Volo United UA175 Boston - Los Angeles

Boeing B767-222 - Impatto: South Tower (WTC2)

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Marwan Al-Shehhi, nato il 9 maggio 1978 negli Emirati Arabi Uniti.
PILOTA.

Figlio di un appartenente al clero musulmano, con legami di parentela alla famiglia di Atta, si arruola nelle forze armate degli Emirati Arabi Uniti e nel febbraio del 1996 viene inviato a Bonn, in Germania, per studiare la lingua tedesca e l'ingegneria navale.
I suoi risultati scolastici sono scarsi e nei primi mesi del 1999 si trasferisce in Amburgo, dove raggiunge Atta e apparentemente studia con lui presso la Technical University.
Di lì telefona alla sua famiglia, e l'avverte che non farà mai più ritorno a casa.
In Amburgo Al-Shehhi viene definitivamente reclutato nelle fila di Al-Qaida da Atta e da Ramzi Binalshibh.
Alcune conversazioni telefoniche di Al-Shehhi vengono intercettate dall'intelligence tedesca, che però non riesce a identificarlo compiutamente, ma solo con il nome di battesimo, “Marwan”.
Nonostante una specifica richiesta dei servizi segreti tedeschi, il governo degli Emirati Arabi Uniti non fornisce informazioni per identificare più correttamente “Marwan”. Il suo nominativo (incompleto) viene segnalato dai tedeschi alla CIA ma non risulta che il servizio segreto americano abbia svolto indagini su di lui prima dell'11 settembre 2001.
Nell'ottobre del 1999 un filmato lo riprende alla festa di matrimonio di un altro terrorista di Al-Qaida, tale Said Bahaji, insieme ad altri terroristi tra cui Atta, Binalshibh e Jarrah.
Alla fine del 1999, Al-Shehhi manifesta l'intenzione di unirsi ai combattenti ceceni, ma viene convinto a recarsi invece in Afghanistan, per essere addestrato nei campi di Al-Qaida.
Nel 2000 torna in Germania, e denuncia il furto del suo passaporto (la tecnica di denunciare il furto del proprio passaporto, per nascondere i visti di ingresso in Afghanistan, è stata adoperata da gran parte dei dirottatori che sono stati addestrati in quel paese).
Tornato in Germania, inizia a prendere lezioni di volo per aerei a reazione, e acquista un simulatore di volo per il Boeing 747, con il denaro messo a disposizione da Ali Abdul Aziz Ali (quest'ultimo è considerato uno dei principali finanziatori dell'operazione 11 settembre. Operando sempre dagli Emirati Arabi Uniti, ha trasferito fondi per oltre 120.000 dollari sui conti bancari dei dirottatori, e acquistato per loro conto materiali e documentazione. E' stato catturato in Pakistan nel 2003).

Il 29 maggio del 2000 Al-Shehhi raggiunge gli USA, sbarcando sull'aeroporto di Newark nel New Jersey. Pochi giorni dopo è raggiunto da Atta.
I due si iscrivono e frequentano insieme i corsi di volo della Huffman Aviation di Venice, in Florida, insieme ottengono le licenze di volo e insieme continuano ad addestrarsi presso i simulatori di volo del plurimotore a getto Boeing 727 (vedi sopra alla scheda di Atta).

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Sopra: una pagina del registro delle ore di volo di Al-Shehhi.

Tra il 2000 ed il 2001 Marwan Al-Shehhi si separa due volte da Atta, per recarsi prima in Marocco e poi in Egitto (fonti affermano che i due viaggi ebbero come scopo la visita ad alcuni parenti ed il disbrigo di commissioni per conto di Atta).
A partire dal maggio del 2001 Al-Shehhi, così come molti altri dirottatori, effettua diversi viaggi aerei per studiare le procedure degli equipaggi di volo, piloti, hostess e attendenti.

Alcuni giornali tedeschi hanno sostenuto che il 23 agosto del 2001 il Mossad (il servizio segreto israeliano) trasmise alla CIA un rapporto in cui venivano segnalati 19 nominativi di individui residenti in USA e sospettati di progettare un attentato. Secondo queste fonti, quattro dei nominativi segnalati coincidevano con altrettanti dirottatori dell'11 settembre: Nawaf Al-Hazmi, Khalid Al-Mihdhar, Marwan Al-Shehhi e lo stesso Mohamed Atta. Ancora fonti giornalistiche sostengono che la CIA abbia giudicato troppo poco significativo il rapporto (che non indicava date né obiettivi ma era estremamente generico) e si sia limitata a inserire alcuni dei nominativi (tra cui Al-Mihdhar e Al-Hazmi) nella “watch list” TIPOFF (una lista di soggetti sospetti o pericolosi).

Il 28 agosto del 2001 Al-Shehhi raggiunge l'aeroporto di Miami ove acquista il biglietto per il volo UA175 dell'11 settembre, tratta Boston – Los Angeles.
Il 10 settembre del 2001 raggiunge Boston dove passa l'ultima notte in albergo.

Alle 06.45 del mattino dell'11 settembre Al-Shehhi chiama Atta al telefono, e circa tre quarti d'ora dopo si imbarca sul volo UA175.

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A sinistra, un simulatore di volo per Boeing 727, trimotore a getto largamente usato per l'addestramento dei piloti di linea. Si notino, al posto dei finestrini, i monitor su cui sono proiettate le immagini che simulano la visione esterna.
Si pensi che questa foto è stata presa da Ebay, dove i voli ai simulatori vengono regolarmente venduti a prezzi di circa 300 dollari all'ora, con l'avvertenza: “A causa degli orribili eventi dell'11 settembre, coloro che desiderino frequentare le sessioni di volo saranno sottoposti a rigidi controlli”. Ebay Item Number 6513574544
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Fayez Rashid Banihammad, nato il 19 marzo 1977 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

La data di nascita di Banihammad non è mai stata resa pubblica ufficialmente, ma compare in una lista confidenziale dell'FBI diffusa per errore dalle autorità finlandesi (in particolare dalla Financial Supervision Authority) il 3 ottobre del 2001 e nota come “Finnlist”. Anche il suo vero nome non può essere ritenuto certo, visto che egli ha usato moltissimi alias (non meno di sei).

Pure i suoi movimenti prima dell'11 settembre sono tutt'altro che chiari. Fonti lo riportano nelle Filippine nel 2000, dove si sarebbe recato dopo aver detto ai propri familiari che intendeva lavorare con la International Islamic Relief Organization, un'organizzazione umanitaria che l'intelligence americana ritiene strettamente connessa ad Al-Qaida.

Il 25 giugno del 2001 apre un conto corrente bancario negli Emirati Arabi Uniti, sul quale qualcuno versa 30.000 dollari.
Il 27 giugno del 2001 entra negli Stati Uniti e raggiunge Orlando, in Florida, dove alcuni giorni dopo apre un conto corrente presso la SunTrust Banks (la stessa banca presso la quale aprono conti correnti altri otto dei dirottatori dell'11 settembre).
Secondo il rapporto della commissione di inchiesta sui fatti dell'11 settembre, Fayez Banihammad ha avuto anche il ruolo di fare da intermediario per i finanziamenti che Al-Qaida assicurava ai terroristi dell'11 settembre. In particolare egli riceveva il denaro da un certo Mustafa Al-Hawsawi, cittadino dell'Arabia Saudita, che operava dagli Emirati Arabi Uniti (Al-Hawsawi è stato catturato in Pakistan e preso in consegna dagli americani, che nel corso del processo a Moussaoui hanno ufficialmente confermato di detenerlo in località segreta).

Due settimane prima degli attentati, Banihammad compra i biglietti aerei sul volo UA-175 per sé e per un altro dirottatore, Mohand Al-Shehri, utilizzando una carta VISA intestata al sopra citato Mustafa Al-Hawsawi e fornendo come indirizzo una casella postale Mailboxes Etc. di Delray Beach (altri due dirottatori del volo UA-175, Hamza Al-Ghamdi e Ahmed Al-Ghamdi, usano anch'essi una casella postale Mailboxes Etc. di Delray Beach per la medesima operazione).
L'8 settembre del 2001 prende alloggio presso il Milner Hotel di Boston, lo stesso albergo in cui, nei giorni seguenti, arrivano e alloggiano anche altri cinque dirottatori, tra i quali i piloti Atta e Al-Shehhi.

La mattina dell'11 settembre Banihammad e Mohand Al-Shehri raggiungono insieme, con un'auto noleggiata, il Logan International Airport, per imbarcarsi sul volo UA-175.

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Mohand Al-Shehri, nato il 5 luglio 1979 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

L'identificazione di Mohand (o Muhannad) Al-Shehri è stata inizialmente contestata dal governo arabo, in particolare in una dichiarazione ufficiale del 20 settembre del 2001 nella quale si sosteneva che Mohand Al-Shehri era ancora vivo e del tutto estraneo agli attentati.
Soltanto nel febbraio del 2002 il Ministro dell'Interno dell'Arabia Saudita, principe Nayef, ha riconosciuto la sua identificazione ed ha dichiarato: “In precedenza, l'Arabia Saudita ha dichiarato che la cittadinanza di 15 dei 19 dirottatori era dubbia, a dispetto dell'insistenza americana. I leaders arabi erano troppo scossi nell'apprendere che 15 dirottatori erano sauditi. Adesso i nomi di cui disponiamo lo confermano. Le loro famiglie sono state informate”.
L'atteggiamento di incredulità del governo saudita ha alimentato (e continua ad alimentare) le fantasiose teorie cospirazioniste che vorrebbero gran parte degli attentatori ancora vivi e vegeti, ignorando le definitive dichiarazioni ufficiali dello stesso governo saudita.

Mohand Al-Shehri ha usato almeno un paio di alias, e in effetti la sua famiglia, che ha riconosciuto la sua morte a bordo del volo UA175, ha dichiarato che il suo vero nome è Muhannad e non Mohand come indicato dall'FBI.

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Mohand Al-Shehri è stato studente della Saudi Islamic University di Abna, in Arabia Saudita, ma non riesce a laurearsi.
Nei primi mesi del 2000 annuncia alla sua famiglia l'intenzione di recarsi in Cecenia per combattere contro i russi: da quel momento chiamerà un sola volta la propria madre.
(Quest'ultima ha dichiarato che la telefonata del figlio le giunse dalla Cecenia durante la festa “Eid Al-Adha” del 1421, la festa del sacrificio, una ricorrenza religiosa molto importante per gli arabi. Sulla base del calendario islamico - l'anno 2001 occidentale corrisponde all'anno 1421 arabo - la festa cadeva il giorno 5 marzo del 2001)

Il 23 ottobre del 2000 Mohand Al-Shehri richiede e ottiene un visto per gli Stati Uniti (foto a sinistra).


Il 28 maggio del 2001 (quindi poco dopo l'unica e ultima telefonata alla madre) entra negli Stati Uniti, assieme ad Hamza Al-Ghamdi e a Abdulaziz Al-Omari e si trasferisce in Florida dove prende lezioni di volo al simulatore, presso la FlightSafety Aviation School di Vero Beach.
Il 10 settembre trascorre la sua ultima notte nel Milner Hotel di Boston, insieme ad altri dirottatori, ed il giorno dopo, insieme a Fayez Banihammad, raggiunge l'aeroporto per imbarcarsi sul volo UA175 che lo porterà a schiantarsi contro la South Tower a New York.

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Ahmed Al-Ghamdi, nato il 16 aprile 1970 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Anche per Al-Ghamdi, come altri dirottatori, i dati anagrafici sono tutt'altro che certi.
E' interessante notare come spesso alcuni autori affermino che l'FBI aveva già l'elenco di tutti i nomi dei 19 terroristi poche ore dopo gli attentati, e sulla base di questa affermazione vorrebbero insinuare il sospetto che l'FBI conoscesse in anticipo quanto stava per accadere.

In realtà i primi elenchi forniti dall'FBI presentavano numerose identificazioni errate, basate sui pochi dati immediatamente disponibili, e solo nel tempo sono state fornite al pubblico le identificazioni corrette, peraltro spesso incomplete. Al-Ghamdi ha utilizzato non meno di sette alias e sei diverse date di nascita, in qualche caso corrispondenti a individui omonimi e ancora in vita.

Da fonti arabe apprendiamo che nel 2000 abbandona gli studi per recarsi in Cecenia a combattere contro i russi.

La famiglia lo vede per l'ultima volta nel dicembre del 2000.

Il 2 maggio del 2001 entra negli Stati Uniti dal Dulles International Airport di Washington.
Nel luglio del 2001 chiama per l'ultima volta la propria famiglia, senza dire dove si trovi.
Quello stesso mese, come molti altri terroristi, si munisce di un documento identificativo rilasciato dallo Stato del New Jersey.
Il 29 agosto del 2001 lui e Hamza Al-Ghamdi acquistano i biglietti per il volo UA-175 (pagati da Hamza con la sua SunTrust Visa).

Nei primi di settembre, insieme ad Hamza, raggiunge il Charles Hotel di Boston. L' 8 settembre entrambi si trasferiscono al Days Hotel, sempre a Boston, da dove, la mattina dell'11 settembre, prendono un taxi che li porta alla loro ultima meta, il Logan International Airport, per imbarcarsi sul volo UA-175.

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Hamza Al-Ghamdi, nato il 18.11.1980 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Anche nel suo caso non c'è conferma ufficiale sui dati anagrafici.
Non sembra vi siano rapporti di parentela con gli altri dirottatori che portano il suo stesso cognome (Ahmed Al-Ghamdi, Saeed Al-Ghamdi) anche se tutti e tre sono originari della provincia di Bahan e fonti arabe riportano che si conoscevano almeno dal 1999.
Nonostante il padre di Al-Ghamdi abbia dichiarato di non riconoscere il figlio nella foto diffusa dall'FBI (qui a sinistra) la sua identificazione è stata confermata da fonti arabe.
Originario della provincia di Baha come altri dirottatori, diplomato alla Koranic High School di Beliurashi, nei primi mesi del 2000 abbandona la famiglia per recarsi in Cecenia. Viene addestrato in Afghanistan.
Nel marzo del 2001 è ripreso in un video di Al-Qaida, come futuro martire, mentre studia documenti e piani di volo. Il video verrà diffuso da Al Jazeera dopo gli attentati.
Il 28 maggio del 2001 entra negli Stati Uniti, a Miami (Florida).
Nel giugno del 2001 apre un conto corrente bancario presso la Florida SunTrust e prende una patente di guida in Florida.
Nel luglio del 2001 telefona alla propria famiglia e chiede loro di perdonarlo e di pregare per lui: da quel momento i suoi familiari non avranno più sue notizie.
Nel mese di agosto acquista i biglietti aerei per il volo UA-175 per sé e per Ahmed Al-Ghamdi, assieme al quale si porta a Boston alcuni giorni prima dell'11 settembre 2001.

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Sopra: un assegno emesso dalla Pelican Properties di Delray Beach, Florida, in favore di Hamza Al-Ghamdi, per restituire una parte della somma pagata da questi per l'affitto di un appartamento.
I movimenti dei terroristi negli USA sono stati ricostruiti dall'FBI grazie anche alle loro operazioni con assegni, carte di credito e bancomat.

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