti hanno spesso confuso il volo UA93 con il volo AA77, riportando che Cheney veniva aggiornato, nel bunker della Casa Bianca, sulla posizione del volo AA77 finché questo non si è schiantato (ad esempio: Washington Post ).
In realtà è impossibile che si trattasse del volo AA77 perchè si è schiantato proprio mentre Cheney entrava fisicamente nel bunker. E' evidentissimo, quindi, che l'aereo in avvicinamento a cui si riferiscono è il volo UA93.

Persino il Ministro dei Trasporti Mineta, confonde i due voli quando riferisce alla Commissione di Inchiesta sui fatti di quel giorno ( Testimonianza di Mineta del 23 maggio 2003 ).
Vediamo cosa dice:

Mineta: “Nel momento in cui giunsi alla Casa Bianca, questa veniva evacuata... (la Casa Bianca è stata evacuata alle 09.45, il volo AA77 ha colpito il Pentagono alle 09.37).
... Il servizio segreto mi ha scortato giù al Centro Operativo di Emergenza PEOC... pochi minuti dopo l'AA77 si schiantava contro il Pentagono” (il che non è possibile, si era già schiantato, ma si noti che in ogni caso non parla di aggiornamenti della posizione)
Commissione: “Vorrei solo focalizzare un momento preciso nel PEOC... Ritengo che Lei fosse lì con il Vice Presidente, e quando diede l'ordine, credo che fu il Presidente, che autorizzò l'abbattimento di aerei commerciali sospettati di essere pilotati da terroristi... Lei era lì quando fu dato quell'ordine?”
Mineta: “No, non c'ero. (Si noti che l'ordine è stato dato 10.10 circa! E Mineta ancora non era nel bunker!) Ne sono stato informato al momento in cui l'aereo si avvicinava al Pentagono. (Quindi ne è stato informato dopo le 10.10, ma il volo AA77 si era schiantato mezz'ora prima!) C'era un giovane che era entrato e aveva detto al Vice Presidente: <l'aereo è a 50 miglia. L'aereo è a 30 miglia>. E poi è venuto di nuovo: <l'aereo è a dieci miglia>. E il giovane ha chiesto al Vice Presidente: <gli ordini sono confermati?> E il Vice Presidente si ha girato la testa e ha detto: <Certo che sono confermati. Hai sentito qualcuno dire il contrario?>  Io in quel momento non sapevo cosa significasse tutto ciò”.
Commissione: “Il volo a cui si riferisce è...” (anche la Commissione capisce che Mineta fa confusione)
Mineta: “Quello che è finito sul Pentagono” (il che non è possibile)
Commissione: “Il Pentagono, già...” (non sembrano convinti...)
Mineta: “... Più tardi ho sentito che i caccia erano decollati da Langley per venire su Washington, ma erano ancora a 10 minuti di distanza... e così, quando ho sentito dell'aereo che era caduto in Pennsylvania, allora ho pensato: Oh mio Dio, lo abbiamo abbattuto noi? E allora, insieme al Vice Presidente, abbiamo chiesto notizie al Pentagono” (è chiaro che Mineta sta parlando del volo 93, perchè è su quello che c'era il dubbio se fosse stato abbattuto, visto che il volo 77 è finito diritto sul Pentagono).
Commissione: “Vediamo se ho capito. L'aereo che era in rotta contro il Pentagono e si trovava a miglia di distanza, è quello per cui fu ordinato l'abbattimento?” (evidentissimo che la Commissione ha capito la confusione di Mineta)
Mineta: “Questo non lo so precisamente, ma so che gli aerei erano decollati da Langley o da Norfolk, ma non so di specifico gli ordini...”
Commissione: “Ma era chiaro che vi era un ordine di abbattimento di aerei commerciali”
Mineta: “L'ho saputo dopo”
Commissione: “Ma sul volo 93, che tipo di informazione avevate Lei e il Vice Presidente?” (i membri della Commissione insistono, sperando che Mineta si renda conto della confusione).
Mineta: “L'unica che abbiamo avuto è stata quando è precipitato”
Commissione: “Capisco. E prima non ne sapevate nulla?”
Mineta: “No”
Commissione: “E quindi non c'era un ordine specifico di abbatterlo”
Mineta: “No, signore”
Commissione: “Ma c'erano aerei militari in posizione per abbattere aerei commerciali”
Mineta. “Sì, è corretto. Gli aerei erano decollati... credo da Otis a questo punto” (Mineta è totalmente confuso: non sa dire nemmeno se i caccia fossero decollati da Langley, o da Norfolk, o da Otis !)
E' evidente che Mineta (che dal bunker stava tentando di convincere la FAA a ordinare il blocco di tutti i voli civili in USA, come si evince chiaramente dagli atti) ha avuto solo cognizione parziale di quanto stava accadendo, e peraltro va considerato pure che la sua testimonianza avviene a quasi due anni di distanza dai fatti.

Ma basta analizzare gli orari, per capire come sono andati quei fatti.

Quanto all'UA93, abbiamo visto che si è schiantato alle ore 10.03 a una distanza di 125 miglia dalla capitale, mentre gli unici due caccia armati in volo in quell'area erano gli F-16 arrivati sul cielo di Washington appena tre minuti prima (e non avevano ancora alcuna autorizzazione ad abbattere aerei civili).
E' fisicamente impossibile che i due caccia possano aver abbattuto il volo UA93 alle ore 10.03, se alle ore 10.00 si trovavano su Washington: per coprire la distanza di 125 miglia (oltre 200 km) avrebbero dovuto volare alla velocità di 4000 km/h che non solo è una velocità di gran lunga superiore a quella massima di un F-16 (2100 km/h) ma è una velocità superiore rispetto a quella di qualsiasi aereo da combattimento esistente o mai esistito nella storia.

Il misterioso ordine segreto di Cheney, quindi, ad un'attenta analisi dei fatti si rivela nè misterioso né segreto, se non nella testa di chi cerca di manipolare le informazioni per ingenerare errate convinzioni. L'ordine di Cheney si riferiva all'autorizzazione ad abbattere l'aereo che si stava avvicinando a Washington, e quell'aereo era il volo UA93, non il volo AA77 che aveva già colpito il Pentagono.
Ed i caccia di Langley, difatti, erano già in posizione utile per tentare di abbattere il volo UA93 (e mai lo sono stati per abbattere il volo AA77) se questi fosse riuscito ad arrivare a Washington (ma non in posizione utile per abbatterlo lì dove poi è effettivamente precipitato).

Tante teorie. Tanti miti.
Una sola verità.

Nota: le fonti, ove non indicate, sono quelle riportate nelle corrispondenti voci della Cronologia.

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