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Il NEADS e le procedure di intercettazione

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In alto , la cartina mostra le sedi del comando NEADS e del quartier generale del NORAD, nonché la posizione delle due basi aeree di Otis e Langley.
La linea tratteggiata indica il percorso della catena di comando, che passa attraverso un altro comando, il CONR.

Il NEADS è il comando che gestisce la difesa aerea dell'area nord-orientale degli Stati Uniti, area di New York compresa. Il comando è ubicato presso la base di Rome (Stato di New York).
La difesa aerea degli Stati Uniti, durante la Guerra Fredda, era assicurata da ben 26 reparti in servizio di allarme su 100 siti operativi, ciascuno dei quali poteva lanciare una coppia di caccia intercettori nel giro di pochi minuti dall'ordine di decollo (questa procedura è chiamata “scramble”).
Dalla fine degli anni novanta, con la fine della Guerra Fredda, questa struttura di allarme è stata progressivamente ridimensionata: addirittura il GAO (la Corte dei Conti degli USA) già nel 1994 raccomandava il totale smantellamento della rete di difesa aerea con intercettori. (Rapporto GAO NSIAD-94-76)
Nel 2001 erano rimasti solo 7 aeroporti in servizio di allarme per tutti gli Stati Uniti, con un totale di 14 caccia (20, se si considerano anche quelli basati in Alaska e Canada).
Nella condizione di allarme, due caccia sono mantenuti riforniti e armati, con i piloti pronti a entrare in azione. Un terzo caccia è tenuto in riserva.
Il tempo richiesto tra l'ordine di scramble e l'istante in cui i caccia staccano le ruote dalla pista, è stabilito in 15 minuti, ma il NORAD manteneva una media inferiore: otto minuti. (Fonte: The  Calgary Herald)
Tutte le altre basi dell'USAF (l'aviazione militare americana), pur disponendo di centinaia di aerei da combattimento, non li mantenevano in condizioni di allarme: i loro aerei non erano riforniti e non erano armati e i loro piloti non erano pronti ad entrare in azione.
A rifornire un caccia e a far preparare un pilota ci vuole poco. Spesso alcuni aerei sono già riforniti e talvolta addirittura in volo, ad esempio per esercitazioni e addestramenti di routine.
Armarli con armamento reale, invece, è un discorso ben diverso.
Occorrono procedure precise, autorizzazioni, le armi vanno prelevate dai depositi di sicurezza, montate sugli aerei ecc... Sono operazioni che possono richiedere anche ore.

L'11 settembre del 2001, in tutti gli USA, ci sono quindi solo sette basi aeree in grado di intervenire prontamente, per un totale di 14 caccia intercettori (Fonti: US Military;  CRS Report;  Airman's Magazine). Di queste basi, solo due sono assegnate al NEADS quella mattina: la Otis ANG Base di Cape Cod (Massachussets) e la Langley AFB di Hampton (Virginia), ciascuna con due caccia.

Inoltre il NEADS ha un problema di autorizzazioni: la procedura normale in vigore nel 2001 in caso di dirottamento, prevedeva infatti che la FAA informasse l'NMCC (il Comando Centrale Militare al Pentagono) richiedendo l'assistenza dei caccia militari, che l'NMCC a sua volta richiedesse l'autorizzazione al Segretario di Stato, e che quindi l'NMCC ordinasse al NEADS di far decollare i caccia.
Questi ultimi avrebbero dovuto scortare il velivolo dirottato mantenendosi a 5 miglia alle sue spalle (Fonte: Direttive FAA, Order 7610.4J in vigore nel settembre 2001).
Si dava per scontato che il pilota del velivolo dirottato avrebbe inserito nel transponder il codice internazionale di dirottamento (7 5 0 0) e che il transponder sarebbe rimasto in funzione, consentendo ai caccia di individuare con facilità la posizione dell'aereo.
Le procedure non tenevano in conto l'evenienza che l'aereo fosse pilotato da uno dei dirottatori, e che il transponder fosse disattivato.

In quel caso la procedura non era stata rispettata affatto: il controllo aereo di Boston aveva contattato direttamente il NEADS saltando l'intera catena gerarchica.
I militari quindi persero del tempo per ottenere le autorizzazioni necessarie, prima di ordinare lo “scramble” degli intercettori.

 

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