Appendici

Le telefonate dai voli dirottati

Un altro mito molto caro ai “cospirazionisti”, è quello che le telefonate da bordo dei velivoli dirottati l'11 settembre siano tutte dei “fake”, ossia fasulle.

Non c'è da stupirsi se nell'intricato delirio delle teorie cospirazioniste, c'è anche questa.
Infatti le telefonate da bordo degli aerei costituiscono una prova schiacciante che i fatti dell'11 settembre sono stati esattamente quelli descritti da tutte le fonti (ufficiali e di informazione) e percepiti dalla gente (sia in qualità di testimoni diretti che in qualità di spettatori) e pertanto diventa un passaggio fondamentale, per mettere in discussione la verità, demolire le telefonate.

E dunque i cospirazionisti sostengono che le telefonate con i cellulari sono impossibili da aerei in volo ad alta quota e alta velocità, e pertanto le telefonate dell'11 settembre non sono avvenute in volo oppure addirittura sono voci sintetizzate al computer.

Come al solito, i cospirazionisti si concentrano su un punto che teoricamente è vero o abbastanza vero (difficoltà delle telefonate da telefoni cellulari in volo) per portare il ragionamento alla loro conclusione, ignorando però un dato fondamentale: la stragrande maggioranza (se non tutte) le telefonate partite dagli aerei in volo dirottati, non furono effettuate da telefoni cellulari, bensì dai telefoni di bordo degli aerei.

E c'è una differenza sostanziale in questo.

Infatti la American Airlines utilizzava telefoni di bordo (Airphone) della AT&T, mentre la United Airlines utilizzava telefoni di bordo (Airphone) della GTE Airfone (dal 2000 acquistata dalla Verizon). Entrambi i sistemi erano concepiti per permettere telefonate a qualsiasi quota e velocità (i dati della Verizon parlano di quote fino a oltre 35.000 piedi).
I passeggeri possono utilizzare questi telefoni addebitando il costo della chiamata sulla propria carta di credito.

01Il sistema utilizzato da questi Airphone non è quello dei telefoni cellulari, ma è costituito da una specifica rete di stazioni radio, distribuite su tutto il territorio USA, dedicato a gestire queste telefonate. Ove non sia disponibile una stazione radio, il collegamento avviene via satellite.
A sinistra vediamo la mappatura delle stazioni radio della Verizon Airfone, la quale dichiara:
“La rete di stazioni terrestri consente di effettuare chiamate verso qualunque punto del mondo, mentre si è in volo sugli USA, sulle regioni meridionali del Canada, sul Messico e fino a 200 miglia di distanza dalle coste statunitensi. Poiché il sistema digitale delle stazioni terrestri monitorizza i voli e passa le chiamate da una stazione a quella contigua senza interruzione, potete beneficiare di una connessione chiara, non importa per quanto tempo parliate al telefono”.
(Fonti: CNET News del 06 febbraio 2002; Verizon Airfone; AJC Atlanta Journal Constitution del 07 maggio 2006)
E' evidente che molto spesso giornalisti e parenti delle vittime, quando hanno parlato delle telefonate, hanno usato il termine generico di “cell phone”, ossia telefonate cellulari, e questa è una cosa normalissima. Un giornalista o un parente stanno riferendo del contenuto della telefonata, non stanno certo a precisare se la telefonata è partita da un telefono cellulare o da un Airphone.

02 Ma se esaminiamo con attenzione i documenti sull'11 settembre, scopriamo che quasi tutte le chiamate sono state effettuate da Airphone.

A sinistra: un Airphone della Verizon Airfone, installato alle spalle dei sedili dei passeggeri.

Ad esempio, le due telefonate del volo AA11, quelle delle assistenti di volo Betty Ong e Amy Sweeney, sono avvenute attraverso Airphone AT&T (fonti: Rapporto finale 9/11; Trascrizioni riportate sul New York Observer del 16.2.2004).

Tutte le telefonate dal volo UA175 (fatte da Robert Fangman, Peter Hanson e Brian Sweeney), sono state effettuate da telefoni Airphone GTE/Verizon (Staff Report del 26.08.2004 note 164, 166 e 176)

Le telefonate di Barbara Olson e di Renee May, le uniche dal volo AA77, sono partite dagli Airphone AT&T (FBI Report “American Airlines Airphone Usage” datato 20 settembre 2001 e riportato alla nota n. 57 relativa al Capitolo Primo del Rapporto finale 9/11).

Sul volo UA93, dal quale sono partite ben 37 telefonate effettuate da 13 tra passeggeri e assistenti di volo, 35 di esse sono partite da telefoni Airphone della Verizon Airfone (Fonte:  SacBee  )

Quindi quasi tutte le telefonate fatte dai voli dirottati, quelle telefonate che ci consentono di sapere cosa è successo a bordo degli aerei, sono state fatte utilizzando degli Airphone.

Sono solo due, quindi, le telefonate (entrambe dal volo UA93) che risultano partite da normali telefoni cellulari. Una di queste è stata fatta dal passeggero Edwart Felt.
Jerry Schwarz, giornalista di Associated Press, l'11 settembre del 2001 scrive: “Un addetto alle segnalazioni di emergenza in Westmoreland County, Pennsylvania, ha ricevuto una chiamata da un telefono cellulare alle ore 09.58 da un uomo che ha detto di essere un passeggero chiuso nella toilette del volo United 93” (Fonti:  Pecos Net News ; Pittsburgh Tribune  )
Questa telefonata è davvero partita da un cellulare e non da un Airphone: infatti l'interlocutore dice di chiamare dalla toilette dell'aereo e la sua telefonata non risulta registrata dalla Verizon.
Vediamo però che la telefonata è delle 09.58, il volo UA93 già dalle 09.41 inizia a perdere quota (vedi cronologia) e alle ore 10.00 la sua quota è di appena 7.500 piedi (poco più di 2000 metri. Fonte: Guardian  ).

L'unica altra telefonata cellulare è quella di Cee Cee Lyles, assistente di volo, che ha chiamato il marito, il quale ha poi dichiarato di aver visto apparire il numero di cellulare della moglie
(Fonte: CNN Live ).
Anche questa chiamata è avvenuta intorno alle 09.55, quando sta per iniziare l'assalto dei passeggeri, e l'aereo è a bassa quota, tanto che il fiume Mississippi è ben visibile (vedi riferimento in Cronologia alle ore 09.50) (Fonte:  Post Gazette  ).

Va comunque sottolineato che gli esperti di telefonia cellulare non sono categorici nell'escludere la possibilità che un telefono cellulare riesca a funzionare anche a quote elevate: alcuni di essi ritengono che un telefono cellulare con tecnologia analogica possa funzionare fino a 16.000 metri di quota, mentre i telefoni cellulari con tecnologia digitale possono arrivare fino a 9.500 metri di quota.

In definitiva, quindi, da un lato è ampiamente documentato che le telefonate effettuate dai quattro voli dirottati l'11 settembre sono partite quasi tutte dai telefoni di bordo (in gergo “Airphone”), dall'altro è documentato che nei due soli casi accertati in cui sono state fatte da telefoni cellulari, il velivolo era a quote abbastanza basse da renderle possibili, e dall'altro ancora i telefoni cellulari possono funzionare anche a quote relativamente alte.

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