Volo American AA11 Boston – Los Angeles

Boeing B767-223ER - Impatto: North Tower (WTC1)

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Mohamed Atta Al-Sayed, nato il 1° settembre 1968 in Egitto.
PILOTA.

Laureato in Architettura presso l'Università del Cairo.
Nel 1993 si trasferisce ad Amburgo, in Germania, dove si iscrive alla Technical University di Amburgo.
E' lì che viene avvicinato e reclutato da Mohammed Haydar Zammar, responsabile della cella di Al-Qaida in Amburgo (Mohammed Zammar verrà arrestato dalla polizia marocchina tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002, ed estradato in Siria, dove viene interrogato dagli investigatori tedeschi e americani).

Nel 1998 va a vivere in un appartamento, in Amburgo, assieme ad altri due arabi: Said Bahaji e Ramzi Binalshibh. Quest'ultimo, che in Germania era conosciuto anche con il nome di Ramzi Omar, è stato una pedina chiave nell'organizzazione dell'operazione “11 settembre”.
(Binalshibh verrà arrestato in Pakistan, nel settembre del 2002, dopo un conflitto a fuoco con la Polizia, e consegnato al governo americano, che lo custodisce in una località segreta, probabilmente nel carcere speciale di Guantanamo).

Atta viene addestrato nei campi di Al-Qaida in Afghanistan tra il 1999 ed il 2000.
E' lì che Osama Bin Laden lo conosce e gli affida l'incarico di comandare il gruppo di terroristi che dovrà colpire New York e Washington.
Per nascondere il suo viaggio in Afghanistan, ed in particolare i visti apposti sul passaporto alla frontiera tra Pakistan ed Afghanistan, Atta denuncia il furto del suo passaporto, per ottenerne uno immacolato.

Il 3 giugno del 2000 entra negli Stati Uniti, sbarcando dall'aeroporto di Newark, nel New Jersey.

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A sinistra: il visto rilasciato dagli USA ad Atta, valido per cinque anni.

In Amburgo, Atta (assieme a molte altre centinaia di studenti arabi) era stato tenuto sotto osservazione dalla polizia tedesca e dalla locale filiale CIA, per le sue idee radicali e antisemite.

Al momento del suo arrivo in USA, Atta non fu più oggetto di alcuna attenzione. Gli uffici CIA statunitensi non lo ritennero più pericoloso delle migliaia di altri arabi residenti in USA.

Nel luglio del 2000 Atta, insieme a Marwan Al-Shehhi (un altro dei dirottatori), si iscrive presso la “Huffman Aviation”, una scuola di volo di Venice, in Florida. Atta si spaccia per un discendente della famiglia reale saudita, e spaccia Al-Shehhi per la sua guardia del corpo.

Il 21 dicembre del 2000 entrambi ottengono le licenze di volo FAA, dopo aver effettuato 260 ore di volo e aver pagato un totale di quasi 40.000 dollari per le lezioni.
Rudi Dekkers, responsabile della Huffman Aviation, in un'intervista rilasciata il 21 ottobre del 2001 ha dichiarato che i due arabi ottennero le abilitazioni di pilota commerciale e quella IFR (volo strumentale), per aerei monomotore e plurimotore di peso non superiore alle 12.000 libbre.
Tra i velivoli abilitati, figurano il monomotore Piper Cherokee e il bimotore Piper Seneca II.

Nel frattempo, il 5 novembre del 2000, Atta aveva acquistato materiale video didattico relativo al cockpit (cabina di pilotaggio) dei velivoli Boeing B747-200 e Boeing B757-200 dalla Sporty's Pilot Shop di Batavia (Ohio).

L'11 dicembre del 2000, presso lo stesso fornitore, aveva comprato materiale analogo relativo all'Airbus A320 e al Boeing B767-300ER.

Il 26 dicembre del 2000 alle 17.45, i due hanno un problema al motore di un Piper Cherokee che stavano pilotando dopo averlo noleggiato alla scuola Huffman e abbandonano il velivolo ai margini di una pista dell'aeroporto internazionale di Miami, dove viene recuperato 35 minuti più tardi.
Il giorno successivo un funzionario della FAA telefona inferocito alla Huffman e redarguisce il capo istruttore della scuola, Dan Pursell, ma la cosa non ha ulteriori conseguenze.
Il 29 dicembre i due terroristi raggiungono l'Opa-Locka Airport, dove si iscrivono alla scuola di volo “SimCenter” e si impratichiscono al simulatore del Boeing B727 (un trimotore a getto largamente usato per l'addestramento dei piloti di linea).

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Sopra: alcuni dei simulatori avanzati disponibili presso la SimCenter. Si noti che questo genere di simulatori restituisce sensazioni di pilotaggio identiche a quelle reali, sia come visione esterna (riprodotta da monitor al posto dei finestrini) sia come movimenti fisici (riprodotti da una struttura montata su bracci tridimensionali).

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Sopra, un Boeing 727. Si tratta di un plurimotore a getto di classe simile ai Boeing 757 e 767, largamente utilizzato per l'addestramento dei piloti delle linee aeree.

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Sopra: il registro delle lezioni di volo di Mohamed Atta.

Il 4 gennaio ed il 9 luglio del 2001 Atta si reca in Spagna dove incontra Ramzi Binalshibh.
Sul primo incontro di gennaio non si hanno molti particolari (si sa solo che è rimasto in Spagna per poco meno di una settimana) mentre sull'incontro di luglio la polizia spagnola è stata in grado di ricostruire perfettamente i suoi movimenti.
Dall'aeroporto di Madrid, Atta si sposta su un'auto noleggiata, e raggiunge un albergo a Tarragona, nei pressi di Salou (sulla costa mediterranea). Nelle stesse ore, Binalshibh raggiunge un altro albergo, sempre nei pressi di Salou.
Binalshibh riparte per Amburgo il 16 luglio, Atta riparte per Miami il 19 luglio.
All'incontro di luglio parteciparono alcuni degli altri dirottatori ed il responsabile di Al-Qaida per la Spagna, il siriano Imad Yarkas, meglio noto come Abu Dahdah (che sarà poi arrestato dalla polizia spagnola nel novembre 2001 e condannato a 27 anni di carcere).

I due incontri in Spagna sono dei meeting operativi, degli aggiornamenti sull'andamento dell'operazione. Binalshibh è incaricato infatti di fare da tramite fra Atta da un lato, e Khalid Shaikh Mohammed (la mente ideatrice del piano) e Osama Bin Laden dall'altro.
Atta ha il comando operativo della missione, a lui spetta coordinare i dirottatori ed assegnare gli obiettivi.

Il 4 agosto del 2001 Atta si reca presso l'aeroporto di Orlando, in Florida, per prelevare il ventesimo ed ultimo dirottatore, Mohamed Al-Kahtani, in arrivo dal Dubai.
Al-Kahtani viene però respinto dalle autorità americane che non gli concedono il visto di ingresso in quanto non riesce a giustificare adeguatamente le ragioni del suo viaggio in USA.
La presenza di Atta all'esterno dell'aeroporto è confermata da una telefonata fatta dallo stesso Atta a una persona collegata ad Al-Qaida.

A metà agosto del 2001, i bersagli previsti sono stati assegnati, ed hanno anche un nome in codice.
“La facoltà di Legge” è il Campidoglio.
“La facoltà di Belle Arti” è il Pentagono.
“La facoltà di Architettura Urbana” è il World Trade Center.

Occorre confermare a Binalshibh gli obiettivi, e comunicargli la data prevista per l'operazione.
Saeed Al-Ghamdi, uno dei dirottatori, si assume la prima incombenza: in un messaggio a Binalshibh scrive: “Il primo semestre comincerà fra 3 settimane. Due high-schools (scuole alte, che in America significa “Licei”) e due Università. L'estate sarà sicuramente calda. 19 certificati di scuola privata, e 4 esami. I miei rispetti al Professore. Addio”

Il significato è chiaro: 4 obiettivi, 19 dirottatori.

Ma Atta deve comunicare la data precisa. “Tre settimane” è un termine troppo vago.
Allora chiama Binalshibh e gli spiega: “Un mio amico mi ha fatto un indovinello e vorrei che tu mi aiutassi a risolverlo”.
Binalshibh chiede: “Ti sembra questo il momento per gli indovinelli?”
Atta: “Lo so, ma solo tu puoi aiutarmi. Due bastoncini, un trattino, e una torta con un bastoncino in basso. Che cosa può essere?”
Binalshibh: “Mi hai svegliato per chiedermi questo? E' evidente! 2 bastoncini è il numero 11. Un trattino è un trattino. E una torta con un bastoncino in basso è il numero nove. Quindi significa 11 settembre”.
La data è stata comunicata.

Il 10 settembre 1001 Atta e un altro dirottatore, Al-Omari, partono da Boston, a bordo di una Nissan noleggiata, e raggiungono Portland, dove comprano un biglietto aereo per il volo delle ore 06.00 diretto a Boston, da dove si imbarcheranno sul volo AA-11 diretto a Los Angeles.

Perché Atta decise di partire da Boston per Portland, per poi tornare in volo a Boston e prendere il tragico volo AA-11 ?

Probabilmente è una domanda che resterà per sempre senza risposta.

Forse Atta contava sul fatto che i controlli di imbarco, a Boston, sarebbero stati meno severi nei confronti di due passeggeri che erano appena atterrati con un altro volo.

O forse Atta pensava che l'aeroporto di Portland fosse meno vigilato di quello di Boston.

In ogni caso, questa qui sotto è l'ultima foto che abbiamo di Atta, scattata dalla telecamera di sorveglianza del controllo imbarchi del Portland International Jetport, mentre si avvia al suo tragico destino la mattina dell'11 settembre del 2001, assieme ad Al-Omari.

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Al momento di imbarcarsi da Boston sul volo AA-11, la valigia che Atta aveva imbarcato sul volo Portland – Boston non viene scaricata in tempo utile.
Atta è costretto a imbarcarsi senza la valigia, che resterà per ore nell'aeroporto di Boston, prima di venire recuperata dall' FBI.

Nella valigia saranno rinvenuti alcune uniformi da pilota, manuali di volo, e alcuni foglietti scritti in arabo, contenenti istruzioni per i dirottatori.

Talvolta viene riferito che il passaporto di Atta fu rinvenuto in strada a qualche isolato di distanza dal WTC, dopo gli impatti. La notizia è imprecisa: il passaporto effettivamente rinvenuto in quelle circostanze, apparteneva a un altro dirottatore del volo AA-11, Satam Al-Suqami.
L'identità di Atta è stata anche confusa anche con quella di tale Mahmoud Atta, un terrorista di origini giordane, responsabile di un attentato su un autobus israeliano nel 1986.
Mohamed El-Amir, il padre di Atta, ha sostenuto, almeno fino al 2002, che suo figlio era ancora vivo e lo aveva sentito telefonicamente due giorni dopo gli attentati dell'11 settembre.
Solo nel luglio del 2005, nel corso di un'intervista alla CNN, El-Amir ha riconosciuto ed approvato il “martirio” del figlio, ed ha esaltato gli attentati nella metropolitana di Londra del 7 luglio del 2005, preannunciando altri “50 anni di guerra religiosa”.

Ciò nonostante, ancora oggi circolano voci e leggende che vogliono Atta ancora vivo e vegeto e sostengono che gli attentati dell'11 settembre siano opera del Governo americano. I sostenitori di queste teorie sono spesso definiti “cospirazionisti”.

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Abdulaziz Al-Omari , 23 anni, nato in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Esistono ancora dubbi sui dati anagrafici reali di Al-Omari, giacché egli ha fatto uso di passaporti e documenti falsificati, nei quali erano indicate diverse date di nascita (24 dicembre del 1972, 28 maggio del 1979) talvolta corrispondenti a nominativi di altre persone realmente esistenti, compreso un pilota delle linee aeree saudite.
La stessa FBI nei primi giorni dopo gli attentati aveva sbagliato la sua identificazione, al punto che l'Arabia Saudita inizialmente aveva smentito che fosse suo cittadino. Solo nel febbraio del 2002 l'Arabia Saudita ha confermato l'identificazione di Al-Omari e la sua provenienza dal villaggio di Hawran.
La foto sopra lo ritrae il 10 settembre del 2001, intento a prelevare del denaro da un distributore automatico tipo Bancomat, a Portland, insieme ad Atta (in secondo piano).

Al-Omari, sposato e con un figlia di due anni, lascia la famiglia nel 2000 per recarsi in Afghanistan.
Nella primavera del 2001 si fa filmare in un video in cui annuncia la sua decisione di sacrificarsi come attentatore suicida e ringrazia Osama Bin Laden per l'addestramento ricevuto.
Il video, sotto ne mostriamo un fotogramma, verrà diffuso da Al Jazeera nel settembre del 2002.

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Le informazioni disponibili su Al-Omari hanno beneficiato delle dichiarazioni rese da Tawfiq Bin Attash, terrorista di Al-Qaida catturato in Pakistan dai militari americani nel maggio del 2003, il quale aveva incontrato Al-Omari nella fase in cui veniva messo a punto l'operazione 11 settembre.

Al-Omari viene addestrato in Afghanistan, nel campo di Al-Farooq a Kandahar, gestito da Al-Qaida, e poi assegnato a servizi armati di protezione dell'aeroporto di Kandahar.
Il 29 giugno del 2001 entra negli Stati Uniti, grazie al programma VISA Express che consentiva di ottenere i visti di ingresso senza particolari formalità, per i cittadini di alcuni paesi come l'Arabia Saudita.
In USA prende subito contatto con Atta e successivamente si trasferisce a Vero Beach in Florida, dove, assieme ad altri dirottatori, prende anche lezioni di simulatore di volo alla Flight Safety Academy.
Il 10 settembre si reca insieme ad Atta a Portland, da dove, la mattina seguente, sempre insieme ad Atta, prende un volo per Boston, per poi imbarcarsi definitivamente sul volo AA11.
Anche la valigia di Al-Omari, contenente tra l'altro il suo passaporto (che in realtà poi risulterà appartenente a un altro cittadino arabo, e con la foto sostituita) non fa in tempo ad essere imbarcata sul volo AA11 e resta a Boston, dove viene recuperata dall'FBI.

Anche su Al-Omari imperversano “leggende” che lo vorrebbero ancora vivo, leggende che citano gli errori di identificazione iniziali (errori causati, come abbiamo detto, dal rinvenimento del passaporto falsificato, e dai dati identificativi fasulli forniti dallo stesso Al-Omari al momento del suo ingresso in USA) ma che si guardano bene dal citare le successive risultanze investigative o il video diffuso nel 2002.

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Satam Al-Suqami, nato il 28 giugno del 1976 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Studente di legge alla King Saud University, viene avvicinato e arruolato da Al-Qaida e nel 1999 decide di raggiungere l'Afghanistan, dove viene addestrato nei pressi di Kabul, in un centro di addestramento comandato dal terrorista Ibn Al-Shaykh Al-Libi (quest'ultimo sarà catturato da militari Pakistani alla fine del 2001, mentre cercava di fuggire dall'Afghanistan, e consegnato agli americani. Si ritiene sia stato recluso a Guantanamo).
Nel novembre del 2000 Al-Suqami si reca in Iran.
Entra negli USA il 23 aprile del 2001, e si trasferisce in Florida unendosi ad altri dirottatori. Il suo visto di ingresso gli consentiva di restare in USA per un periodo massimo di 20 giorni, ma Al-Suqami si guarda bene dal ripartire alla scadenza. Si iscrive a una palestra e si allena costantemente (molti dei dirottatori, i cosiddetti “Muscle Hijacker”, potenziarono per mesi la loro forma fisica, in palestra).
In Florida Al-Suqami ha fatto uso di una patente di guida rilasciata dall'Arabia Saudita ed il 3 luglio del 2001 gli è stato rilasciato un documento identificativo americano.
Il 10 settembre prende alloggio in un albergo di Boston, e l'indomani mattina si imbarca sul volo AA11. Nelle prime fasi del dirottamento, uccide Daniel Lewin, un passeggero ex appartenente alle forze militari israeliane, che aveva tentato di reagire.
L' FBI ha dichiarato di aver rinvenuto il passaporto di Al-Suqami ad alcuni isolati di distanza dal WTC. Il passaporto secondo l'FBI, fu raccolto da un passante e consegnato a un poliziotto, prima che le Twin Towers collassassero. Inizialmente questo passaporto è stato erroneamente indicato come quello di Atta.
L'American Airlines ha confermato all'FBI che quel passaporto era stato usato da Al-Suqami durante il check-in.
L'FBI ha dichiarato (audizione del 26-01-2004 presso la Commissione di inchiesta indipendente), che il passaporto di Al-Suqami presentava segni di falsificazione (fonti confidenziali hanno dichiarato che le falsificazioni riguardavano le pagine con i vari visti di ingresso e di uscita, e miravano a nascondere i suoi viaggi in Afghanistan ed in Iran).

Anche su Al-Suqami sono state sollevate numerose critiche e obiezioni. Quelle più frequenti sono connesse al rinvenimento del passaporto e alla singolare circostanza che il documento sia sopravvissuto all'impatto in buone condizioni. La circostanza diventa molto meno singolare ove si consideri che in realtà molti effetti personali (passaporti compresi) di passeggeri e di dirottatori dei quattro aerei sono stati rinvenuti sia tra le macerie che a considerevole distanza da esse, evidentemente scagliati dalla forza dell'impatto e dell'esplosione.

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Wail (Wael) M. Al-Shehri, nato il 1° gennaio 1976 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Wail Al-Shehri, o Al-Shihri, è fratello di Waleed, con il quale ha condiviso il tragico destino del volo AA11.
In USA si è identificato fornendo la data di nascita del 1° settembre 1968, ma il padre Muhammad Ali, in un'intervista rilasciata a Arab News il 17 settembre del 2001, ha dichiarato che Wail aveva 26 anni e non aveva sue notizie da circa 10 mesi.
Insegnante di educazione fisica, diplomato ad Abha, nel marzo del 2000 lascia la famiglia dichiarando di volersi recare in Cecenia per combattere contro i russi, ma la sua effettiva presenza in quella regione non è stata confermata. Gli investigatori hanno invece accertato che nel novembre del 2000 egli si recò in Iran, e di lì in Afghanistan. Queste risultanze investigative si conciliano con le dichiarazioni del padre ed in effetti è emerso che parecchi dei dirottatori dell'11 settembre avevano manifestato la loro intenzione di andare a combattere in Cecenia, ma erano stati convinti da Al-Qaida ad intraprendere una missione diversa, quella che li avrebbe portati a schiantarsi sui quattro voli dell'11 settembre.
Questa circostanza lascia ritenere che Al-Qaida abbia selezionato, tra i numerosi volontari che accorrevano per combattere in Cecenia, quelli che risultavano più idonei all'operazione 11 settembre: persone profondamente motivate e pronte al martirio, provenienti da paesi – come l'Arabia Saudita – giudicati affidabili dagli americani, e senza un evidente passato di appartenenza ad organizzazioni terroristiche.
Nel marzo del 2001 viene filmato in un video in cui si preannuncia il suo martirio.
Nel video si nota che sta studiando documenti e piani di volo (Il video sarà recapitato nel settembre del 2002 alla rete televisiva Al Jazeera).
L'8 giugno del 2001 entra negli Stati Uniti.
Il 17 luglio, assieme al fratello, raggiunge la Spagna dove si incontra con Atta in un albergo di Salou.
Wail e Waleed trascorrono gli ultimi giorni in un albergo nei sobborghi di Boston, prima di imbarcarsi, la mattina dell'11 settembre, sul volo AA11.

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Waleed Al-Shehri, nato l'8 luglio del 1977 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Anche sulla di data di nascita di Waleed, fratello di Wail, non ci sono certezze assolute, perché in molte occasioni ha dichiarato date differenti.
Quella indicata è però l'unica coincidente con le dichiarazioni del padre.
La storia di Waleed va di pari passo con quella del fratello: insieme lasciarono l'abitazione familiare con l'intento dichiarato di andare a combattere in Cecenia, insieme si addestrarono in Afghanistan, insieme raggiunsero gli Stati Uniti e insieme salirono a bordo del volo AA11.
Vi sono alcuni elementi che rendono plausibile l'ipotesi secondo cui sia stato Waleed ad aderire per primo alle idee di Al-Qaida e a convincere il fratello a seguirlo nella sua missione di morte. Infatti è stato segnalato ad Amburgo, insieme ad Atta, nel 1998 e nel 2000, e pare abbia avuto contatti anche con Zacarias Moussaoui (arrestato in USA e condannato per aver preso parte alla fase preparatoria dell'operazione 11 settembre) a Londra. Ramzi Binalshibh ha dichiarato che Waleed fu latore di un messaggio personale che Osama Bin Laden inviò ad Atta, messaggio in cui il leader di Al-Qaida esprimeva le proprie preferenze sugli obiettivi da colpire.

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