Appendici

Niente processi

Zacarias Moussaoui è stato in concreto l'unico personaggio coinvolto nei fatti dell'11 settembre che sia finito sotto processo. Ne abbiamo parlato nella sezione “Perché l'intelligence americana non è riuscita a prevenire gli attentati?”.

Moussaoui fu arrestato il 16 agosto del 2001 dall'FBI, per aver violato le leggi sull'immigrazione. In effetti quella della violazione delle norme sull'immigrazione fu solo un pretesto, perchè l'FBI non aveva altro modo di mettere le mani su quell'aspirante pilota di Boeing 747 , il cui comportamento sospetto era stato segnalato dai suoi istruttori.

Nel corso del processo è stato dimostrato che Moussaoui faceva parte del piano, anche se con tutta probabilità doveva pilotare un aereo kamikaze nella seconda ondata di attacchi.
Moussaoui ha invece sostenuto che egli avrebbe dovuto guidare un quinto aereo e colpire un quinto obiettivo.

Al momento della sentenza, aveva gridato: “Allah maledica l'America. Allah protegga Osama Bin Laden. Non lo prenderete mai!”
Il giudice gli ha risposto: “Sei venuto qui per diventare un martire e morire in una grande esplosione di gloria. Invece morirai con un singhiozzo”

Moussaoui è stato condannato all'ergastolo, e trascorrerà il resto dei suoi giorni nella prigione  federale di massima sicurezza di Florence, in Colorado, indossando una comoda tuta con stampigliato il numero 51427-054.

Gli altri terroristi coinvolti nell'operazione “11 settembre” e catturati dall'intelligence americana non sono stati altrettanto fortunati.

Il governo americano ha autorizzato la CIA e gli altri enti federali e militari, a catturare i terroristi di Al-Qaida in qualunque parte del mondo, senza rispettare alcuna formalità, o ad eliminarli se non è possibile catturarli.
Le prove delle loro responsabilità non saranno gestite in termini “giuridici”, non saranno esibite in un tribunale e non serviranno per imbastire un processo.

La “vendetta” americana si è mossa su vari binari.

L'attacco all'Afghanistan ha eliminato la principale roccaforte di Al-Qaida e costretto Osama Bin Laden a nascondersi chissà dove e a misurare con cura le proprie apparizioni, pena un incontro ravvicinato con una bomba a guida laser o un missile Tomahawk.

La rete finanziaria che supportava Al-Qaida (rete che è considerata dagli esperti come il principale strumento che ha consentito gli attacchi dell'11 settembre, visto che i terroristi hanno speso circa mezzo milione di dollari) è stata in gran parte smantellata, e anche molti Stati che finanziavano i terroristi sono venuti meno (come l'Iraq di Saddam) o hanno troncato il loro appoggio (come il Pakistan).

Il terzo (ma non l'ultimo) binario è quello dell'eliminazione fisica o della cattura dei terroristi, operazione che ha portato a risultati che molti ignorano.

Qui parleremo solo delle principali catture di terroristi legati agli attentati dell'11 settembre, ma sono molti gli uomini di Al-Qaida finiti nella rete della CIA (oltre una trentina di capi: Washington Post )
Alcuni dei nomi che troveremo sono già conosciuti al lettore, perchè del loro coinvolgimento abbiamo parlato nelle sezioni “Perché l'intelligence americana non è riuscita a prevenire gli attentati?” , “Cronologia” e “Gli attentatori”, alle quali si rimanda per gli approfondimenti e le ulteriori fonti.

05Novembre 2001. Uno tra i primi a cadere nelle mani della CIA è Mohammed Haydar Zammar. Siriano di nascita, era diventato cittadino tedesco e viveva ad Amburgo, dove era diventato un personaggio di spicco nella comunità islamica, distinguendosi per le sue idee estremiste. Entrato nelle file di Al-Qaida nel 1996, era diventato responsabile del reclutamento dei giovani terroristi nelle moschee e nelle scuole di Amburgo. E' lui l'uomo che ha “arruolato” Mohammed Atta, il capo dei 19 dirottatori, circostanza di cui egli stesso si è apertamente vantato.
Dopo l'11 settembre, Zammar (nella foto a sinistra) aveva deciso che era giunto il momento di cambiare aria, ed era fuggito in Marocco. Lì, viene catturato dalla CIA in collaborazione con la polizia marocchina.
In virtù della sua cittadinanza tedesca, se fosse stato trasferito formalmente nelle mani americane questi ultimi avrebbero dovuto poi estradarlo in Germania dove sarebbe stato preso in carico dalla giustizia tedesca.
Per aggirare l'ostacolo, Zammar è stato deportato in Siria, nella famigerata prigione di Far'Falastin, nei pressi di Damasco. Un luogo al cui al cui confronto la prigione di Guantanamo a Cuba è un albergo a cinque stelle.
Lì è stato interrogato “liberamente” dagli investigatori americani e tedeschi.
(Fonti: Amnesty International ; BBC ; Washington Post )

06Novembre 2001. La polizia spagnola arresta Imad Yarkas (foto a sinistra), responsabile di Al-Qaida per la Spagna.
L'uomo aveva organizzato nel luglio del 2001 l'incontro in Spagna tra Mohamed Atta e Ramzi Binalshibh, nel corso del quale furono messi a punto gli ultimi dettagli degli attacchi a New York e a Washington. E' stato condannato a 27 anni di detenzione in Spagna.
(Fonte: BBC )

 

 

0704 gennaio 2002. Viene reso noto che le forze armate pakistane hanno catturato Ibn Al-Shaykh Al-Libi, un terrorista di nazionalità libica, responsabile del campo di addestramento afghano di Al-Khaldan, nel quale sono stati addestrati alcuni dei dirottatori. Il terrorista viene consegnato agli americani che lo trasferiscono a bordo di una nave militare, per interrogarlo in vista del trasferimento definitivo a Guantanamo. Al-Libi si rivela estremamente collaborativo, fornendo informazioni significative.  
(Fonte: New York Times )
Nella foto a sinistra, Al-Libi subito dopo l'arresto.


 

0811 settembre 2002. Agenti della CIA e della polizia pakistana catturano Ramzi Binalshibh dopo un intenso scontro a fuoco, nei pressi di Karachi (Pakistan) (Washington Post  ,  AP )
(A sinistra: il momento della cattura).
L'uomo è stato una pedina fondamentale nell'organizzazione degli attacchi dell'11 settembre.
Amico personale di Atta, con il quale condivideva l'appartamento in Amburgo (Germania), aveva partecipato al meeting strategico di Al-Qaida a Kuala Lumpur (Malesia).
Binalshibh ha mantenuto i collegamenti tra Atta e Osama Bin Laden, ha inviato denaro ad Atta ed a lui Atta ha comunicato la data in cui avrebbero avuto luogo gli attacchi.
09Binalshibh (a sinistra in una foto più serena) viene detenuto dalla CIA in una località segreta, nella quale è stato colto da un improvviso desiderio di rivelare agli investigatori quanto a sua conoscenza.
Le sue dichiarazioni sono state estremamente utili per ricostruire alcuni aspetti della pianificazione degli attentati, le attività della cella di Al-Qaida in Amburgo e i contatti con Atta.


 

10Dicembre 2002. I militari americani in Afghanistan catturano Mohamed Al-Kahtani, il 20° dirottatore, l'unico che non era riuscito a entrare negli Stati Uniti. ( CNN )
L'uomo stava cercando di riparare in Pakistan dopo la caduta di Tora Bora, l'ultimo caposaldo di Al-Qaida in Afghanistan.
Inviato nella prigione militare di Guantanamo (Cuba), viene identificato dalla CIA e sottoposto a pressanti interrogatori (in verità ai limiti, o oltre i limiti, della tortura), nel corso dei quali ricostruisce il suo addestramento in Al-Qaida, i suoi incontri con Osama Bin Laden e il suo ruolo di 20° dirottatore.
Nella foto a sinistra: la prigione di Guantanamo.


 

111° marzo 2003. La CIA e la polizia pakistana irrompono in un'abitazione di Rawalpindi, nei pressi di Islamabad (Pakistan) e catturano Khalid Shaikh Mohammed (a sinistra subito dopo la cattura), l'uomo che ha organizzato personalmente l'operazione “11 settembre”, dopo un breve scontro a fuoco.
Khalid Shaikh Mohammed (spesso citato con la sigla KSM nei rapporti) viene trasferito in una località non specificata, a disposizione della CIA.
KSM è ritenuto così importante, che nemmeno la prigione militare di Guantanamo è stata ritenuta idonea a ospitarlo: è detenuto in una località segreta.
12Sarà stata l'amenità del posto, saranno state le premure della CIA, ma sta di fatto che KSM ha collaborato pienamente con gli investigatori e ha raccontato, per filo e per segno, tutto quello che sapeva, il che non è poco.
Grazie alle rivelazioni di KSM, esibite anche nel corso del processo a Moussaoui, oggi non c'è aspetto sulla pianificazione degli attentati che non sia stato sviscerato e chiarito.
(A sinistra: Khalid in due momenti decisamente migliori).
Una raccolta di fonti sul suo arresto è disponibile sul sito September 11 News.


 

13Nella stessa operazione che ha portato all'arresto di Khalid Shaikh, è stato catturato anche un'altra pedina importante di Al-Qaida e dell'operazione “11 settembre”: si tratta di Mustafa Al-Hawsawi, il saudita che tutte le fonti investigative (movimenti bancari, dichiarazioni dei terroristi arrestati) indicano uno degli intermediari di Al-Qaida che hanno provveduto a tutti i finanziamenti necessari per l'operazione.
Al-Hawsawi (nella foto a sinistra, esibita dall'FBI al processo contro Moussaoui) è detenuto in località segreta. ( Washington Post  )


 

1429 aprile 2003. La CIA e la polizia pakistana catturano a Karachi Abdul Aziz Ali (foto a sinistra) affiliato di Al-Qaida, originario degli Emirati Arabi Uniti, che aveva avuto un ruolo importante nel finanziare e fornire assistenza ai dirottatori provenienti dall'Arabia Saudita e dagli Emirati. E' detenuto dalla CIA in una località segreta. ( MIPT  Human Rights Watch)


 

1511 Maggio 2003. In un'operazione a Karachi, la polizia pakistana e la CIA catturano Tawfiq Bin Attash, braccio destro di Osama Bin Laden, che aveva partecipato al vertice di Kuala Lumpur in cui era stata definita la strategia di Al-Qaida e i futuri attentati.
Anche se l'uomo non ha direttamente partecipato alla pianificazione degli attacchi dell'11 settembre, la sua posizione nell'organizzazione terroristica era così elevata da consentirgli di fornire agli investigatori informazioni determinanti sull'intera struttura di Al-Qaida, sui suoi appartenenti e su tutti gli attentati organizzati.
L'uomo è custodito dalla CIA in località segreta. (Fonti: MIPTTTT )
A sinistra: Tawfiq Bin Attash, in una delle pochissime foto esistenti.


Come abbiamo potuto vedere, tenuto conto che l'operazione “11 settembre” era conosciuta da poche persone anche nei vertici di Al-Qaida, si può concludere che praticamente tutti gli organizzatori siano stati catturati: a partire dalla mente degli attacchi, Khalid Shaikh, per finire al ventesimo mancato dirottatore e ai finanziatori.
La maggior parte di essi è detenuta in luoghi sconosciuti. Quasi tutti hanno deciso di collaborare con gli investigatori fornendo informazioni preziose, e possiamo ragionevolmente pensare che questa decisione sia stata tutt'altro che spontanea.

E' davvero difficile esprimere un giudizio sereno su questo genere di operazioni clandestine della CIA e sulla stessa prigione di Guantanamo (la base militare americana situata all'estremità sud-orientale dell'isola di Cuba, ospita una prigione nella quale sono detenuti centinaia di combattenti del regime talebano e di terroristi di Al-Qaida, o presunti tali).

Da un lato ci sono i principi alla base dell'ordinamento delle nazioni civili, dall'altro c'è l'esigenza di combattere un nemico mortale che utilizza quegli stessi principi a proprio vantaggio.
Forse solo il giudizio storico potrà dire se, e in quale misura, questi provvedimenti siano stati giusti o necessari.

Materiale di approfondimento e alcuni elenchi di detenuti a Guantanamo e di terroristi finiti nelle prigioni segrete della CIA possono essere consultati presso i siti di Cageprisoners , del Dipartimento della Difesa USA ( DOD ), sul Washington Post  e su Human Rights Watch.
 
Dalla metà del 2006 il Governo USA ha riconosciuto ai detenuti di Guantanamo lo status di prigionieri di guerra, e i relativi diritti previsti dalla Convenzione di Ginevra.

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