Volo United UA93 Newark – San Francisco

Boeing B757-222 - Impatto: Shanksville, Pennsylvania

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Ziad Jarrah, nato l' 11 maggio 1975 in Libano.
PILOTA.

Si conoscono molti particolari della vita privata di Ziad Jarrah prima dei tragici fatti dell'11 settembre, probabilmente più di qualsiasi altro dei 19 terroristi, perchè i familiari e in particolare la sua ex fidanzata hanno accettato di parlarne con molti giornalisti.

Sappiamo quindi che Jarrah nasce a Mazraa, in Libano, figlio unico in una famiglia benestante.
Il padre è un impiegato, la madre insegnante, entrambi sono di religione musulmana ma decidono di mandare il figlio presso una scuola cattolica di Beirut, per assicurargli una migliore istruzione.
Nel 1996 va a studiare in Germania.
La prima tappa è presso l'Università di Greifswald, dove studia la lingua tedesca.
Lì incontra una studentessa di medicina, Aysel Senguen, di origine turca, che diventa la sua fidanzata.
Nel 1997 Jarrah si iscrive presso l'Università di Amburgo, dove studia ingegneria aeronautica e progettazione di aeromobili.
Nei due anni seguenti, la fidanzata Aysel nota un progressivo cambiamento in Jarrah: l'uomo, che non era mai stato un religioso devoto, inizia a rimproverarla per il suo modo di vestire, non vuole che fumi e beva alcolici.
Improvvisamente, nel 1999, smette di frequentare l'Università.
Inizia a frequentare un'abitazione situata in Marienstrasse 54, in Amburgo: è la casa di Mohamed Atta e Marwan Al-Shehhi (il primo è il terrorista che piloterà il volo AA11, nonché capo operativo del gruppo, il secondo è il terrorista che si schianterà ai comandi del volo UA175).

Tra i nuovi amici di Jarrah, compare anche un altro nome: Ramzi Binalshibh, uno degli organizzatori degli attentati dell'11 settembre.

Alla fine del 1999 Jarrah e i suoi nuovi amici (Atta, Al-Shehhi e Binalshibh) decidono di andare a combattere in Cecenia, ma un altro terrorista della cellula di Amburgo, Khalid Al-Masri, li convince a cambiare i piani e a recarsi in Afghanistan, per incontrare personalmente Osama Bin Laden.

Nel febbraio del 2000 Jarrah torna ad Amburgo, dopo aver denunciato lo smarrimento del proprio passaporto, in modo che sul nuovo documento non vi fosse traccia dei visti di ingresso in Afghanistan.

Nel maggio del 2000 Jarrah ottiene il visto di ingresso per gli USA.

Sotto: particolare del visto di ingresso di Ziad Jarrah.

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Il 27 giugno del 2000 Jarrah entra negli Stati Uniti, con un volo da Monaco (Germania) ad Atlanta (Georgia).

Subito si trasferisce in Florida, dove inizia a frequentare un corso di pilotaggio presso la Florida Flight Training Center di Venice.

A poca distanza, Atta e Al-Shehhi si addestrano presso la Huffman Aviation, sempre a Venice.

Nell'agosto del 2000 Jarrah ottiene la sua licenza di volo di pilota privato (secondo alcune fonti, Jarrah aveva già fatto altre esperienze di pilotaggio presso una scuola di volo quando viveva in Amburgo).


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Sopra: Jarrah durante le lezioni di volo in Florida.
Nell'ottobre del 2000 Jarrah si reca in Germania a trovare la sua fidanzata Aysel, con la quale fa un viaggio a Parigi.

Il 29 ottobre il terrorista rientra in USA e inizia ad addestrarsi al pilotaggio di grandi aerei a getto presso la Aeroservice Aviation di Miami, in Florida, che mette a sua disposizione i simulatori di volo per aerei Boeing 727 e 737.

A fine novembre la sua esperienza di volo gli consente di noleggiare un aereo privato con il quale si reca alle Bahamas.

Tra il dicembre del 2000 e il gennaio del 2001 Jarrah esce e rientra più volte dal territorio degli USA, per recarsi in Germania e in Libano.
Aysel, la sua ragazza, trascorre con lui una decina di giorni in Florida, facendogli anche compagnia durante le lezioni di volo al simulatore.

A fine gennaio 2001, Jarrah si reca in Libano, per visitare il padre, che ha subito un intervento chirurgico.
E' l'ultimo contatto con la sua famiglia.

Rientrato negli USA, nel mese di giugno del 2001 affitta un appartamento a Lauderdale “By The Sea” in Florida, insieme a Ahmed Al-Haznawi, un altro dirottatore.

In questo periodo, Jarrah entra in contrasto con Atta e decide di abbandonare l'operazione, vuole ritornare in Germania, dalla sua fidanzata Aysel.
E' lo stesso Atta ad accompagnare Jarrah all'aeroporto di Miami, con un biglietto sola andata per la Germania, ma all'ultimo momento una telefonata di Ramzi Binalshibh convince il libanese a ritornare nei ranghi (in realtà in USA era già giunto Zacarias Moussaoui, che doveva fungere da riserva per sostituire Jarrah).

Alla fine di agosto, Jarrah si trasferisce in un albergo di Laurel, in Maryland, nella stessa zona in cui alloggiano altri dirottatori.

Il 7 settembre, insieme agli altri dirottatori del volo 93, raggiunge il New Jersey.
Il 9 settembre telefona per l'ultima volta alla sua famiglia.
Il 10 settembre Jarrah scrive una lettera ad Aysel, che la riceverà solo dopo la sua morte: “... devi essere orgogliosa, perchè è un onore e vedrai i risultati e ognuno sarà felice. Voglio che tu sia forte come so che puoi essere, cammina a testa alta, ma con un obiettivo, mai senza un obiettivo, devi sempre avere un obiettivo... ti ringrazio e ti chiedo scusa per i meravigliosi, difficili cinque anni che mi hai dedicato. La tua pazienza sarà ricompensata.... Arrivederci!!”

La mattina dell'11 settembre Jarrah si imbarca sul volo UA93 in partenza da Newark (New Jersey), insieme ad altri tre terroristi, per portare a termine la sua missione di morte.

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Sopra: il passaporto di Ziad Jarrah, rinvenuto semidistrutto dal fuoco, tra i rottami del volo UA93.

Sotto: nelle ore successive agli attentati, l'FBI ha rinvenuto, nei cestini di rifiuti dell'aeroporto di Newark (da dove decollò il volo UA93), una serie di fogli di istruzioni illustrate che spiegano nei minimi dettagli la strumentazione di volo del Boeing 757, il tipo di aereo dirottato e pilotato da Jarrah.

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Questo materiale è stato esibito nel corso del processo a Zacarias Moussaoui, uno dei complici dei dirottatori. Le foto di tutti i fogli, ma anche altro interessante materiale probatorio, possono essere consultati al sito www.rcfp.org/moussaoui/.

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Ahmed Al-Nami, nato il 12 luglio 1977 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

L'esatta identificazione di Al-Nami non è certa, in quanto risultano anche alias (come Al-Nawi) e date di nascita differenti, ma quella indicata è la più compatibile con le informazioni fornite dai suoi amici e parenti.
Al-Nami era uno studente di legge islamica presso l'Università King Khaled (chiamata anche King Saud) di Abha, e frequentava la Moschea di Seqeley dove ebbe modo di incontrare i fratelli Waleed e Wail Al-Shehri e Saeed Al-Ghamdi.

In quella stessa moschea, nella primavera del 2000, Al-Nami e i suoi tre amici fanno il giuramento solenne di diventare guerrieri di Allah e abbandonano la proprie famiglie per raggiungere i campi di addestramento di Al-Qaida in Afghanistan, dove incontrano il terrorista Khalid Shaikh Mohammed, uno degli organizzatori dell'operazione “11 settembre”.
Sarà proprio lui a convincere i quattro a offrirsi come martiri di Allah per la più sanguinosa missione suicida di tutti i tempi.
(Khalid Shaikh sarà catturato in Pakistan nel marzo del 2003, e trasferito in una prigione segreta. Le sue rivelazioni hanno consentito di ricostruire molti aspetti dell'organizzazione degli attentati).
Ritornato in Arabia dopo l'addestramento in Afghanistan, nel novembre del 2000 si reca in Iran.
Nel marzo del 2001 Al-Nami viene filmato nel video di Al-Qaida che preannuncia il martirio di ben 13 dirottatori dell'11 settembre.
Al-Nami è ripreso mentre studia mappe e piani di volo.

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Sopra: fotogramma tratto dal video di Al-Qaida. L'uomo ripreso è Al-Nami. Il video sarà diffuso da Al-Qaida solo dopo gli attentati.

Nell'aprile 2001 Al-Nami, rientrato in Arabia Saudita, ottiene il visto per l'ingresso in USA.
Il 28 maggio 2001 Al-Nami entra in USA attraverso l'aeroporto di Miami, in Florida, assieme ad altri terroristi del gruppo.

Si trasferisce in un appartamento al Delray Beach Racquet Club, in Florida, insieme ad Hamza Al-Ghamdi.
In giugno i due si muniscono di patenti di guida rilasciate dallo Stato della Florida.
Quello stesso mese, Al-Nami telefona per l'ultima volta alla propria famiglia, che non vede da più di un anno.
Qualche giorno prima dell'11 settembre, Al-Nami e Al-Ghamdi raggiungono Newark, nel New Jersey.
Di lì si imbarcheranno, pochi minuti prima delle otto del mattino dell'11 settembre, sul volo UA-93.

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Ahmed Al-Aznawi, nato l'11 ottobre 1980 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Studente universitario, nel 1999 manifesta la propria intenzione di recarsi in Cecenia a combattere contro i russi.
Il padre cerca di convincerlo a desistere, ma nel 2000 il giovane parte per la Cecenia e per i campi d'addestramento di Al-Qaida in Afghanistan.
Nei primi mesi del 2001 gira un video in cui preannuncia il suo martirio e il suo progetto di portare un messaggio di sangue all'America. Il video sarà diffuso dopo gli attentati
(Sotto: Al-Aznawi nel video)..
Arriva in USA nel giugno del 2001, insieme a Wail Al-Shehri, con un volo per Miami (Florida).
Va a vivere in un appartamento di Fort Lauderdale, insieme a Ziad Jarrah, pilota del Volo 93.
Insieme agli altri dirottatori del Volo 93, raggiunge il New Jersey il 7 settembre del 2001.

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Saeed Al-Ghamdi, nato il 21 novembre del 1979 in Arabia Saudita.
DIROTTATORE.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una persona che ha fatto uso di molti alias e diverse date di nascita, e spesso è stata confusa con altri terroristi dal nome molto simile.
L'identità qui riportata è però quella confermata da fonti arabe che hanno contattato i suoi familiari.
Insieme ad Ahmed Al-Nami e altri dirottatori, frequenta la Moschea di Seqeley dove, nella primavera del 2000, presta solenne giuramento di abbracciare la Jihad (la “Guerra Santa”).
Il gruppo si reca poi nei campi di addestramento di Al-Qaida in Afghanistan. Nel marzo del 2001 anche lui viene ripreso nel famoso video di Al-Qaida diffuso su Al Jazeera nell'aprile 2002.


Sotto: due immagini di Saeed Al-Ghamdi, nel video di Al-Qaida e in Afghanistan.

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Il 27 giugno del 2001 arriva in USA insieme a Fayez Banihammad, su un volo diretto a Orlando (Florida).

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A sinistra: la scheda compilata da Saeed Al-Ghamdi al momento del suo ingresso in USA.

Nel corso delle indagini sono stati rintracciati e acquisiti decine e decine di documenti simili relativi ai 19 dirottatori dell'11 settembre: ricevute, documenti identificativi, schede di ingresso, richieste di visto, assegnazioni di posti sui voli aerei, registri di scuole di volo ecc...

In Crono911 abbiamo inserito solo una piccolissima parte di questa vasta documentazione.


E' proprio Saeed Al-Ghamdi, sotto il falso nome di Abdul Rahaman, a telefonare al terrorista Ramzi Binalshibh (che lo riferirà in un'intervista resa al giornalista Yosri Fouda di Al Jazeera) e a comunicargli il numero e il tipo degli obiettivi (vedi sopra, nella scheda di Atta).

In USA Saeed Al-Ghamdi vive insieme ad altri terroristi in un appartamento di Delray Beach, in Florida, ed il 7 settembre del 2001, insieme agli altri dirottatori del Volo 93, raggiunge Newark nel New Jersey.

Il passaporto di Saeed Al Ghamdi è stato rinvenuto tra le macerie del volo UA93 (Ginsburg, audizione del 26-01-2004 presso la Commissione di inchiesta indipendente).

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