Cronologia

Stati Uniti, 11 Settembre 2001

Le condizioni meteo sono ideali: cielo limpido e sereno su tutto il paese.
Il Campidoglio si prepara ad accogliere i lavori di entrambe le camere (deputati e senatori) convocate per quella mattina. Tra i relatori ci sarà Laura Bush, moglie del Presidente.

Ore 05:33 circa. Portland.
Mohammed Atta e Abdulaziz Al-Omari lasciano l'albergo “Comfort Inn” a South Portland (Maine) e salgono a bordo della loro autovettura Nissan Altima di colore blu. Si dirigono al Portland International Jetport e parcheggiano l'auto in prossimità dell'ingresso dell'aeroporto.
Raggiungono il banco della US Airways e prendono il volo diretto a Boston.

01
Sopra : sequenza di una telecamera di sicurezza che riprende Atta (in camicia blu) e Al-Omari (camicia gialla) al momento dell'imbarco nell'aeroporto di Portland.

Il volo decolla da Portland alle ore 06.00.
(Fonte: FBI Press Release.)

Ore 06:30 NORAD (Quartier Generale della Difesa Aerea del Nord America)
Il NORAD è il centro di controllo dell'intero apparato difensivo e offensivo strategico degli Stati Uniti. Il suo compito è assicurare la difesa aerea e missilistica del territorio americano, nonché gestire la forza strategica nucleare americana per il contrattacco.
E' ubicato nel cuore di una montagna, la Cheyenne Mountain nel Colorado.
Da esso dipendono una serie di comandi subordinati, che gestiscono ciascuno la propria “fetta” di spazio aereo americano e canadese. Tra questi comandi subordinati c'è il NEADS che gestisce il settore Nord-Est degli Stati Uniti.
Da due giorni il NORAD è impegnato nell'esercitazione “Northern - Vigilant Guardian”, che si tiene con cadenza semestrale e che riguarda la protezione del settore settentrionale (che comprende Canada e Alaska) da un ipotetico attacco di bombardieri sovietici.
L'intera esercitazione è simulata: si svolge sugli schermi dei computer, con bersagli simulati, non ci sono bersagli reali e non ci sono caccia reali utilizzati per la difesa.
All'esercitazione partecipano anche le forze aeree canadesi e russe.
(Fonti: Rapporto Finale 9/11, pag. 458 nota 116 ; new house news)

Ore 07:00 circa. Aeroporto Logan di Boston.
Mohamed Atta, Satam Al-Suqami, Waleed Al-Shehri, Wail Al-Shehri, e Abdulaziz al-Omari si imbarcano sul volo American Airlines 11 (AA11) diretto a Los Angeles.
L'aereo è un Boeing 767-223ER matricola N334AA, la partenza è prevista alle ore 07.45.
Le persone a bordo sono 92 in tutto, compreso l'equipaggio.
(Fonti: NTSB, l'ente americano per la sicurezza del volo; Air Disaster Database.)

Al momento di attraversare i controlli di imbarco, Satam Al-Suqami, Waleed Al-Shehri e Wail Al-Shehri vengono selezionati dal CAPPS per un controllo più accurato del loro bagaglio a mano.

Il CAPPS è un sistema computerizzato installato presso gli aeroporti americani, che seleziona in maniera automatica gli individui che devono essere controllati con maggior attenzione. Il computer del CAPPS si basa sia su criteri pre-programmati che “random” (scelta casuale).

Il controllo viene superato senza problemi.
Nessuno fa caso ai taglierini e ai coltellini multiuso che i dirottatori hanno con sé.
Nonostante il manuale “Checkpoint Operations Guide” distribuito almeno dal 1994 dall'Air Transport Association e dalla Regional Airline Association (due enti privati che riuniscono parte delle compagnie aeree americane) consigliasse il divieto di portare questo genere di strumenti a bordo degli aerei, le regole FAA (l'ente pubblico americano che gestisce l'aviazione civile) seguite dal personale di controllo prima dell'11 settembre non vietavano i taglierini né coltelli con lama di lunghezza inferiore ai 4 pollici (circa 10 centimetri) né forbici. Erano consentite persino le mazze da baseball !
(Fonte: cbsnews.)

02Sull'aereo, i cinque dirottatori occupano posti in classe business e in prima classe, tutti vicini alla cabina di pilotaggio.
(nel disegno a sinistra, la collocazione dei 5 terroristi).

Vicino ai terroristi siede anche Daniel Lewin (in verde nel disegno) che è un ex appartenente alle forze armate israeliane.

Nel frattempo, presso un altro terminale dello stesso aeroporto, Marwan Al-Shehhi, Fayez Banihammad, Mohand Al-Shehri, Hamza Al-Ghamdi e Ahmed al-Ghamdi si imbarcano sul volo United Airlines 175 (UA175). Anch'essi occupano posti vicini alla cabina di pilotaggio.
Nessuno di loro viene selezionato per controlli di sicurezza supplementari.
L'aeroporto Logan non dispone di un sistema di monitoraggio con telecamere a circuito chiuso.

L'aereo del volo UA175 è un Boeing 767-222ER, matricola N612UA, con un totale di 65 persone a bordo.
(Fonti: NTSB; Air Disaster Database.)

La partenza è prevista per le ore 08:00.


Ore 07:15 circa. Aeroporto Dulles, Washington D.C.
Hani Hanjour, Khalid Al-Mihdhar, Majed Moqed, Nawaf Al-Hazmi e Salem Al-Hazmi si presentano al check-in per il volo American Airlines 77 (AA77) diretto a Los Angeles.
I primi sono Khalid Al-Mihdhar e Majed Moqed, gli altri tre giungono venti minuti dopo.
Il loro imbarco è registrato da una telecamera di sorveglianza (le relative riprese sono rimaste a lungo secretate, prima di essere ottenute e diffuse da Associated Press: vedi sopra alla scheda di Hani Hanjour).

Hani Hanjour, Khalid Al-Mihdhar e Majed Moqed sono selezionati dal CAPPS e sottoposti a un controllo aggiuntivo, che non rivela alcunché di anomalo. Nawaf Al-Hazmi e Salem Al-Hazmi sono anch'essi sottoposti a un controllo aggiuntivo, ma la segnalazione non è del computer ma di un addetto alla sorveglianza che li aveva giudicati sospetti. Anche in questo caso il controllo dà esito negativo. Si badi che i controlli venivano effettuati da personale dipendente delle compagnie aeree o degli enti aeroportuali, e non da agenti di polizia.

Hanjour ed i due fratelli Al-Hazmi si siedono in prima classe, gli altri due sono seduti poco più dietro.
Il velivolo è un Boeing 757-223, matricola N644AA, a bordo ci sono 64 persone in tutto.
(Fonti: NTSB; Air Disaster Database.)

Il decollo è programmato per le ore 08:10.
(Fonte: FBI Press Release.)

Ore 07:30 circa, Newark International Airport (New Jersey)
Ziad Jarrah, Ahmed Al-Nami, Saeed Al-Ghamdi e Ahmed Al-Haznawi giungono ai check-in per il volo United Airlines 93 (UA93) diretto a San Francisco.
Solo Al-Haznawi viene selezionato dal CAPPS, ma il suo controllo non rivela anomalie.
Anche l'aeroporto Newark non dispone di telecamere di controllo.
I quattro si imbarcano sul velivolo, un Boeing 757-222 matricola N591UA con 45 persone a bordo (fonti: NTSB; Air Disaster Database) la cui partenza è programmata per le ore 08:00.
Tutti siedono in prima classe.
I dirottatori avrebbero dovuto essere cinque, come negli altri voli, ma il quinto dirottatore, Mohamed Al-Kahtani, era stato respinto da un ispettore del servizio immigrazione mentre tentava di entrare in USA nel mese di agosto, all'aeroporto Orlando in Florida.

Ore 07:59, Aeroporto Logan, Boston.
Il volo AA11 decolla dalla pista 4R.

Fonti generali timeline volo AA11:
Boston Globe
Air Disaster – Special 9/11
Rapporto finale 9/11 Capitolo 1.1

Ore 08:13, Volo AA11
Il pilota, Capitano John Ogonowski, livella l'aereo a 26.000 piedi (circa 8.000 metri) di quota.
Il controllo aereo ordina di virare di 20 gradi a destra.
Il pilota conferma l'ordine: “20 right AAL11”. Sono le 08:13:31
Il controllo aereo alle 08:13:47 ordina di portarsi a 35.000 piedi di quota: “AAL11 now climb mantain FL350” (FL significa Flight Level, ossia la quota, espressa in centinaia di piedi).
Ma dall'aereo non giunge risposta.
Il controllo aereo insiste: “AAL11, climb mantain FL350”.
Nessuna risposta.
Il controllo aereo cerca di mettersi in contatto: “AAL11, Boston” (sono le 08:14:08)
Ulteriori tentativi di mettersi in contatto con il volo AA11, anche attraverso altri aerei in volo, non hanno successo.

Fonti generali timeline volo AA11:
Boston Globe
Air Disaster – Special 9/11
Rapporto finale 9/11 Capitolo 1.1
Si può quindi affermare che il dirottamento del volo AA11 avviene tra le 08:13:31 e le 08:13:47.
(Tutte le trascrizioni delle conversazioni tra la torre di controllo di Boston e il volo AA11 sono state ricavate dal New York Times che le ha pubblicate in data 16 ottobre 2001. NY Times)

Sappiamo (grazie alle telefonate delle assistenti di volo) che al momento del dirottamento, Daniel Lewin, l'ex-ufficiale delle forze armate israeliane che sedeva in prima classe con i dirottatori, cercò di reagire.

03L'uomo non poteva però sapere che proprio nel posto dietro al suo, era seduto Satam Al-Suqami, il quale gli impedì di agire tagliandogli la gola.
(A sinistra, nella foto, il coraggioso ma sfortunato Daniel Lewin.)
I dirottatori presero il controllo del velivolo penetrando nella cabina di pilotaggio e immobilizzando o uccidendo i piloti, e tenendo a bada passeggeri e attendenti con i taglierini, con bombolette di spray urticante, e con la minaccia di una bomba.
La porta della cabina di pilotaggio dovrebbe normalmente essere chiusa, in realtà questa regola era scarsamente rispettata all'epoca.
Inoltre la porta viene aperta frequentemente dagli stessi assistenti, ciascuno dei quali porta con sé la chiave, per comunicare con i piloti, e chi siede abbastanza vicino ad essa può agevolmente approfittarne.


Ore 08:14. Aeroporto Logan, Boston.
Il volo UA175 decolla dalla pista 9.

Fonti generali timeline volo UA175:
Boston Globe
Air Disaster – Special 9/11
Rapporto finale 9/11 Capitolo 1.1

Ore 08:19. Volo AA11
L'assistente di volo Betty Ong, utilizzando un telefono di bordo AT&T, compone il numero 800 che corrisponde al numero unico del servizio prenotazione dell'American Airlines.
La chiamata è smistata al centro prenotazioni di Cary, North Carolina, dove risponde un impiegato che, realizzata la gravità della situazione, la passa al supervisore Nydia Gonzalez, attivando la registrazione della conversazione (il sistema di registrazione però, è programmato per registrare solo i primi 4 minuti di conversazione).
Ong spiega che l'aereo è stato dirottato, che qualcuno è stato accoltellato in classe business (si tratta di Daniel Lewin) e che anche due assistenti di volo sono stati accoltellate (NdA: forse per sottrargli la chiave che dà accesso alla cabina di pilotaggio).
Questi sono alcuni dei passaggi della registrazione:
Ong: “Sono l'assistente n° 3 nella sezione posteriore. Dalla cabina di pilotaggio non rispondono. Qualcuno è stato accoltellato nella business class e... Io credo abbiano spruzzato peperoncino... roba che non puoi inalare. Non so, penso che siamo stati dirottati” ...
“Su che volo?” ...
Ong: “Volo 12... abbiamo appena lasciato Boston... il volo è per Los Angeles...” ...
“Hai detto che sei un assistente di volo?... Qual'è il tuo nome?” ...
Ong: “Dovete parlare più forte, non riesco a sentirvi!” ...
“Certo. Qual'è il tuo nome?”
Ong: “Mi chiamo Betty Ong, sono il terzo assistente sul volo 11... la cabina di pilotaggio non risponde al telefono... c'è qualcuno accoltellato in business class. Non riusciamo a respirare in business class... qualcuno ha spruzzato peperoncino o roba del genere... il primo assistente è stato accoltellato... il quinto assistente è stato accoltellato... la cabina di pilotaggio è inaccessibile...”
“Volo 12 hai detto?”
“No, questo è il volo 11... Boston – Los Angeles”

04(A sinistra: Betty Ong)
Da Nydia Gonzalez apprendiamo che nel corso della conversazione Ong ha riferito che i passeggeri erano stati tutti ammassati nella zona posteriore dell'aereo, e che il velivolo volava in maniera “erratica” (instabile). Ong ha anche fornito le prime indicazioni sui posti occupati dai dirottatori (indicazioni che, confrontate con la lista di imbarco, hanno permesso di avere subito un'idea abbastanza precisa della loro identità).
Nydia Gonzalez comunica queste informazioni al centro operativo (SOC) dell'American Airlines, situato a Fort Worth in Texas..
Dal SOC, il supervisore Craig Marquis riferisce a Gonzalez che: “Abbiamo contattato il Controllo Aereo. Stanno gestendo la situazione come dirottamento confermato. Stanno spostando tutti gli aerei lontano dalla rotta di questo... il transponder è stato spento, per cui non abbiamo idea della sua quota... pensano di essere riusciti a vederlo sul radar primario, e sembra che stia scendendo di quota”.

Fonti:
Trascrizione telefonate di Betty Ong;
Staff Report del 26 agosto 2004 declassificato nel settembre del 2005;
La trascrizione e il file audio possono essere reperiti sul sito The Memory Hole.


Sono possibili le telefonate da bordo di aerei in volo? Sì. In Appendici spieghiamo come e perchè.

Ore 08:20 Aeroporto Dulles, Washington DC
Il volo AA77 decolla dalla pista 30.

Fonti generali timeline volo AA77:
Boston Globe
Air Disaster – Special 9/11
Rapporto finale 9/11 Capitolo 1.1

Ore 08:21 Controllo aereo di Boston. Volo AA11
Il transponder del volo AA11 viene spento, per cui l'aereo sparisce dai monitor dei controllori di volo.
(Fonti: Rapporto finale 9/11; MSNBCCNN)

Approfondimenti: il trasponder

Ore 08:23 Controllo aereo di Boston. Volo UA175
Il capitano Victor J. Saracini, pilota del volo UA175, dà il buongiorno al centro di controllo.
(Fonte: NY Times)

Ore 08:24 Controllo aereo di Boston. Volo AA11
Alle 08:24:38 improvvisamente sulle frequenze radio del centro di controllo di Boston giunge una comunicazione inquietante:
“We have some planes. Just stay quiet, and you'll be O.K. We are returning to the airport”.
Ossia: “Abbiamo alcuni aerei. State tranquilli e andrà tutto bene. Stiamo tornando all'aeroporto”.
La comunicazione proviene dal Volo AA11 ma i controllori in quel momento non possono esserne certi, sia perchè non indica l'identità, sia perché la voce che sentono non è più quella del pilota.
Ed infatti a parlare è Atta, che ha preso i comandi dell'aereo.
Probabilmente Atta non si rende conto di premere il pulsante per la trasmissione via radio, e quello che doveva essere un messaggio rivolto ai passeggeri, finisce per essere trasmesso nell'etere.
Le parole di Atta, peraltro, non vengono nemmeno capite dai controllori di volo.
Una seconda trasmissione simile arriva alle ore 08:24:57: “Nessuno si muova, tutto andrà bene. Se cercate di reagire, metterete in pericolo voi stessi e il velivolo. State tranquilli”.
Solo a questo punto i controllori di volo comprendono che l'aereo è stato dirottato e avvertono i propri superiori. Il dirigente del controllo di Boston dispone che la registrazione audio contenente il primo messaggio sia riascoltata per capire bene cosa dica. Questa operazione non è semplice e richiederà ben 30 minuti.

Ore 08:25. Volo AA11.

08L'assistente di volo Madeline “Amy” Sweeney riesce a utilizzare uno dei telefoni di bordo dell'aereo per telefonare al centro servizio dell'aeroporto di Logan. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, risponde Michael Woodward, un manager dei servizi aeroportuali dell'American Airlines a Boston.
Woodward conosce Sweeney e quindi da subito non ha dubbi che la telefonata non è uno scherzo. Le prime parole di Sweeney sono:
“Ascoltami, e ascoltami con molta attenzione. Sono sul volo 11. L'aeroplano è stato dirottato”.
(Fonte: ABC News)
(A sinistra: Amy Sweeney)
Sweeney riferisce che altre due assistenti di volo della prima classe sono state accoltellate. La sua telefonata con Woodward durerà fino all'impatto. Non è stata registrata, ma il manager ha appuntato su un notes tutto quello che Sweeney gli diceva (Fonte: NY Observer)

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(Da sinistra: Karen Martin e Barbara Arestegui, le due assistenti di volo accoltellate nelle prime fasi del dirottamento dell'AA11).


Ore 08:27 Controllo aereo di Boston. Volo UA175.
Il centro di controllo del traffico aereo dell'aeroporto di Logan (Boston) comunica al Volo UA175 di passare sulla frequenza radio del controllo aereo di zona di Boston. Il volo UA175 conferma.
E' bene chiarire che lo spazio aereo civile è gestito da una serie di centri di controllo aereo (ATC), spesso definiti “regionali”, ciascuno con una sua precisa area di competenza e con proprie frequenze radio. Ogni aeroporto, a sua volta, ha un proprio centro di controllo con una propria frequenza, che si limita a gestire gli aerei in atterraggio o in decollo dall'aeroporto.
A Boston, quindi, è presente un centro di controllo aereo di area, e una serie di centri di controllo aereo aeroportuali (detti anche “controllo avvicinamento”), tra cui quello di Logan.
Per semplicità espositiva spesso indicheremo genericamente  le comunicazioni da terra come “controllo aereo”.

Ore 08:28 Centro Controllo Aereo Boston
Il controllo aereo di Boston notifica al centro di comando FAA di Herndon (parliamo sempre della struttura dell'aviazione civile, Herndon è il centro nazionale dal quale dipendono tutti i centri di controllo regionali) che il volo AA11 è stato dirottato, è fuori rotta e sta puntando verso New York dopo aver effettuato un'ampia virata verso sud.

Ore 08:32 Comando FAA di Herndon.
Herndon comunica al Quartier Generale della FAA a Washington che il volo AA11 è stato dirottato.
Il Quartier Generale risponde che ne sono già a conoscenza.
Viene stabilita una connessione in teleconferenza tra i centri FAA di Boston, New York e Cleveland per cercare di comprendere meglio la situazione.

Ore 08:33. Controllo aereo di Boston. Volo AA11.
Ancora una volta le frequenze radio sono attraversate dalla voce di Atta: “Nessuno si muova, per favore; stiamo ritornando all'aeroporto. Non cercate di fare mosse stupide”.

Nel frattempo Craig Marquis (SOC American Airlines) apprende dagli operatori del controllo aereo  che dalla traccia radar primaria il volo AA11 sembra aver abbandonato la sua rotta originaria verso Ovest e sta puntando verso Sud.
Sempre Craig Marquis viene informato da Nydia Gonzalez, che è al telefono con Betty Ong, che il passeggero ucciso era seduto al posto 9B e il suo nome è Levin o Lewis.

Nei minuti seguenti, Betty Ong riesce a fornire elementi utili anche per identificare alcuni dei dirottatori. In particolare il primo a essere parzialmente identificato è “Tom Al-Sukani” (Satam Al-Suqami). La Ong riferisce che i dirottatori sono armati con coltelli.

A questo punto Craig Marquis attiva una speciale procedura di sicurezza per garantire la riservatezza delle informazioni: lo scopo è quello di evitare che all'esterno siano diffuse notizie inesatte o non autorizzate. Questa procedura da un lato serve a garantire la privacy di passeggeri ed equipaggio, dall'altro e soprattutto, serve a tutelare la posizione dei loro familiari nei confronti di notizie affrettate o inesatte che possono essere trasmesse dai mass-media.

La ricostruzione della corretta sequenza di contatti e comunicazioni dei centri del controllo aereo e dei comandi FAA è stata possibile anche grazie all'esame dello “Staff Report” datato 26 agosto 2004, e recentemente declassificato.

Ore 08:33 Volo UA175.
Il Boeing 767 United Airlines 175, al comando del capitano Victor Saracini, raggiunge la quota di crociera assegnata, a 9.500 metri di altezza.

Ore 08:37 e 52 secondi. Controllo aereo di Boston. Comando NEADS.
Il controllo aereo di Boston contatta il comando della difesa aerea militare NEADS e comunica che il volo AA11 è stato dirottato.
E' questo il primo momento in cui la difesa aerea viene a conoscenza del problema.
Questa comunicazione è stata registrata e trascritta:
ATC Boston: “Salve, qui è il Centro di Boston, Unità Gestione traffico aereo, abbiamo un problema qui. Abbiamo un aereo dirottato in rotta verso New York, abbiamo bisogno di voi per... abbiamo bisogno di qualcuno per fare decollare degli F-16 o qualcos'altro lassù, dateci una mano”
Dal NEADS, risponde il sergente Jeremy Powell: “Questa è un'emergenza reale o un'esercitazione?”
ATC Boston: “No, questa non è un'esercitazione, non è un test”.
Dal NEADS iniziano a cercare il volo AA11 sugli schermi dei radar militari: uno dei radaristi è il sergente Maureen Dooley: sulla base delle ultime coordinate conosciute, cerca di calcolare la rotta dell'aereo per capire dove guardare. Lo schermo radar è pieno di dozzine di “blip”, uno di quelli è il volo AA11, ma è impossibile capire quale. (Fonte: new house news)
Viene avvertito il comandante del NEADS, colonnello Robert Marr.
Il colonnello Marr, ordina pertanto alla base di Otis di prepararsi a lanciare gli intercettori.
L'ordine effettivo di decollo, però, tarda ad arrivare: con il transponder spento, nessuno sa esattamente dove si trovi il Volo AA11 e quindi in che direzione inviare i caccia.

Fonti generali sui tempi di risposta della difesa aerea americana l'11 settembre 2001:
Norad News Release
Rapporto Finale 9/11
Staff Statement 17

Fonti generali sulle conversazioni e trascrizioni delle registrazioni delle comunicazioni del NEADS:
Staff Report del 26 agosto 2004 Trascrizioni NEADS

Ore 08:38 Volo AA11
Betty Ong riferisce a Nydia Gonzalez che l'aereo sta perdendo quota rapidamente.
Gonzalez riporta l'informazione al SOC dell'American Airlines.
Craig Marquis chiede conferma ai controllori di volo, i quali rispondono: “Non lo sappiamo. Il transponder è spento e non abbiamo alcun contatto dall'aereo”.
Anche Amy Sweeney continua a restare in contatto telefonico fornendo una serie di importanti informazioni.

Ore 08:40 Base aerea di Otis.
Due caccia F-15 sono pronti al decollo, sulla pista, con i piloti a bordo.
La base di Otis dista poco meno di 300 km da Manhattan.
I caccia F-15, in condizioni operative, possono coprire quella distanza in 15-20 minuti.
Nei minuti seguenti, il colonnello Robert Marr chiama il generale Larry Arnold (che comanda il settore continentale del NORAD) e gli chiede l'autorizzazione a ordinare lo scramble dei caccia.
Larry Arnold non ha i poteri per dare quell'autorizzazione, ma si rende conto della situazione e risponde a Marr: “Tu procedi e lancia gli aerei, otterremo le autorizzazioni in un secondo momento”.
Dopo aver chiuso la comunicazione con Marr, il generale Arnold a sua volta chiama il comando centrale del NORAD per essere autorizzato.

Ore 08:40 Centro di controllo aereo di New York. Volo AA11
Da questo momento le informazioni relative al volo AA11 sono rese disponibili attraverso l'intero sistema di controllo del traffico aereo, per cui a New York i controllori di volo prendono conoscenza della situazione.

Ore 08:40. Volo AA11.
L'assistente di volo Amy Sweeney continua a fornire informazioni a Michael Woodward.
Tra le 08:25 e il momento dell'impatto, la donna riferisce che i dirottatori sono mediorientali, che tre di loro occupavano i posti 9D, 9G e 10B, che uno solo di loro parla molto bene l'inglese, e che l'aereo sta perdendo quota rapidamente.
Grazie a queste indicazioni, confrontando le assegnazioni dei posti, Woodward identifica tre dirottatori: Abdulaziz Al-Omari, Satam Al-Suqami, e Mohamed Atta. In pochi minuti dispone dei dati relativi alle loro carte di credito e al loro indirizzo.

Ore 08:40. Volo UA175
Il Centro di controllo aereo di Boston “passa” il controllo del volo UA175 al Centro di controllo di New York.

Ore 08:40. Volo AA77
Il Centro di controllo aereo di Washington trasferisce il controllo del volo AA77 al Centro di controllo di Indianapolis.

Ore 08:41 SOC American Airlines
Craig Marquis viene informato che il volo AA11 “sembra essere stato individuato sui radar primari”, e pare che stia perdendo quota in direzione dell'aeroporto Kennedy di New York.

Ore 08:42. Newark Int. Airport, New Jersey
Il volo UA93, che si era staccato dal Gate 17 sin dalle 08.01, decolla dopo oltre 40 minuti di attesa sulla pista a causa della particolare intensità del traffico aeroportuale.

Fonti generali timeline volo UA93:
Boston Globe
Air Disaster – Special 9/11
Rapporto finale 9/11 Capitolo 1.1

Ore 08:42. Volo UA175.
Ultima comunicazione radio dell'aereo con il controllo del traffico aereo.

Ore 08:43 Comando FAA di Herndon. Centro ATC di Washington.
La FAA di Herndon avvisa il controllo aereo di Washington che il Volo AA11 è stato dirottato e che mantenendo la rotta attuale esso potrebbe sorvolare l'area della capitale.

Ore 08:44. Volo AA11
Nydia Gonzalez perde il contatto telefonico con Betty Ong. La linea è caduta.

Ore 08:44 circa. Volo UA175.
I dirottatori prendono il controllo dell'aereo. Uccidono i piloti e accoltellano alcuni assistenti di volo. Spruzzano spray al peperoncino e avvertono di avere una bomba, costringendo così passeggeri e assistenti di volo a spostarsi verso la coda del velivolo.

Ore 08:44 e 59 secondi.
Il Comando NEADS ordina al Comando Missione di Otis lo “scramble” dei due caccia F-15.
Il Comando Missione (MCC Mission Crew Commander) trasmette l'ordine al Direttore degli armamenti (WD Weapons Director) il quale però osserva: “MCC, io non so dove devo mandare questi ragazzi. Ho bisogno di una rotta, di una destinazione!”

Ore 08:46. Base aerea di Otis.
I piloti ricevono l'ordine di scramble.
I due F-15 di Otis decollano pochi minuti dopo, ma non sapendo in quale direzione inviarli, vengono istruiti per portarsi in una zona di cielo nei pressi di Long Island (in modo da non interferire con il traffico aereo civile), in attesa di ulteriori istruzioni.
Intanto gli addetti ai radar della difesa aerea militare tentano di individuare il volo AA11 sui propri schermi per vettorare i caccia.
Si noti che le comunicazioni tra i comandi militari interessati sono state registrate e trascritte.
Il loro contenuto è riportato nelle fonti generali citate.

Ore 08:46. Volo AA77
Il B-757, pilotato dal capitano Charles F. Burlingame (ex-pilota dell'US Navy,  pilota dell'American Airlines dal 1989 - Fonte: Arlington National Cemetery) raggiunge la quota assegnata di 35.000 piedi (oltre 10.000 metri).

Ore 08:46. Volo AA11
Amy Sweeney è ancora al telefono con Michael Woodward: “Qualcosa non va. Scendiamo velocemente...” Woodward le suggerisce di dare un'occhiata fuori dal finestrino.
Sweeney: “Vedo acqua e palazzi... Stiamo volando bassi. Stiamo volando molto, molto bassi... Stiamo volando troppo bassi!... O mio Dio stiamo troppo bassi!” la linea cade bruscamente.

Ore 08:46 e 40 secondi. New York. Volo AA11.
Il volo American Airlines AA11 si schianta contro la North Tower del World Trade Center di New York.
Il Boeing 767 si infila all'altezza del 96° piano della facciata nord del grattacielo, alto 110 piani, squarciandolo con la sua massa di oltre 120 tonnellate lanciata a oltre 700 km/h.
L'impatto danneggia gravemente la struttura portante perimetrale, che regge il 40 % del peso del grattacielo, nonché le colonne portanti centrali (il “core”) che reggono il restante 60 % del peso.

La forza dell'urto è così devastante che alcuni rottami trapassano da parte a parte il grattacielo.

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Sopra: a sinistra il Volo AA11 un attimo prima dell'impatto. A destra l'impatto.

Tutti gli occupanti dell'aereo muoiono all'istante, insieme a un numero sconosciuto di persone che si trovavano nei piani devastati dall'impatto e dall'esplosione del carburante (gli aerei erano pieni di
cherosene trattandosi di voli a lungo raggio: si stima che ne contenessero circa 40.000 litri al momento dell'impatto).
Buona parte del carburante in fiamme si riversa nel grattacielo, attraverso i vani delle scale e degli ascensori, innescando numerosi incendi devastanti.

Il momento dell'impatto del Volo AA11 è stato casualmente ripreso da una telecamera di una troupe televisiva che stava girando un servizio nei pressi delle Twin Towers. Per molto tempo questa è stata l'unica ripresa disponibile del primo tragico evento di quella mattinata (c'è da scommettere che se l'evento non fosse stato casualmente documentato, qualcuno avrebbe insinuato che non c'era nessun aereo...).

Ore 08:47. Volo UA175.
Il codice transponder del velivolo viene cambiato, ma i controllori di volo di New York, impegnati a seguire la tragedia del volo AA11, non se ne rendono conto subito.

Ore 08:50 circa. North Tower, New York.
L'orario è approssimato e va collocato tra le 08.48 e le 08.56.
Il servizio di sicurezza della North Tower ordina la completa evacuazione del grattacielo.
Intanto iniziano ad accorrere i servizi di soccorso: vigili del fuoco, forze di polizia e ambulanze.

Ore 08:50. New York. Police Department.
Due elicotteri dell' NYPD vengono inviati sul WTC. I due elicotteri riportano la situazione.

Ore 08:51. Volo UA175
Il controllo aereo di New York si accorge che il codice emesso dal transponder del volo UA175 è cambiato, e comunica al velivolo di inserire il codice corretto. Non c'è risposta.
Il controllo aereo nota che il volo UA175 sta cambiando quota senza autorizzazione.
Il controllore cerca di contattare ripetutamente il velivolo, senza riuscirci.
A quel punto inizia a far deviare gli altri aerei in volo in maniera che si tengano lontani dalla rotta del volo UA175, che sta virando per puntare su New York.

Ore 08:51. Volo AA77
Ultimo scambio di comunicazioni tra il volo AA77 e il controllo aereo.

Ore 08:52. Volo UA175.
Peter Hanson, 32 anni, è un passeggero del volo UA175. Viaggia assieme alla moglie Sue e alla figlioletta Christine di tre anni, la loro meta è Disneyland.
Riesce a fare due telefonate al padre Lee, nel Connecticut, e gli spiega che l'aereo è stato dirottato: “Credo che abbiano preso il controllo della cabina di pilotaggio... qualcuno è stato ucciso... l'aereo si muove in modo strano... penso che intendano schiantare l'aereo...”
(Fonti:  Boston Globe  ;  Staff Report 26.8.2004 )

Robert Fangman, assistente di volo, riesce a telefonare all'ufficio manutenzione della United Air Lines a San Francisco. La chiamata è presa da Marc Policastro, un impiegato. L'assistente spiega che l'aereo è stato dirottato, entrambi i piloti uccisi, un assistente di volo accoltellato, e che i dirottatori pilotano il velivolo.
(Fonti: CNNCNN ; Staff Report 26.8.2004 )

Ore 08:52 circa. New York, South Tower
Orario approssimato. Va collocato tra le 08:49 e le 09:02.
Pochi minuti dopo l'impatto alla North Tower, le persone che si trovano nella South Tower iniziano prudentemente ad evacuare l'edificio. Il servizio di sicurezza della South Tower fa diramare però questo messaggio dagli altoparlanti: “C'è un incendio nella North Tower. La South Tower non è interessata dall'incendio. Se volete abbandonarla potete farlo. Se volete tornare nei vostri uffici, è tutto OK”. In molti decidono di ritornare al proprio posto di lavoro.
(Fonte: Washington Post

Ore 08:53 Comando NEADS
La difesa aerea viene avvertita dell'impatto del volo AA11 alle ore 08:51 e 11 secondi.
I caccia di Otis sono già in fase di decollo: i tracciati radar mostrano che alle 08:53 sono in aria.
A quel punto viene ordinato ai due caccia in volo di restare a circuitare nei pressi di Long Island, in attesa di ulteriori istruzioni.

Ore 08:54. Volo 77.
Il velivolo devia dalla rotta assegnata, impostando una virata verso Sud.
Considerata che l'ultima comunicazione dell'aereo è di appena tre minuti prima, si può concludere che il dirottamento avviene tra le 08:52 e le 08:53.

Ore 08:55. Sarasota, Florida
Il Presidente degli Stati Uniti, George Bush Jr., ha appena raggiunto una scuola elementare di Sarasota per una visita. Viene avvertito da Karl Rove, membro del suo staff, dell'impatto che ha coinvolto la Torre Nord.
Le prime notizie parlano di un piccolo bimotore. Si pensa ad un incidente aereo.
Bush commenta: “Un errore del pilota... il pilota deve aver avuto un attacco di cuore”.
Bush telefona al Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Condoleezza Rice, che in quel momento si trova alla Casa Bianca, per avere maggiori informazioni.
La Rice riferisce che si sa solo che si tratta di un aereo bimotore commerciale.
(Fonti: CS MonitorWashington TimesWashington Post)

Ore 08:55. Controllo aereo New York.
Il responsabile del centro operativo viene informato, da un supervisore del controllo aereo, che il volo UA175 è stato dirottato.

Ore 08:56. New York WTC.
Gli elicotteri dell' NYPD utilizzano l'eliporto di Wall Street per imbarcare una squadra di soccorso con lo scopo di organizzare un'evacuazione dal tetto della North Tower.

Ore 08:56. Volo AA77.
Il transponder del volo 77 viene spento. L'aereo sparisce dai monitor, non solo quelli che visualizzano il segnale del suo transponder, ma anche dai monitor del radar primario.
Infatti i controllori di Indianapolis cercano l'aereo, con il radar, nella direzione che avrebbe dovuto seguire. In realtà il velivolo ha invertito totalmente la rotta e sta puntando su Washington, da dove era partito.
Il controllo aereo di Indianapolis cerca ripetutamente di contattare via radio il velivolo, ma non ottiene risposte.
I controllori di Indianapolis non sanno nulla di quanto sta accadendo a New York.
Il volo AA11 si è schiantato appena 10 minuti prima, la notizia sta appena iniziando ad essere diffusa dai mass-media, che parlano solo di un aereo che ha urtato il World Trade Center, per cui a Indianapolis non immaginano nemmeno che ci siano dirottamenti in corso.
I controllori pensano che il volo 77 possa aver avuto un problema di natura tecnica o elettrica, e temono che sia precipitato.

Ore 08:57. Volo UA175.
L'aereo livella a circa 8.500 metri di quota e punta su New York.

Ore 08:58. North Tower.
La squadra di soccorso eliportata dell'NYPD deve constatare l'impossibilità di accedere al tetto della North Tower a causa del fumo e delle fiamme che lo avvolgono.

Ore 08.59. Volo UA175
Il passeggero Brian David Sweeney telefona alla moglie Julie e le lascia un messaggio sulla segreteria telefonica, spiegandole che l'aereo è stato dirottato.

Ore 09:00. New York WTC
Un terzo elicottero della polizia (NYPD) si unisce agli altri in volo sopra il WTC, nella speranza che prima o poi le condizioni consentano di utilizzare il tetto della North Tower per l'evacuazione.

Ore 09:00 circa. Centro Operativo United Airlines, Chicago.
Il Centro Operativo viene informato che il volo UA175 è stato dirottato.
Vengono avviate le procedure per attivare il centro di crisi della United Airlines.

Ore 09:00. American Airlines.
Il vice-presidente esecutivo dell'American Airlines, Gerard Arpey, viene informato che il controllo aereo ha perso i contatti con il volo AA77.
Arpey è al corrente della sorte del volo AA11, e ordina immediatamente il blocco dei voli di tutti gli aerei American Airlines nel Nord Est degli Stati Uniti.

Ore 09:00. Volo AA77.
Il velivolo è in rotta in direzione Est (verso Washington) e sta perdendo quota.
(Il profilo di volo dell'AA77 in questa fase non è stato seguito dal controllo aereo, perchè il transponder era spento e il velivolo era scomparso dai radar. Esso è stato ricostruito dagli investigatori che hanno potuto recuperare ed esaminare la “scatola nera”, ossia il registratore dei dati di volo).

Ore 09:00. Volo UA175

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Il passeggero Brian David Sweeney (foto a sinistra) riesce a telefonare alla madre Louise e le spiega che il volo è stato dirottato e che i passeggeri stanno pensando di assalire la cabina di pilotaggio per riprendere il controllo dell'aereo.

Peter Hanson (in basso in una foto con la sua famiglia) riesce a fare una seconda telefonata al padre: “Si mette male, papà. Una assistente è stata accoltellata, sembrano armati con coltelli e spray al peperoncino... dicono di avere una bomba... l'aereo sta traballando... io non credo ci sia il pilota ai comandi... penso che stiamo andando giù, penso che vogliano andare a Chicago o qualche altro posto e schiantarsi contro un edificio... non preoccuparti papà, se dovesse accadere sarà una cosa rapidissima... Mio Dio, mio Dio!”
La comunicazione cade bruscamente alle 09:03: il volo UA175 impatta la South Tower (vedi sotto).

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Ore 09:00. Quartier Generale NORAD, Colorado.
Orario approssimato. Alcuni minuti dopo l'impatto del volo AA11, il NORAD annulla l'esercitazione Northern Vigilance (Guardian Vigilance). Pochi minuti dopo anche i russi annullano la loro esercitazione, che era connessa a quella americana.
(Fonte: Toronto Star ) 

Ore 09:00. New York. WTC.
I responsabili dei servizi di emergenza e di soccorso, che hanno già convogliato oltre un migliaio di soccorritori tra personale dei vigili del fuoco e di polizia, dopo aver valutato la situazione, comprendono che non c'è alcuna possibilità di contrastare efficacemente gli incendi.
L'unica cosa da fare è quella di evacuare e mettere in salvo quanta più gente possibile.
L'Autorità Portuale di New York (PAPD), che è responsabile della zona del WTC, ordina l'evacuazione generale di tutti i civili da tutto il complesso del WTC.
Non tutte le squadre di emergenza ricevono l'ordine, per cui vari reparti dei vigili del fuoco continuano a tentare di contrastare gli incendi.

Ore 09:02. Volo UA93.
Il velivolo, comandato dal capitano Jason Dahl, raggiunge la quota assegnata di 35.000 piedi (circa 10.500 metri).

Ore 09:02. Quartier generale FAA.
Un manager del centro di controllo aereo di New York comunica: “Abbiamo diverse emergenze qui. La situazione peggiora di molto. Abbiamo bisogno delle forze armate... Abbiamo a che fare con un altro problema, abbiamo qui un altro aereo che può trovarsi nella stessa situazione!”

Ore 09:02. FAA. American Airlines.
La FAA avverte l'American Airlines che il volo AA77 è considerato scomparso.

Ore 09:02. Controllo avvicinamento di New York.
I controllori di volo avvistano sul radar il volo UA175 che sta scendendo verso Manhattan.
Inizialmente pensano che si tratti di un aereo in difficoltà che sta tentando di atterrare in uno degli aeroporti minori della città, poi improvvisamente si rendono conto di quanto sta per accadere:
“Non sta atterrando! Si vuole schiantare!” esclama un controllore.
“Oh mio Dio! Punta sulla città! Oh mio Dio! Punta su Manhattan!”esclama un altro.
(Fonte: Washington Post  ) 

Ore 09:03. Centro regionale FAA del New England.
Terry Biggio, manager del centro FAA di Boston, avverte il centro regionale FAA che sono riusciti a riascoltare il primo messaggio radio del volo AA11 (quello delle 08.25): “I dirottatori hanno detto <Abbiamo aerei>, hanno usato il plurale!”

Ore 09:03. Comando NEADS.
Il controllo aereo di New York informa il NEADS che il volo 175 può essere stato dirottato.
E' questo il primo momento in cui la difesa aerea viene a conoscenza di un secondo velivolo dirottato.
In questo momento i caccia di Otis si trovano sul mare a una distanza di circa 115 miglia (240 km) da Manhattan, in circuito di attesa.
In termini operativi, questo significa che si trovano a circa 10-15 minuti di volo dalla città (vedi riquadro sui caccia, più sotto).

Approfondimenti: i caccia del NORAD

Ore 09:03 e 11 secondi. New York. Volo UA175.
Sotto gli occhi di migliaia di telecamere puntate sul WTC, il Boeing 767 United Airlines 175 si schianta contro la South Tower del World Trade Center (sotto: il momento dell'impatto).

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L'impatto avviene all'altezza dell'81° piano della facciata sud, quasi ad angolo con la facciata est, a una velocità di circa 870 km/h.
Anche in questo caso l'impatto provoca gravi danni strutturali sia alla struttura resistente perimetrale, che alle colonne centrali (“core”) di sostegno.
Il carburante dell'aereo innesca una serie di incendi distribuiti su vari piani.

Ore 09:04. Comando NEADS.
Il NEADS apprende dal controllo FAA di Boston che il volo UA175 si è schiantato.

Ore 09:05. Controllo aereo di New York.
Il controllo aereo dichiara “ATC Zero”: ossia nessun volo può più partire né atterrare da/per New York. Gli aeroporti vengono totalmente chiusi a ogni tipo di traffico.

Ore 09:05. American Airlines. Volo AA77.
L'American Airlines attiva le procedure di tutela della riservatezza delle informazioni relative al volo AA77.

Ore 09:05. Controllo aereo di Indianapolis.
Il volo AA77 riappare sul radar primario di Indianapolis, ma i controllori non se ne accorgono.
Infatti il “blip” è spostato verso Est, mentre i controllori cercano di vedere l'aereo nella parte opposta.

Ore 09:05. Sarasota, Florida.
Andrew Card, responsabile dello staff presidenziale, si avvicina al Presidente Bush, che in quel momento si trova con gli alunni della scuola elementare “Emma Booker”, di fronte a molte telecamere e giornalisti, e gli sussurra: “Un secondo aereo ha colpito il WTC. L'America è sotto attacco”
(sotto: il momento in cui Card riferisce la notizia a Bush).
Bush non intende dare l'idea di un presidente che fugge, e per alcuni minuti continua ad ascoltare gli alunni della scuola, nonostante i servizi segreti premano per il suo immediato allontanamento: la visita di Bush alla scuola è una visita ampiamente preannunciata e pertanto egli stesso potrebbe essere obiettivo di un attacco.
(Fonti:  Globe Interactive , Telegraph )

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Ore 09:07. Volo AA77.
Il velivolo procede verso Washington con piccole correzioni di rotta, mantenendo la quota di 25.000 piedi (7.500 metri).

Ore 09:07. Centro FAA di Boston.
Terry Biggio preme affinchè il comando FAA di Herndon istruisca tutti i centri di controllo del traffico aereo di ordinare immediatamente a tutti gli aerei in volo di bloccare le porte di accesso alla cabina di pilotaggio. Il Comando FAA recepisce il suggerimento di Biggio, ma segue le regole procedurali in vigore all'epoca: anziché far diramare immediatamente e direttamente l'ordine, lo notifica all'ATA (Associazione del Trasporto Aereo) affinchè questa lo trasmetta ai rappresentanti di tutte le compagnie aeree che a loro volta lo trasmetteranno ai piloti.

Questo (oggi incredibile) attaccamento alle regole procedurali da parte della FAA, ed in particolare questa decisione delle ore 09.07, costituisce il primo grosso errore del sistema di controllo aereo americano, ed è probabilmente il più grave di tutti.

Ore 09:07 e 20 secondi. Comando NEADS.
Il comandante operativo di missione del NEADS (maggiore Nasypany)  ordina ai suoi collaboratori: “Questo è ciò che dobbiamo fare: dobbiamo parlare con quelli della FAA. Dobbiamo dirgli che se questa brutta storia continua, dobbiamo prendere i nostri caccia e metterli sopra Manhattan. Questa è la cosa migliore, questa è la migliore mossa in questo istante. Perciò coordinatevi con la FAA. Ditegli che se c'è qualcos'altro là fuori, qualcosa che non conosciamo, che ci lascino andare sopra Manhattan. Così almeno possiamo entrare in gioco”.

Queste parole spiegano chiaramente una situazione che i piloti conoscono bene.
Gli aerei militari in generale, e in particolare quelli armati, una volta che lasciano gli spazi aerei militari ed entrano in quelli civili, sono sottoposti al controllo del traffico aereo civile.
Si tratta di una comprensibile misura di sicurezza per evitare rischi al traffico aereo, ed in particolare collisioni con aerei civili in volo
Questa è la ragione per cui i caccia di Otis furono inviati in una zona di cielo ben precisa (un settore di spazio aereo situato sul mare, al largo di Long Island, ad oltre 200 km da Manhattan, che è riservato agli aerei militari ed interdetto agli aerei civili) in attesa di ulteriori ordini, anziché direttamente su New York.

Ore 09:08. Centro operativo (SOC) dell'American Airlines, Fort Worth in Texas.
A testimoniare la confusione che regnava in quei momenti, il Centro operativo dell'American Airlines avanza l'ipotesi che il secondo aereo ad aver impattato il WTC sia stato l' AA77 (che invece è in rotta verso Washington!)

Ore 09:08. FAA Indianapolis.
La FAA di Indianapolis chiama la base aerea di Langley e chiede l'attivazione del SAR (il soccorso aereo) perchè ritiene che il volo AA77 sia precipitato.
Si noti lo scoordinamento totale tra FAA, Controllo Aereo e American Airlines: a Indianapolis sono convinti che l'aereo è precipitato e non pensano nemmeno al dirottamento, mentre all'American Airlines addirittura ipotizzano che l'AA77 sia il secondo aereo che ha colpito il WTC !

Ore 09:09. Comando NEADS.
Il colonnello Marr ordina che i caccia di Langley (l'altra base aerea con caccia in allarme) siano tenuti in “battle station” (ossia pronti al decollo con i piloti a bordo).
Marr è preoccupato: vorrebbe lanciare anche i caccia di Langley, ma i caccia di Otis saranno presto a corto di carburante, e non è certo che si renda disponibile in tempo utile un'aviocisterna per il rifornimento in volo, per cui i caccia di Langley potrebbero servire per dare il cambio a quelli di Otis.
Decide quindi di non far decollare i due F-16 Falcon disponibili a Langley, ma di tenerli pronti al decollo immediato.

Ore 09:10. Centro FAA di Boston.
Terry Biggio non vuole più aspettare le procedure FAA per avvisare i piloti in volo di bloccare l'accesso alla cabina di pilotaggio, e di sua iniziativa ordina al controllo aereo di Boston di passare immediatamente quell'avviso ai piloti. I controllori aerei eseguono l'ordine immediatamente.
E' chiaro che l'ordine può essere trasmesso solo agli aerei che rientrano nell'area di controllo di Boston.

Ore 09:10 American Airlines. United Airlines.
La compagnia (che ha appreso della sorte dell'AA11 e della perdita del contatto con l'AA77) viene informata che anche la United Airlines ha perso i contatti con un aereo.
A questo punto l'American Airlines decide di bloccare i decolli di tutti i propri aerei su tutto il territorio nazionale. Anche la United Airlines prende la stessa decisione.

Ore 09:12. Volo AA77
Dopo un primo tentativo andato a vuoto, l'assistente di volo Renee May riesce a telefonare alla madre Nancy a Las Vegas e le spiega che l'aereo è stato dirottato e le chiede di avvertire l'American Airlines.
La madre di Renee contatta l'ufficio American Airlines presso l'aeroporto Reagan di Washington e riferisce della telefonata, ma l'operatore inizialmente crede che stia parlando del volo AA11.
La donna insiste che si tratta del volo AA77 che è ancora in aria.

Ore 09:13. Spazio aereo di New York.
Un volta sgombrati i cieli di New York dagli aerei civili ( fonte: Usa Today ), finalmente i due caccia F-15 di Otis ricevono l'autorizzazione e l'ordine di lasciare il circuito di attesa e di portarsi sul cielo di Manhattan a protezione della città. I caccia si trovano a 185 km da New York City.

Ore 09:15. Sarasota, Florida
Il Presidente Bush si riunisce con il suo staff in una stanza della scuola, dove si fa aggiornare sulla situazione e comunica in teleconferenza con il Vice Presidente Cheney, con la Consigliere per la Sicurezza Nazionale Rice, con il Governatore di New York Pataki e con il Direttore dell'FBI Mueller. Nel frattempo lo staff presidenziale ed i servizi segreti pianificano il rientro di Bush a Washington.

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(sopra: Bush con il suo staff nell'ufficio improvvisato nella scuola Emma Booker)

Ore 09:15 circa. Washington D.C.
Il Direttore della CIA, George Tenet, che si trova in un albergo nei pressi della Casa Bianca, viene informato del secondo aereo.
Le sue prime parole sono: “C'è Bin Laden dietro tutto questo. Devo andare”.
Pochi minuti dopo, si chiede se la CIA e l'FBI abbiamo commesso un grave errore di valutazione: “Mi sto chiedendo se questo è in qualche modo collegato a quel tipo che si stava addestrando a diventare pilota”. Si riferisce a Zacarias Moussaoui, quello che impropriamente è stato definito il 20° dirottatore, e che alcune settimane prima era stato arrestato mentre prendeva lezioni di volo in Minnesota.
(Fonte:   Washington Post  )

Ore 09:15. American Airlines.
La compagnia ordina il blocco totale dei propri voli, e ordina l'immediato atterraggio di tutti gli aerei American Airlines che siano già in volo.

Ore 09:16 American Airlines. FAA.
Uno specialista del controllo aereo dell'American Airlines contatta il Comando FAA di Herndon e chiede notizie sulla situazione del traffico aereo su New York.
Nel corso della conversazione, lo specialista spiega che il volo AA77 risulta disperso, e che l'American Airlines ritiene sia il secondo aereo schiantatosi a New York.
Lo specialista, però, non riesce a spiegarsi come sia possibile che il volo AA77 abbia raggiunto New York e anche il comando FAA ammette che in effetti potrebbe non trattarsi del volo AA77 anche perchè è stato segnalato un terzo aereo dirottato (l'UA175).

E' chiaro come regni la massima confusione nella FAA e nei centri di controllo aereo.
In effetti lo spegnimento dei transponder non consente di stabilire con certezza chi si è schiantato dove, e non c'è un unico centro di coordinamento cui affluiscano tutte le notizie e che possa in qualche modo mettere insieme un quadro chiaro di quanto sta accadendo.

Ore 09:19. United Airlines.
La United Airlines trasmette ai suoi aerei il seguente messaggio: “Evitate qualsiasi intrusione nella cabina di pilotaggio. Due velivoli hanno impattato il Trade Center di New York”
Il messaggio viene trasmesso anche al volo UA175: oggi la cosa può apparire paradossale, ma in quel momento non c'era ancora l'assoluta certezza che il secondo aereo schiantatosi sul WTC fosse proprio il volo UA175 e non un terzo aereo.
Lo spegnimento del transponder con la conseguente impossibilità di individuare la posizione del volo UA175 non consentiva di avere tale certezza, che fu ottenuta soltanto rivedendo al rallentatore le immagini televisive dell'impatto e la livrea dell'aereo.

Ore 09:19. Controllo aereo di Boston.
I controllori di Boston cercano di capire se e quali siano eventuali altri aerei che potrebbero essere stati dirottati, e si preoccupano per il volo Delta 1989 che è anch'esso (proprio come i voli AA11 e UA175) un volo transcontinentale decollato dall'aeroporto di Logan, e fanno inviare ai piloti un messaggio affinchè si assicurino di bloccare ogni accesso alla cabina di pilotaggio. In realtà la preoccupazione in questo caso si rivela infondata in quanto il volo Delta 1989 non è stato oggetto di alcun tentativo di dirottamento. Ciò nonostante il Delta 1989 sarà costretto ad atterrare a Cleveland e sottoposto a particolari controlli di sicurezza.

Ore 09:20 circa. Volo 77.
L'indicazione oraria non è precisa e va collocata in un momento compreso tra le 09:16 e le 09:26.
Barbara Olson, passeggera, moglie del “solicitor general” degli Stati Uniti Ted Olson (un equivalente del “Procuratore Generale”), chiama il marito e gli spiega che l'aereo è stato dirottato da uomini armati di coltelli e taglierini.
Ted Olson informa immediatamente il Dipartimento della Giustizia.

Ore 09:20. Controllo Aereo di Indianapolis.
Il centro di Indianapolis ha finalmente appreso che risultano almeno due aerei dirottati (il volo AA11 ed il volo UA175) e inizia a capire che probabilmente sono quelli gli aerei che si sono schiantati sul WTC, e pertanto il volo AA77 è un terzo aereo, per cui potrebbe essere stato anch'esso dirottato e ancora in volo, anziché essere precipitato per un guasto.

Ore 09:21. Comando difesa aerea NEADS. Controllo aereo Boston.
Inspiegabilmente, il centro di controllo di Boston informa il comando di difesa aerea che il Volo AA11 è ancora per aria, e diretto a sud.
Com'è possibile un errore così madornale?
L'unica spiegazione logica è che esso sia stato indotto dalla convinzione di alcuni responsabili dell'American Airlines, della FAA e del controllo aereo di Indianapolis, che il volo AA77 si fosse schiantato a New York. Per cui a Boston ritengono che se uno dei due aerei è l'American Airlines 77, l'altro aereo American Airlines, l'AA11, dev'essere ancora in volo!
Questa confusione dei centri di controllo civili non fa altro che peggiorare la capacità della difesa aerea militare di capire cosa stia realmente accadendo e chi o cosa deve cercare di intercettare.
Questa la trascrizione della comunicazione tra FAA di Boston e NEADS:
FAA: “Comando militare? Qui Centro di Boston. Ho appena ricevuto un rapporto secondo cui il volo American 11 è ancora in aria, e sta volando in direzione di Washington”
NEADS: “Okay. L'American 11 è ancora in volo?”
FAA: “Sì”
NEADS: “Ed è in rotta verso Washington?”
FAA: “Evidentemente era un altro l'aereo che ha colpito la Torre. Questi sono gli ultimi dati che abbiamo”
NEADS: “Okay”
FAA: “Vedrò di confermarvi l'identificazione, ma posso ipotizzare che si trovi da qualche parte, tra il New Jersey o ancora più a sud”
NEADS: “Okay. Quindi American 11 non è stato affatto dirottato, giusto?”
FAA: “No, non è giusto. E' stato dirottato!”
NEADS: “L'American 11 è stato dirottato?”
FAA: “Sì!”
NEADS: “E sta puntando su Washington?”
FAA: “Sì! Questo potrebbe essere un terzo aereo!”

Ore 09:21. Comando FAA di Herndon
Il comando di Herndon, il controllo aereo di Indianapolis e altri centri FAA iniziano a cercare sui radar il volo AA77 in tutte le direzioni. Ormai si sono convinti che non è precipitato ma è stato dirottato ed è ancora in volo. Anche il centro di controllo aereo di Dulles viene informato e inizia a cercare l'aereo sul radar.

Ore 09:22. United Airlines.
La United Airlines attiva anch'essa le procedure per garantire la riservatezza dei dati personali su passeggeri ed equipaggio del volo UA175.
Come già detto per la American Airlines, si tratta di procedure standard per evitare che siano diffusi dati prematuri o inesatti, a tutela dell'equipaggio, dei passeggeri e dei loro familiari.

Ore 09:23. Volo UA93.
Nella cabina di pilotaggio giunge il messaggio inviato dalla United Airlines a tutti i suoi aerei: “Evitate qualsiasi intrusione nella cabina di pilotaggio. Due velivoli hanno impattato il Trade Center di New York”.
Intanto il volo entra nella zona di competenza del controllo aereo di Cleveland.

Ore 09:24. Base aerea di Langley.
Dal MEADS arriva l'ordine di scramble per i due caccia F-16 pronti a Langley.
L'ordine va messo in connessione con la notizia (del tutto errata) ricevuta dal NEADS alle ore 09:21, secondo cui il volo AA11 era ancora in aria e diretto verso Sud.
Infatti i due F-16 ricevono l'ordine di decollare e puntare verso Nord, per stazionare nell'area di Baltimora in maniera da interporsi tra Washington e il fantomatico volo AA11.

Ore 09:25 circa. Casa Bianca, Washington DC
Presso la Casa Bianca inizia una tele-conferenza di emergenza, presieduta da Richard Clarke, consigliere di Bush esperto di anti-terrorismo. Alla conferenza partecipano rappresentanti di vari enti, compresi CIA, FBI e FAA.

Ore 09:25 circa. Volo AA77.

22 L'orario non è preciso. Va collocato tra le 09:29 e le 09:31,
Barbara Olson chiama nuovamente il marito e spiega che il pilota ha annunciato che il velivolo è stato dirottato. Barbara riferisce che l'aereo sta volando basso, “sopra le case”, e che secondo l'opinione di un altro passeggero, la direzione è Nord-Est.
Ted Olson informa la moglie del fatto che altri due aerei sono stati dirottati e si sono schiantati contro le Twin Towers, poi la telefonata si interrompe bruscamente.

(a sinistra: Barbara Olson)


Ore 09:25. Volo UA93.
Il volo UA93 contatta il controllo aereo di Cleveland per avvisare che sono passati sotto il suo controllo. Cleveland conferma.

Ore 09:25. Centro di comando FAA di Herndon.
Ben Sliney, responsabile del Centro, prende una decisione drastica e ordina il “ground stop” di tutti i voli su tutto il territorio nazionale: nessun aereo può più decollare da qualsiasi aeroporto degli USA.

Ore 09:25, Manhattan.
In questo momento i due F-15 di Otis raggiungono il cielo di Manhattan e stabiliscono una CAP (“Combat Air Patrol”, pattugliamento aereo per il combattimento) sulla città.
I due caccia hanno impiegato quindi circa 13 minuti per percorrere circa 185 chilometri, tenendo quindi una velocità media di oltre 850 km/h. Si tratta di una media molto elevata, tenuto conto della necessità di tener d'occhio il livello del carburante, e che in pratica corrisponde (tenuto conto delle inevitabili approssimazioni dei tempi e distanze) alla massima velocità di crociera (915 km/h) del caccia (i dati dei velivoli sono tratti dai manuali tecnici e dalle specifiche dei medesimi; sul web si può consultare Aerospaceweb.org).

Ore 09:27. Volo UA93.
Ultima comunicazione radio di routine del volo UA93 con il controllo aereo di Cleveland.

Ore 09:28. Volo UA93.
Il velivolo inizia a perdere quota rapidamente. Il controllo aereo di Cleveland ascolta via radio rumori di colluttazione e una voce che dichiara “Mayday!” (Mayday è una parola del gergo aereo internazionale che significa “Emergenza!”).
Cleveland non capisce cosa stia succedendo, non sente bene la parola “Mayday” e non si rende conto che la trasmissione proviene dal volo UA93.
Però i controllori si accorgono che il volo UA93 sta perdendo quota.
Qualche secondo più tardi, giunge una seconda trasmissione radio, in cui qualcuno urla: “Hey! Fuori di qui! Fuori di qui! Fuori di qui!”.
Si può quindi concludere che i terroristi siano penetrati nella cabina di pilotaggio tra le ore 09:28 e le 09:29 , ingaggiando una colluttazione con il pilota e il primo ufficiale che sedevano ai comandi.

Ore 09:29. Volo AA77.
Il volo AA77 sta volando a 7.000 piedi di quota (circa 2.000 metri) e si trova a 38 miglia (circa 60 km) a ovest di Washington. In questo momento, l'autopilota viene escluso e Hani Hanjour prende il controllo manuale dell'aereo.
Informazione proveniente dall'NTSB, ente per la sicurezza del trasporto aereo, che ha ricostruito la rotta del volo AA77 sulla base dei dati della “scatola nera”, ossia il “flight data recorder”, e dei tracciati radar primari; il rapporto completo dell'NTSB è ancora oggi segreto ma ci sono altre fonti a conferma: CBS News ;

Ore 09:29. Pentagono.
L' NMCC (Centro di comando militare nazionale) inizia una conferenza di emergenza su quanto sta accadendo. Lo scopo è quello di valutare le informazioni disponibili e assicurare il collegamento tra chi ha l'autorità per diramare gli ordini strategici (il Presidente Bush ed il Segretario alla Difesa Rumsfeld) e chi ha la necessità di ricevere quegli ordini.
In quel momento Rumsfeld si trova al Pentagono.

Ore 09:30. Casa Bianca. Washington D.C.
Il consigliere per l'antiterrorismo Richard Clarke, ordina che tutte le basi militari e le ambasciate americane nel mondo siano portate al livello “Threatcon Delta” , che è il massimo livello di allerta antiterrorismo previsto dalle procedure.
( Fonte: “Against All Enemies, Richard Clarke” riportato da Cooperative Research )

Ore 09:30. Sarasota, Florida.
Bush tiene una breve conferenza stampa in cui rilascia un primo commento sui fatti.
(Fonte:  Washington Post   )

Ore 09:30. Base aerea di Langley.
Questo è l'orario in cui i due caccia F-16 che avevano ricevuto l'ordine di decollo sei minuti prima, sono effettivamente in volo e a disposizione del controllo aereo civile (come abbiamo detto precedentemente, quando i caccia militari entrano nello spazio aereo civile essi passano sotto il controllo aereo civile).
Ma il controllo anziché inviarli verso Nord (ad intercettare quel volo AA11 che in realtà non c'è più) li manda a circuitare in posizione di sicurezza in un'area di cielo situata sul mare, a Est, in attesa di disposizioni.
Questo è un altro grave errore di quella mattina, anche se in questo caso l'errore non ha mutato la situazione di fatto.
Infatti è vero che se i caccia di Langley (che si  trova a poco più di 200 km a sud di Washington) fossero stati diretti verso Nord, essi avrebbero volato in direzione di Washington, che non era stata ancora colpita.
Ma se ci ragioniamo sopra, scopriamo che nulla sarebbe cambiato.
I due caccia, per proteggere efficacemente Washington, avrebbero dovuto percorrere 200 km in 5 minuti (considerati i tempi di accelerazione e salita in quota) ossia volare a 2.400 km/h.
Si tratta di una velocità di gran lunga superiore persino alla massima teorica raggiungibile da un caccia F-16 disarmato, che è di circa 2100 km/h.
E questo senza contare il fatto che gli aerei erano ancora coordinati dal controllo civile e non da quello militare (che era l'unico a poter autorizzare un abbattimento); che i comandi militari non erano ancora a conoscenza nemmeno dell'esistenza del problema del volo AA77 né che esso stesse puntando verso Washington; e che i piloti non avevano avuto alcuna autorizzazione ad abbattere aerei civili.
La tragica verità quindi, per quanto difficile da accettare, è che alle ore 09:30 dell'11 settembre 2001 non c'era niente e nessuno che potesse fermare il volo AA77 prima che raggiungesse Washington DC.

Ore 09:30 circa. Base aerea di Andrews, nel Maryland.
L'orario è approssimato, e va collocato tra l'impatto del volo UA-175 e l'impatto del volo AA77.
La base aerea di Andrews è sede del 113th  Fighter Wing (stormo da caccia) e dispone di caccia F-16 Falcon. L'11 settembre non è una delle basi in servizio di allarme per la difesa aerea.
Tre dei suoi caccia sono in volo di addestramento sulla North Carolina.
Uno di essi è totalmente disarmato, gli altri due hanno un certo numero di munizioni da esercitazione per il cannone da 20 mm: si tratta di munizioni con proiettile inerte, non esplosivo.
Pochi minuti dopo l'impatto del volo UA-175, il Servizio Segreto contatta telefonicamente il reparto e chiede se può far decollare i caccia.
La richiesta non è propriamente quella prevista dalle procedure, ma gli ufficiali della base decidono che non è il caso di aspettare ordini formali dalla catena gerarchica.
Il colonnello Marc Sasseville rintraccia tre piloti disponibili, e con loro si avvia verso l'ufficio operazioni per farsi assegnare quattro caccia.
Nel frattempo, il colonnello Don Mozley, comandante del settore logistico, inizia a far “tirare fuori” dai bunker i missili AIM-9 Sidewinder necessari per armare gli aerei.
Il bunker dove sono conservati i missili è situato dalla parte opposta rispetto agli hangar dove sono ricoverati i caccia, per cui l'operazione richiede tempo.
(Fonte: Aviation Week  )

Ore 09:30. Controllo aereo di Cleveland. Volo UA93.
Cleveland avverte la United Airlines che il volo UA93 non risponde alle comunicazioni radio.
Nel frattempo uno dei controllori chiede agli altri aerei in volo se hanno sentito le strane trasmissioni radio di qualche secondo prima.
Diversi aerei confermano di aver sentito le grida.

Ore 09:30. New York WTC

23 24Gli elicotteri dell' NYPD tentano di abbassarsi sul tetto delle Torri per organizzare un'evacuazione dall'alto. Anche se non vedono persone sui tetti, potrebbero sbarcare le squadre di soccorso e cercare di aprire una via di fuga per le migliaia di persone intrappolate nei piani alti.
Il tentativo fallisce: il calore è così intenso che gli elicotteri non riescono ad abbassarsi abbastanza.

A sinistra, nella prima foto: decine di persone decidono di lanciarsi nel vuoto per sfuggire al fuoco e al calore, scegliendo una morte meno atroce.

A sinistra, nella seconda foto: calore e fumo sui tetti sono così intensi da rendere impossibile l'intervento degli elicotteri di soccorso.


Ore 09:32. Controllo aereo di Dulles, Washington DC
I controllori aerei di Dulles notano sui radar un bersaglio che vola in direzione est (quindi verso Washington) ad alta velocità. Immediatamente informano il Reagan National Airport di Washington (si tratta proprio del volo AA77; i dati del “flight recorder” indicano che Hani Hanjour impostò il sistema automatico di navigazione per fare rotta proprio sull'aeroporto Reagan).

Ore 09:32. Volo UA93. Controllo aereo di Cleveland.

25 Una voce giunge sulle frequenze radio: “Signore e signori, qui è il comandante, per piacere state seduti e restate seduti. Abbiamo una bomba a bordo, per cui state seduti”.
Dalla “scatola nera” si è appreso che a questo punto Jarrah riprogramma l'autopilota impostando una rotta verso Est.
Dal registratore delle voci in cabina si intuisce che un'assistente di volo cerca di reagire ai dirottatori e viene uccisa. La voce della donna, riconosciuta dal marito, è quella di Deborah Welsh (a sinistra).


Ore 09:33. Volo AA77.
I radar mostrano il velivolo puntare verso il Pentagono, ma è ancora troppo alto e troppo veloce (oltre 400 miglia orarie, pari a circa 640 km/h).
(Fonte: CBS News )

Ore 09:33. Servizio Segreto, Washington.
Un responsabile della torre di controllo dell'aeroporto Reagan di Washington, avverte i servizi segreti che un velivolo non risponde alle comunicazioni radio ed è diretto verso la Casa Bianca (il Pentagono, la Casa Bianca e il Campidoglio si trovano tutti nel raggio di due chilometri e mezzo, e la direzione di volo dell'AA77 è grosso modo coincidente con la posizione dei tre edifici).
Immediatamente i servizi segreti decidono di mettere al sicuro il Vice Presidente Cheney (vedi sotto, ore 09:37).

Ore 09:34. Volo UA93. Controllo aereo Cleveland.
Il velivolo riprende quota e sale fino a 40.700 piedi (oltre 12.000 metri).
I controllori di Cleveland iniziano a far spostare gli altri velivoli lontano dalla rotta dell'UA93, che continua a non rispondere alle chiamate via radio.

Ore 09:34. Volo AA77.
Il velivolo si trova a 5 miglia di distanza dal Pentagono (Washington DC). L'aereo effettua una virata di 330 gradi verso destra, a sud del Pentagono, una specie di spirale discendente che in circa due minuti e mezzo lo porta da 7.000 piedi di quota a 2.200 piedi di quota (circa 600 metri), continua a scendere e punta in direzione del Pentagono. Nel corso della manovra, il pilota si mantiene a una distanza di alcune miglia dalla Casa Bianca, senza mai entrare nello spazio aereo interdetto al traffico civile.
Si noti che il personale dei servizi segreti che protegge la Casa Bianca ha in dotazione sistemi missilistici antiaerei a corto raggio “Stinger”, mentre il Pentagono non ha alcuna difesa.
Al termine della virata, il pilota porta le “manette” al massimo e picchia verso il Pentagono.
 (Fonti: rapporti FAA e NTSB citati nel Rapporto Finale 9/11;   CBS News  ; Boston Globe ; Telegraph ; Guardian )

Ore 09:34. NEADS.
Il comando della difesa aerea decide di telefonare al centro operativo FAA di Washington per capire qual'è la situazione. Nel corso della telefonata, il centro FAA riferisce che anche il volo AA77 è considerato disperso.
Questa è la prima informazione ricevuta dalla difesa aerea sulla sparizione del volo AA77.
Se non fosse stato il NEADS a chiamare, la difesa aerea sarebbe ancora del tutto inconsapevole dei problemi del volo AA77.

Ore 09:34. American Airlines.
Un dispaccio della compagnia comunica che i voli AA11 e AA77 si sono schiantati contro il WTC.
Ancora l'American Airlines non si rende conto di quello che sta accadendo.

Ore 09:35 circa. Aeroporto Reagan, Washington DC
Viene diramato l'ordine di evacuare immediatamente l'aeroporto.

Ore 09:35 circa. Campidoglio, Washington DC.
Orario stimato. Viene ordinata l'evacuazione del Congresso americano.
(Fonti:  CBS News  )

Ore 09:35. Sarasota, Florida.
Il Presidente Bush lascia la scuola elementare e si dirige verso il vicino aeroporto, dove è in attesa l'aereo presidenziale, l'Air Force One.

Ore 09:36. Volo UA93.
Il velivolo ha cambiato rotta e punta verso Est.
Un assistente di volo riesce a mettersi in contatto con gli uffici United Airlines di San Francisco.
L'assistente spiega che l'aereo è stato dirottato, che i dirottatori dicono di avere una bomba e sono armati con coltelli, e hanno ucciso un altro assistente di volo.
Ulteriori telefonate si susseguono da parte di altri passeggeri: in totale dal volo UA93 sono partite chiamate telefoniche da parte di dodici persone, tra passeggeri e assistenti di volo.
Nel corso di queste telefonate viene riferito che i dirottatori indossano sulla testa delle bandane di colore rosso, e che almeno quattro persone sono state uccise o gravemente ferite a coltellate (i due piloti, un passeggero e un assistente di volo).
Le telefonate sono state effettuate dal sistema telefonico di bordo.

Ore 09:36. Volo UA93. United Airlines.
La compagnia aerea apprende che il volo UA93 sta puntando su Washington.

Ore 09:36. Reagan Airport, Washington.
I controllori chiedono a un velivolo militare, decollato pochi minuti prima dalla base aerea di Andrews nei pressi di Washington e diretto in Minnesota, di verificare visivamente il bersaglio rilevato dai radar di Dulles.
Il velivolo militare è un C-130H da trasporto, un quadrimotore ad elica disarmato e lento, con codice radio Golfer-06.
Il pilota è il tenente colonnello Steve O'Brian.
O'Brian acquisisce visivamente il bersaglio indicato dai controllori di volo, e lo identifica come un Boeing 757 o un B-767 con i colori American Airlines.
Il Boeing si trova davanti a O'Brian, a “ore 10”, a circa 4 miglia di distanza, e più in alto, e si sta abbassando. Improvvisamente il Boeing inizia una virata decisa, la distanza da O'Brian diminuisce, è a un miglio -  un miglio e mezzo dal C-130.
Il controllo aereo ordina a O'Brian di seguire l'aereo, il che è più facile a dirsi che a farsi, visto che il C-130 è un velivolo molto lento.
(Fonte: Guardian  )

Ore 09:36. NEADS. Centro FAA Boston.
Alle 09:35:41 il centro FAA di Boston avverte il NEADS che c'è un aereo in avvicinamento a Washington, ma non lo identifica come l' AA77: “L'ultimo rapporto, basato su un contatto visivo, lo riporta a sei miglia a sud-est della Casa Bianca... sta deviando allontanandosi dalla Casa Bianca”.
A quel punto il NEADS ordina che i caccia di Langley passino immediatamente sotto il controllo militare (fino a quel momento erano gestiti dal controllo aereo civile), autorizza le operazioni di intercettazione (ma non di abbattimento) e ordina che i caccia raggiungano immediatamente lo spazio aereo di Washington e si portino, alla massima velocità, sopra la Casa Bianca.
Queste le parole del comandante di missione del NEADS: “Non mi interessa quante finestre romperete... maledizione! Riportateli indietro!”
Il riferimento alle finestre rotte è inteso al “bang” sonico causato dai caccia a velocità supersonica, e quel “riportateli indietro” si riferisce al fatto che i caccia erano stati inviati a est, anziché a nord.
Ma come abbiamo visto, quei caccia non avrebbero potuto essere di alcun aiuto in ogni caso.

Ore 09:37. Volo UA93.
Thomas (Tom) Burnett chiama la propria moglie e le spiega cosa sta accadendo a bordo.
A sua volta, la moglie riferisce di quanto accaduto al WTC.
E' la prima di quattro telefonate che Tom Burnett fa alla moglie Deena.
Deena: “Tutto bene?”
Tom: “No. Sono sul volo United 93 da Newark a San Francisco. L'aereo è stato dirottato. Siamo in volo. Hanno accoltellato una persona. C'è una bomba a bordo. Chiama l'FBI!”
Deena si affretta a chiamare il 911 (il numero unico della Polizia).
(Fonte:  Post Gazette  )

Ore 09:37 Casa Bianca, Washington DC
Agenti del servizio segreto scortano il Vice Presidente degli USA, Dick Cheney verso il Centro Operativo di Emergenza (PEOPS) della Casa Bianca: un bunker sotterraneo a prova di esplosione nucleare. Lì viene raggiunto dalla Rice e dal Ministro dei Trasporti Norman Mineta .

26 A sinistra: il centro PEOPS nel momento in cui sono riuniti Cheney, la Rice e altri collaboratori, la mattina dell'11 settembre 2001.

Richard Clarke, consigliere per l'antiterrorismo, resta invece nella “Situation Room” della Casa Bianca, per continuare a coordinare le operazioni urgenti.

E' molto importante ricostruire esattamente gli orari in cui Cheney scende nel PEOPS. Infatti i servizi segreti piombano nella stanza di Cheney alle ore 09.32 (orario che coincide con il momento in cui il controllo aereo scopre che il volo AA77 sta puntando su Washington, vedi sopra). Cheney aveva 60 anni. I servizi segreti lo sollevano letteralmente nelle loro braccia e lo trasportano verso il PEOPS, percorrendo 140 metri di corridoio, e poi con un ascensore lo portano nel tunnel che dà accesso al PEOPS. E' quindi perfettamente compatibile l'annotazione dei servizi segreti che registra alle ore 09.37 l'ingresso di Cheney nel tunnel che accede al PEOPS, e proprio in quel tunnel Cheney apprende che il volo AA77 si è schiantato (vedi sotto). La Rice e Mineta raggiungono Cheney nel PEOPS poco dopo. Questa sequenza è fondamentale, perchè dimostra che una volta nel PEOPS l'AA77 si era già schiantato, e l'altro aereo in avvicinamento a Washington era il volo UA93.
(Fonte:  Telegraph;  Rapporto finale 9/11p.40 e note; Washington Post  )

Ore 09:37. Pentagono.
Alan Wallace è un vigile del fuoco in servizio presso il presidio anticendio dell'eliporto del Pentagono. Improvvisamente vede un aereo di linea che viene diritto nella sua direzione, a una quota di circa 25 piedi (circa sette metri e mezzo), a forte velocità. (Fonte: Washington Post  )

Ore 09:37 e 46 secondi. Pentagono.
Il Boeing 757 American Airlines AA77, volando a 850 km/h a pochi metri dal suolo, si schianta contro la facciata Ovest del Pentagono (l'equivalente del Ministero della Difesa), simbolo della potenza militare americana.
L'impatto è così violento che l'aereo penetra a livello del piano terra e del primo piano attraverso ben due anelli della struttura del Pentagono, e alcuni rottami arrivano a sfondare il terzo anello.
L'impatto è ripreso soltanto da due telecamere di sorveglianza perimetrale, ed inizialmente sono rilasciati soltanto alcuni fotogrammi di uno dei due video. Successivamente entrambi i filmati sono stati resi pubblici, ma essi sono di pessima qualità.

Approfondimenti: i video del Pentagono

Ore 09:37. Pentagono.
Il vigile del fuoco Allan Wallace viene protetto dal suo mezzo anticendio nei confronti dei rottami incandescenti scagliati tutt'intorno dalla violenza dell'impatto.
Istintivamente sale a bordo del mezzo per portarsi immediatamente verso il punto colpito e prestare i primi soccorsi ma il veicolo non si mette in moto: allora si rende conto che la parte posteriore del mezzo è semidistrutta ed in fiamme. A quel punto chiama la sua centrale e dà l'allarme.
(Fonte: Washington Post  ) 

Ore 09:37. Volo UA93.
Il passeggero Jeremy Glick contatta i suoi familiari a terra con un telefono di bordo.
Nel corso di questa ed altre successive telefonate, spiega che l'aereo è stato dirottato da tre persone, maschi dalla pelle scura, con sembianze iraniane, che dicono di avere una bomba in una scatola rossa. Uno di loro è armato di coltello. L'uomo spiega che i passeggeri stanno decidendo se reagire e riprendere il controllo dell'aereo.
(Fonti: Post Gazette  ;  Post Gazette  )

Ore 09:38. Pentagono.
Dal suo C-130, il tenente colonnello O'Brian vede una palla di fuoco alzarsi da terra.
O'Brian riferisce al controllo aereo: “Sembra che si sia schiantato sul Pentagono, signore”.
O'Brian sorvola il Pentagono e chiede al controllo aereo se vogliono che continui a sorvolare la zona per fornire assistenza, ma dal controllo aereo sono categorici: deve allontanarsi di lì al più presto. La ragione è semplice: il C-130 di O'Brian potrebbe essere scambiato per un altro aereo dirottato, ed essere abbattuto. O'Brian non se lo fa ripetere e si allontana rapidamente.
(Fonte: Guardian  )

Ore 09:39. Controllo aereo di Cleveland. Volo UA93.
Dal volo UA93 viene diffuso via radio il seguente messaggio: “Qui è il comandante. E' preferibile che restiate tutti seduti. C'è una bomba a bordo e stiamo ritornando in aeroporto. Per piacere restate tranquilli”.
Come già accaduto ad Atta, anche Jarrah continua a premere l'interruttore sbagliato, e quello che dovrebbe essere un messaggio per i passeggeri finisce per essere trasmesso sulla frequenza radio del controllo aereo..
Di certo però questa volta i passeggeri hanno una chiara idea di cosa li aspetta, visto che sono al corrente di quanto accaduto al WTC, per cui non abboccano alla storia della bomba e del rientro in aeroporto.

Ore 09:39 circa. Pentagono.
Al Pentagono viene attivato il piano di emergenza MASCAL.
MASCAL è il nome con cui sono note una serie di esercitazioni che servono a mettere a punto piani di emergenza per vari tipi di disastri che coinvolgono edifici e strutture militari.
I piani prevedono, tra l'altro, le procedure di evacuazione, quelle antincendio e quelle di soccorso medico.
Tra i primi a soccorrere i feriti, c'è il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, che senza indugio abbandona il suo ufficio al Pentagono e raggiunge il punto dell'impatto.
(Fonti: Washington PostTelegraph  ) 

Nel frattempo, sempre al Pentagono viene iniziata una tele-conferenza per gestire la minaccia aerea (l'orario preciso va collocato tra le 09:34 e le 09:40 ma è probabile e logico che sia iniziata subito dopo l'impatto del volo AA77).
Vengono connessi in tele-conferenza il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario alla Difesa, la Casa Bianca, lo Stato Maggiore della Difesa, l'Air Force One (l'aereo presidenziale) ed il NORAD.
Soltanto alle 10.17 si riuscirà a connettere anche la FAA.

Ore 09:40 circa. Sarasota, Florida.
Bush insiste per rientrare immediatamente a Washington DC, nonostante i servizi segreti ritengano troppo rischiosa la capitale.

Ore 09:40 circa. Volo UA93.
Orario approssimato. Poco dopo lo schianto del volo AA77, Tom Burnett chiama nuovamente la moglie Deena.
Deena: “Si stanno impossessando degli aerei e si schiantano contro gli edifici su e giù per la Costa Orientale!”
Tom non ha esitazioni: “OK. Faremo qualcosa. Ti richiamo”.
(Fonte:  Post Gazette  )

Ore 09:40. United Airlines. Centro di comando FAA di Herndon.
Il centro di coordinamento voli della United Airline notifica al comando FAA di Herndon che il volo UA93 non risponde alle comunicazioni radio ed è fuori rotta.

Ore 09:41. Volo UA93.
Il centro messaggi della United Airlines continua ad avvisare i velivoli in volo di bloccare ogni accesso alla cabina di pilotaggio: “Avviso di massima priorità. Bloccate l'accesso alla cabina di pilotaggio. Due aerei hanno impattato il New York Trade Center... i voli UA175 e UA93 sono dispersi”. Immediatamente dopo, un ulteriore messaggio viene inviato direttamente al volo UA93.
E' identico al precedente, ma alla fine riporta: “I voli UA 175 e UA93 sono stati rintracciati”.
Probabilmente con quest'ultimo messaggio la United Airlines cerca di informare il pilota (il capitano Jason Dahl) che stanno seguendo il volo UA93 sui radar.
Ma Dahl è morto o gravemente ferito e quel messaggio non può essergli di alcuna utilità.
Evidentemente però Jarrah mangia la foglia, perchè subito il transponder del volo UA93 viene spento.
Questa volta però i controllori aerei di Cleveland non si fanno cogliere di sorpresa: essi hanno già localizzato l'aereo sul radar primario, e lo spegnimento (inizialmente a intermittenza) del transponder non impedisce loro di continuare a seguirne la rotta, avvalendosi anche del contatto visivo di altri aerei in volo.
Si accorgono quindi che il volo UA93, dopo aver volato verso Est, sta puntando a Sud, e sta perdendo quota.

Ore 09:42. Centro di Comando FAA di Herndon.
Il responsabile operativo della FAA, Ben Sliney, appresa la notizia dell'impatto sul Pentagono,  e di seguito alle insistenti richieste del Ministro dei Trasporti Mineta, ordina a tutti i centri di controllo aereo il blocco totale di tutti i voli su tutto il territorio nazionale.
Tutti gli aerei in volo devono atterrare immediatamente all'aeroporto più vicino.
Si tratta di una misura unica nella storia dell'aviazione civile americana.
In quel momento, ci sono in volo 3.300 aerei commerciali e 1.200 aerei privati: 4.500 in tutto.
I controllori del traffico aereo riescono a far atterrare senza incidenti 2.868 aerei nei primi 60 minuti dall'ordine.
Alle ore 12:16 lo spazio aereo americano è totalmente vuoto, con l'unica eccezione dei voli militari e dei servizi di emergenza.
La misura è l'unica veramente corretta: solo una volta liberati i cieli dalle migliaia di aerei civili, è possibile evidenziare la presenza di altri aerei dirottati, e lasciare mano libera ai piloti dei caccia.
(Fonti:  USA TodayWashington Post )

Ore 09:44. Volo UA93.
Il passeggero Todd Beamer riesce a contattare i centralinisti della GTE Airfone, la società gestore dei telefoni di bordo del velivolo. L'uomo spiega che l'aereo è stato dirottato, che il pilota e il primo ufficiale giacciono sul pavimento feriti o morti, che uno dei dirottatori indossa una fascia rossa e ha una bomba, che due dirottatori armati di coltello sono entrati nella cabina di pilotaggio chiudendo la porta dietro di sé, che i passeggeri sono stati spostati verso la coda dell'aereo e nessuno li controlla, che l'aereo sta volando su e giù ed ha cambiato rotta, che alcuni passeggeri stanno decidendo di fare qualcosa. La conversazione va avanti per alcuni minuti, poi Todd lascia il telefono per unirsi agli altri passeggeri nel tentativo di riprendere il controllo dell'aereo.
Il centralinista sente la frase: “Let's roll!”
La moglie di Todd, Lisa,  riferirà ai giornalisti che quella frase era un incitamento tipicamente usato dal marito.
(Fonti:  Post GazetteCNN   ; Newsweek  ;  Post Gazette )

Ore 09:44. NORAD. Volo Delta 1989.
Continuano ad accavallarsi segnalazioni di possibili aerei dirottati, che si riveleranno dei falsi allarmi. Tra questi c'è il volo Delta 1989.
( Fonti generali; Code One Magazine )

Ore 09:45. Casa Bianca. Washington D.C.
La Casa Bianca viene evacuata.
( Fonti:  CNN  ;  Washington Post)

Ore 09:46. Volo UA93. Comandi FAA.
Linda Gronlund, passeggera,  riesce a contattare la sorella e lascia un messaggio vocale sulla segreteria spiegando cosa sta succedendo sull'aereo.
Il centro di comando FAA di Herndon avverte il quartier generale della FAA che il volo UA93 si trova ormai a soli 29 minuti da Washington D.C.
(Fonti: MSNBC  ;  Staff Report 26 agosto 2004)

Ore 09:49. Volo UA93. Comandi FAA.
Marion Britton, passeggera, chiama il proprio fidanzato e gli spiega cosa sta accadendo e spiega che i dirottatori hanno tagliato la gola a un paio di passeggeri.
Il comando FAA di Herndon suggerisce al quartier generale della FAA l'opportunità di richiedere assistenza militare per il volo UA93 (nessuno ha ancora avvisato i militari di quanto sta accadendo con il volo UA93 !).
(Fonti: MSNBC  ;   Post Gazette;   Post Gazette;  Staff Report 26 agosto 2004)

Ore 09:49. NORAD.
Il comando del NORAD ordina a tutte le basi aeree sul territorio americano, di preparare tutti gli aerei da caccia disponibili, con armamento completo, e di avviarli in “battle station” (ossia pronti al decollo immediato). Anche due aerei AWACS (centro radar e comando volante) che si trovavano in volo di addestramento, vengono inviati a coprire rispettivamente l'area di Washington e l'Air Force One (l'aereo presidenziale).
(Fonti generali; Code One Magazine )

Ore 09:50. Volo UA93.
Una assistente di volo riesce a contattare il marito e spiega quanto sta accadendo sull'aereo, precisando che i dirottatori sono tre, armati di coltello, indossano delle bandane rosse. Riferisce di aver visto dal finestrino che l'aereo ha sorvolato un grosso fiume e ritiene si tratti del Mississippi.
La donna aggiunge che i passeggeri stanno discutendo su come reagire contro i terroristi e stanno preparando dei contenitori con acqua bollente da scagliare contro di essi.
L'assistente di volo si chiama Sandra Bradshaw (Fonte:  News Record  )

Ore 09:50 circa. Volo UA93.

32 Orario stimato.
Poco prima che inizi la rivolta dei passeggeri, Tom Burnett (a sinistra) fa l'ultima telefonata a sua moglie Deena:
Tom: “Un gruppo di noi ha deciso di agire”
Deena: “No, Tom, tu resta seduto e non attirare l'attenzione su di te!”
Tom: “Ascoltami Deena. Se quelli intendono far schiantare l'aereo, noi dobbiamo fare qualcosa. Non possiamo aspettare che intervengano le autorità. Dobbiamo fare qualcosa, adesso. Prega per noi Deena, è tutto ciò che puoi fare. Dobbiamo agire”.
(Fonte:  Post Gazette  )


Ore 09:53. Volo UA93. FAA.
Il quartier generale della FAA informa il comando FAA di Herndon che i vertici dell'Ente stanno discutendo circa l'opportunità di far decollare i caccia intercettori.

Ore 09:53. Afghanistan.
La NSA intercetta una telefonata in partenza da un collaboratore di Osama Bin Laden, in Afghanistan, verso un numero telefonico della Georgia (ex URSS). Il chiamante dice: “Ho sentito le buone notizie... C'è ancora un altro bersaglio”.
Questa telefonata sarà effettivamente ascoltata e tradotta un po' più tardi, e riportata dal direttore della CIA al Segretario della Difesa Rumsfeld alle ore 12:05.
(Fonte: CBS News   )

Ore 09:54. Sarasota, Florida.
L'Air Force One con a bordo il Presidente Bush decolla dall'aeroporto di Sarasota.

Ore 09:54. Volo UA93.

33 Honor Elizabeth Wanio (foto a sinistra) riferisce telefonicamente alla suocera che i passeggeri hanno deciso di assalire i terroristi nella cabina di pilotaggio.
Chiude la telefonata per partecipare all'azione.
(Fonte:  Post Gazette  ).


Ore 09:55. Volo UA93.
Jarrah (il terrorista che pilota l'aereo) inserisce nel computer di navigazione automatica il codice dell'aeroporto Reagan di Washington DC.
(Questo dato proviene dall'analisi del registratore dei dati di volo, la cosiddetta scatola nera, curata dall'NTSB, l'ente per la sicurezza del trasporto aereo. Esso conferma che la scatola nera del volo UA93 è stata recuperata in buone condizioni).

Ore 09:55. Volo UA93.
Un centralinista della GTE, che è in comunicazione telefonica con un passeggero del volo UA93 (vedi sopra, alle 09:44) sente qualcuno che dice: “Siete pronti? OK, iniziamo il ballo!” (la frase usata è “Let's roll !”, una frase che è diventata simbolo dell'eroico gesto dei passeggeri del volo UA93). La conversazione si interrompe.

Ore 09:56. Volo UA93. Comando FAA di Herndon.
Sandra Bradshaw, l'assistente di volo che è in contatto telefonico con il marito, dice: “Stanno tutti correndo verso la prima classe. Devo andare. Ciao!” e chiude la conversazione.
Intano, il comando FAA di Herndon informa il quartier generale della FAA che i radar hanno perso ogni contatto del volo UA93 nell'area di Pittsburgh.
La ragione della perdita del contatto radar è con tutta probabilità dovuta al fatto che il volo UA93 si è abbassato di quota al di sotto del limite coperto dai radar del controllo aereo.

Ore 09:57. Volo UA93.
I passeggeri iniziano la loro azione di rivolta. Vi è un duro scontro con i dirottatori.
Le grida ed i suoni di questo scontro sono stati memorizzati nel registratore dei suoni in cabina.
(Le “scatole nere” su un aereo sono due: una registra i dati di volo, l'altra registra i suoni e le voci nella cabina di pilotaggio. Il registratore vocale è stato rinvenuto in buone condizioni).

Ore 09:58. Volo UA93.
Jarrah inizia a muovere disperatamente l'aereo, facendolo oscillare a destra e sinistra e verso l'alto ed il basso, nel tentativo di far perdere l'equilibrio ai passeggeri che tentano di forzare l'accesso alla cabina di pilotaggio.

Ore 09:59 circa. Washington D.C.
Orario approssimato. Dale Watson, responsabile della sezione antiterrorismo dell'FBI, contattata Richard Clarke, consigliere antiterrorismo della Casa Bianca, e riferisce: “Abbiamo acquisito le liste dei passeggeri dalle compagnie aeree. Abbiamo riconosciuto alcuni nominativi. Sono di Al-Qaida”. Clarke non riesce a capire come sia possibile che appartenenti ad Al-Qaida siano riusciti a imbarcarsi sugli aerei, e Watson risponde: “Non prendertela con me. La CIA ha scordato di parlarcene”.
E' lo stesso Richard Clarke a riferire di questo particolare, in un controverso libro da lui scritto dopo aver lasciato gli incarichi governativi, ma l'episodio corrisponde alle sequenze logiche e cronologiche dei fatti.
Abbiamo visto, infatti, che grazie alle telefonate degli assistenti di volo le compagnie aeree riuscirono a identificare subito i sospetti terroristi, e di fatto sui voli dirottati i terroristi erano gli unici arabi presenti, per cui è ragionevole pensare che la prima cosa che fecero CIA ed FBI fu quella di controllare quei nominativi.
E abbiamo visto come per alcuni di quei nominativi esistessero già delle segnalazioni in possesso dei servizi segreti: ad esempio, Mohamed Atta era stato segnalato alla CIA di Amburgo, il Mossad aveva segnalato poche settimane prima i nominativi dello stesso Atta, di Nawaf Al-Hazmi, Khalid Al-Mihdhar e Marwan Al-Shehhi.
Il collegamento tra i dirottatori ed Al-Qaida, quindi, fu chiaramente tempestivo.
Ed è pure un dato di fatto che tra la CIA e l'FBI non vi era un adeguato scambio di dati, i due enti lavoravano ciascuno per proprio conto, come è chiaramente emerso negli atti della Commissione di Inchiesta.
Le parole di Clarke, quindi, si inseriscono perfettamente nel contesto dei fatti.
(Fonte: “Against All Enemies”, Clarke, 2004 – riportato da Cooperative Research”)
(Fonte: New York Times, “Truth as a Weapon”, Maureen Dowd, 25 marzo 2004 )

Ore 09:58 e 59 secondi. South Tower, New York.

34 La South Tower collassa uccidendo tutti gli occupanti, compresi i soccorritori.
Molte persone che si trovano nell'area e negli edifici circostanti muoiono investite dalle macerie.
In quel momento i vigili del fuoco hanno appena raggiunto il 78° piano della South Tower, mentre alla North Tower sono arrivati al 54° piano.
(a sinistra, il momento del collasso della South Tower)


Ore 10:00. WTC New York.
Alle squadre di soccorso impegnate nella North Tower e nell'area del WTC, viene ordinato di ritirarsi immediatamente e di mettersi in salvo. Non tutte le squadre ricevono l'ordine, e non tutte lo eseguono: in molti si rifiutano di abbandonare a sé stesse le persone ancora intrappolate nell'edificio. Dalla radio di uno dei vigili del fuoco arriva questo messaggio: “We're not fucking coming out!” che si può tradurre approssimativamente in “'fanculo! Non ce ne andiamo!”

Ore 10:00 circa. Pentagono, Washington D.C.

35 La sezione del Pentagono colpita dal volo AA77 collassa (foto a sinistra). Non ci sono altre perdite umane perchè i vigili del fuoco, cogliendo i segni premonitori del cedimento della struttura, si allontanano in tempo. L'orario indicato è approssimato (va collocato tra le 09:57 e le 10:10).
(Fonti: ASCEE Pentagon Building Perfomance Report; CNN  )


Ore 10:00 circa. Washington D.C.
I caccia F-16 di Langley stabiliscono una CAP (pattuglia di combattimento) sopra il cielo della capitale.

Ore 10:00 e 13 secondi. Volo UA93.
Jarrah stabilizza il volo dell'aereo, ma i passeggeri continuano a lottare contro i dirottatori, per cui riprende a far oscillare l'aereo.

Ore 10:00 e 25 secondi. Volo UA93.
Un passeggero urla: “Nell'abitacolo! Altrimenti moriremo!”.

Ore 10:00 e 42 secondi. Volo UA93.
Un passeggero incita “Roll it!” (che nel contesto può significare: “Spingete ! ”)

Ore 10:01. Volo UA93.
Jarrah chiede a un suo compagno: “Devo mandarlo giù?
L'altro risponde: “Sì... spingilo giù!”

Ore 10:02. Casa Bianca. Washington DC. Volo UA93.
Il servizio segreto informa il Vice Presidente Cheney che c'è un altro aereo che dirige su Washington. Si riferisce al volo UA93, e l'informazione proviene dalla FAA che ha tracciato su un display una rotta immaginaria tra l'ultima posizione nota del volo UA93 (area di Pittsburgh) e Washington, aggiornando in tempo reale la posizione dell'aereo, calcolata sulla base della sua velocità.

Ore 10:02 e 23 secondi. Volo UA93.
Mentre i passeggeri continuano il loro assalto, uno dei dirottatori urla a Jarrah: “Spingilo giù! Spingilo giù!”.
L'aereo viene puntato verso il basso, ruota su stesso fino a trovarsi capovolto, mentre i terroristi urlano: “Allah è grande”

La trascrizione degli ultimi 30 minuti delle voci in cabina di pilotaggio, registrata dalla “scatola nera” del volo UA93, è stata riportata integralmente in Appendice.

Ore 10:03 e 11 secondi. Volo UA93.
Il volo UA93 si schianta a oltre 930 km/h nel terreno, in un campo deserto di Shanksville, in Pennsylvania, a 125 miglia (soli 20 minuti di volo) da Washington DC. L'impatto è così forte che l'aereo si infila letteralmente nel terreno, disintegrandosi.

36 A sinistra: la foto mostra una veduta aerea del punto in cui il volo UA93 ha impattato il terreno.


Ore 10:05. Pennsylvania. Volo UA93.
Il C-130 Golfer-6 del tenente colonnello O'Brian, che ha ripreso la rotta per il Minnesota dopo aver visto il volo AA77 schiantarsi sul Pentagono, vede una colonna di fumo nero alzarsi dalle campagne di Shanksville, a circa 17 miglia (27 km) di distanza. Il C-130 si trova a una quota di 24.000 piedi (7.000 metri).  Immediatamente informa il controllo aereo di Cleveland.
Da Cleveland apprende che poco prima un aereo è scomparso dai radar proprio in quella zona.
La colonna di fumo vista da O'Brian è proprio quella causata dallo schianto del volo UA93, anche se in quel momento manca qualsiasi conferma.
(Fonti: Guardian ; Pittsburgh Channel )

Ore 10:05 circa. Crash Site Volo UA93, Shanksville.

37 Il controllo aereo chiede al pilota di un aereo privato, un jet Falcon 20 in crociera in quella zona a circa 37.000 piedi di quota (oltre 11.000 metri), di deviare dalla propria rotta e di sorvolare a bassa quota l'area in cui si è schiantato il volo UA93, allo scopo di consentire ai radar di individuare con precisione il punto dell'impatto e dirigere i soccorsi.
La presenza dell'aereo viene notata da molti testimoni e contribuirà ad alimentare il “mito” sulla presenza di altri aerei nella zona e sull'abbattimento dell'UA93 da parte di caccia dell'USAF.
Si noti, infatti, che il nome “Falcon” è comune sia al Falcon 20, sia ai caccia militari F-16 Falcon decollati proprio per proteggere Washington.
Inoltre il Falcon 20 ha una linea molto filante e “aggressiva” (foto a sinistra) che l'occhio inesperto ben può confondere con quella di un caccia militare.
Ad esempio una testimone, Susan Mcelwain, di anni 51, spesso citata dai sostenitori della tesi dell'abbattimento, ha riferito: “L'aeroplano che ho visto puntava diritto sul punto dove è caduto il volo 93 e doveva essere lì vicino quando l'aereo è caduto... era tutto bianco e non aveva insegne ma sono sicura che fosse un aereo militare, aveva quella forma. Aveva due motori posteriori, una grande pinna sulla coda come gli spoiler che si montano dietro alle automobili, e due pinne verticali ai lati. Non ho trovato nulla del genere su Internet” ( Mirror )
38 E' invece evidente che la descrizione è perfettamente compatibile con la linea del Falcon-20 !
I sostenitori dell'abbattimento preferiscono pensare che la donna abbia visto un aereo da combattimento A-10 Thunderbolt II (foto a sinistra) che effettivamente può sembrare assomigliante, ma l'A-10 non è un aereo da caccia, è un bombardiere, peraltro poco veloce (arriva a 700 km/h), specializzato nell'attacco ai carri armati, del tutto inidoneo ad intercettare un velivolo come il Boeing 757 (che può volare a oltre 950 km/h).
(Fonti:  Post Gazette  ;  Pittsburgh Channel )


Ore 10:07. Controllo aereo di Cleveland. Comando NEADS.
Il controllo aereo di Cleveland, che ancora non sa o non ha capito che il volo UA93 è precipitato, finalmente informa il comando NEADS che il volo UA93 “ha una bomba a bordo”, e comunica le ultime coordinate note.
Questa informazione, oltre che incompleta e inesatta, è la prima informazione ricevuta dalla difesa aerea americana in ordine al volo UA93.
Invano il NEADS tenta di localizzare l'aereo sui radar (gli F-16 di Langley sono su Washington in posizione utile per difendere la capitale, anche se non hanno alcuna autorizzazione all'abbattimento): non c'è più nulla da cercare, ormai.

Ore 10:10. Comando NEADS.
Il comando di missione del NEADS informa il Weapons Director (che ha il controllo diretto dei caccia di Langley) che non c'è ancora l'autorizzazione per abbattere eventuali aerei dirottati, e che le istruzioni sono quelle di intercettare ed identificare il volo UA93.

Ore 10:10 circa. Casa Bianca, Washington DC.
L'orario è approssimato e va collocato tra le 10:10 e le 10:15.
Il NEADS preme per avere l'autorizzazione ad abbattere gli aerei civili dirottati e fuori controllo.
Il Vice Presidente Cheney è in contatto telefonico con il Presidente Bush, al quale riferisce che il cielo di Washington DC è ora protetto da una pattuglia di caccia intercettori ma serve l'autorizzazione per abbattere gli aerei civili dirottati.
Bush dà la sua autorizzazione verbale a Cheney.
Poco dopo questa telefonata, un addetto militare comunica a Cheney che l'aereo in avvicinamento a Washington si trova a 80 miglia di distanza. Si riferisce al volo UA93, che in realtà è già precipitato, ma come abbiamo visto (ore 10:02) la FAA sta calcolando la posizione dell'aereo mediante una simulazione, partendo dai dati dell'ultima posizione nota (quella delle ore 09:56).
L'addetto militare chiede a Cheney se i caccia hanno l'autorizzazione per l'abbattimento.
Cheney autorizza l'abbattimento.

Ore 10:11. Comando NEADS.
Il comando di missione del NEADS contatta la base aerea di Syracuse (New York) per far preparare dei caccia nell'eventualità di dover intercettare il volo UA93 (la cui posizione non è nota al NEADS). La base di Syracuse (che non è una base assegnata al servizio di allarme della difesa aerea) risponde che nel giro di una quindicina di minuti può preparare i caccia, ma armati solo di cannone (senza missili aria-aria).

Ore 10:12 circa. Casa Bianca, Washington DC.
L'orario è approssimativo, in quanto va collocato tra le 10:12 e le 10:18.
Il Vice Presidente Cheney continua a essere informato dall'attendente militare sulla posizione del volo UA93, che in questo momento è a 60 miglia di distanza (si tratta sempre della posizione stimata dalla FAA, perchè in realtà il volo UA93 si è schiantato da parecchi minuti).
L'attendente chiede al Vice Presidente se l'ordine di abbattimento è confermato, e Cheney lo conferma.
(Fonte: Washington Post  )

Ore 10:13 circa. New York.
Il Palazzo delle Nazioni Unite viene evacuato: oltre 11.000 persone lasciano gli edifici ONU.
( Fonti:  CNN  )

Ore 10:13. Quartier generale FAA.
Il comando FAA di Herndon avverte il quartier generale FAA che il volo UA93 è precipitato.

Ore 10:15. Comando NEADS.
Il NEADS chiama la FAA a Washington per avere notizie aggiornate sul volo UA93, e apprende che l'aereo è precipitato.
Questo è il testo della conversazione, registrata e trascritta:
NEADS: “Washington, vorremmo un aggiornamento”
FAA: “Ditemi”
NEADS: “United 93, avete qualche altra informazione?”
FAA: “Oh sì, è a terra”
NEADS: “E' a terra?”
FAA: “Sì”
NEADS: “Quando è atterrato? Perchè....”
FAA: “Non è atterrato”
NEADS: “Oh... è a terra? Nel senso è andato giù?”
FAA: “Sì, da qualche parte a nord-est di Camp David”
NEADS: “Nord-est di Camp David...”
FAA: “Quello è l'ultimo rapporto che abbiamo. Non si sa il punto esatto”.

Ore 10:18. Casa Bianca, Washington DC.
Il direttore dello Staff della Casa Bianca, Joshua Bolten, suggerisce a Cheney di chiamare il Presidente Bush e di ottenere una conferma formale dell'ordine di abbattere l'aereo dirottato.
Cheney chiama Bush, e ottiene conferma dell'ordine.
Mentre la prima autorizzazione era generica ed è rimasta verbale tra Bush e Cheney, quest'altra autorizzazione è precisa e formale, e di essa vi è un preciso riscontro: viene infatti annotata da Ari Fleischer, addetto stampa del Presidente, in volo sull'Air Force One.
L'annotazione riporta l'orario delle 10:20.
Pochi minuti dopo, giunge alla Casa Bianca la notizia che il volo UA93 si è schiantato al suolo, e Cheney si fa idea che il velivolo possa essere stato abbattuto proprio di seguito alla sua autorizzazione.
(Sugli ordini di Cheney e sulla sorte del volo UA93, vedi in Appendice: “L'ordine segreto di Cheney”)

Ore 10:19. Pentagono, Washington DC.
Tra le 10:14 e le 10:19 un tenente colonnello dalla Casa Bianca riferisce ripetutamente ai comandi militari del Pentagono che il Vice Presidente Cheney ha autorizzato e confermato l'autorizzazione ad abbattere aerei in avvicinamento una volta verificato che si tratti di aerei dirottati.

Ore 10:22. Washington DC.
Una serie di edifici federali, nonché la World Bank, vengono evacuati.
(Fonti:  CNN  )

Ore 10:25. Presidente Bush. NORAD.
Bush concede l'autorizzazione formale per l'abbattimento di aerei civili.
Questo è l'orario ufficiale dell'autorizzazione presidenziale al NORAD, registrato nel “log” della teleconferenza iniziata circa un'ora prima al Pentagono (vedi sopra, ore 09:39), alla quale partecipavano tutte le autorità che erano in grado di recepire e ritrasmettere in maniera adeguata quel tipo di ordine/autorizzazione (si noti che c'è una grande differenza tra ordine e autorizzazione, e questo spiega una certa confusione negli orari: probabilmente questo orario si riferisce all'ordine vero e proprio).

Ore 10:28 e 25 secondi. North Tower, New York.

39 La North Tower collassa uccidendo tutti gli occupanti. Miracolosamente riescono a salvarsi dodici vigili del fuoco, un agente dell'autorità portuale e tre civili, che stavano scendendo lungo la scala B dell'edificio. Vengono protetti da un pezzo di struttura rimasto in piedi.

Il bilancio per i soccorritori è amaro: nelle due Torri perdono la vita 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti.
Tra i morti ci sono anche il Comandante dei vigili del fuoco e il Comandante del Dipartimento di Polizia dell'Autorità Portuale, e molti alti ufficiali.
(Foto a sinistra: il momento in cui la North Tower collassa)


Ore 10:30. Casa Bianca, Washington D.C.
Si accavallano notizie di altri aerei dirottati in avvicinamento a Washington.
In realtà si riveleranno tutti falsi allarmi, causati prevalentemente da elicotteri di soccorso che si dirigono verso il Pentagono.

Ore 10:31. Comando NEADS.
Il Colonnello Marr riceve comunicazione dal NORAD che il Vice Presidente degli Stati Uniti ha autorizzato “l'abbattimento di aerei che non rispondono alle direttive”.
Si tratta di una formulazione vaga, che non soddisfa i vertici militari i quali tardano a passarla ai piloti dei caccia, per il timore che essi possano prendere decisioni sbagliate, in assenza di regole di ingaggio chiare.
Infatti nessuno dei responsabili del NEADS se la sente di passare un ordine così generico ai piloti.
Il che non significa che i caccia non avrebbero abbattuto un aereo dirottato in avvicinamento, ma semplicemente che ai piloti non era concessa questa valutazione. Sarebbe stato direttamente il NEADS a valutare e ordinare un eventuale abbattimento.
I militari, che ben comprendono la differenza tra ordine e autorizzazione, sanno che “autorizzare un pilota” ad abbattere un aereo dirottato, senza specificare chi debba dirgli se è un aereo dirottato e quali misure debba adottare prima di procedere all'abbattimento (le cosiddette regole di ingaggio: ad esempio sparare dei colpi di avvertimento, effettuare un certo numero di tentativi di chiamata via radio, stabilire la distanza massima alla quale all'aereo può essere permesso di avvicinarsi all'obiettivo protetto, ecc...) significa rimettere a quel pilota la completa responsabilità di ogni decisione presa. E questo non solo non sarebbe giusto, ma sarebbe rischioso perchè esporrebbe a errori di valutazione.
Pertanto, il comando del NEADS avocò a sé questa responsabilità, senza trasferirla ai piloti.

Ore 10:35 circa. Base aerea di Andrews, Maryland.
Orario stimato.
Il personale logistico sta rifornendo e armando quattro aerei da mandare in volo (vedi sopra, ore 09:30).
Il servizio segreto richiama nuovamente, e questa volta la chiamata non ha un tono di cortesia: “Decollate immediatamente!” è l'ordine perentorio che giunge telefonicamente.
E quasi contemporaneamente, dalla Casa Bianca arriva un'altra chiamata in cui si precisa che l'area di Washington va considerata “free fire zone”: ossia un'area in cui si possono usare le armi senza limitazioni e senza ulteriori autorizzazioni (è probabile che anche questa chiamata provenga dai servizi segreti addetti alla protezione della Casa Bianca).
In quel momento, quattro caccia sono stati riforniti e preparati per il decollo ma due sono armati solo con munizionamento da esercitazione, mentre sugli altri due stanno caricando i missili Sidewinder messi a disposizione dal colonnello Mozley.
Il colonnello Sasseville decide di decollare immediatamente, assieme a un altro pilota, con i due caccia pronti, anche se armati solo con munizioni da esercitazione.
Gli altri due piloti seguiranno con i caccia armati di missili, una decina di minuti dopo.
Mentre Sasseville si avvia al decollo, sulla pista atterrano i tre F-16 che rientrano dall'esercitazione in North Carolina.
I tre piloti non fanno in tempo a scendere dall'aereo: dal centro operativo di Andrews chiedono loro quanto carburante hanno ancora a bordo.
Solo uno dei tre caccia ha ancora un po' di carburante, è quello del Maggiore Billy Hutchinson, che ha poco più di 1000 kg di cherosene (meno di 1/3 del normale “pieno”) e gli viene ordinato di decollare immediatamente. L'aereo è del tutto disarmato.
(Fonte: Aviation Week  )

Ore 10:38. Base aerea di Andrews, Maryland.
I tracciati radar confermano che questo è il momento esatto in cui il primo F-16 di Andrews è in volo per fornire copertura aerea alla capitale.
Si noti che la base aerea di Andrews dista appena 20 km da Washington DC, corrispondenti a poco meno di due minuti di volo operativo.

Ore 10:39. Casa Bianca e Pentagono, Washington DC
Nel corso della tele-conferenza in atto presso il Pentagono, il Vice Presidente Cheney interviene dalla Casa Bianca per aggiornare il Segretario alla Difesa Rumsfeld:
Cheney: “Abbiamo qui non meno di tre segnalazioni di aerei in avvicinamento a Washington. Un paio di questi sono confermati come aerei dirottati. E in ottemperanza alle istruzioni che ho ricevuto dal Presidente, ho dato l'autorizzazione ad abbatterli. Mi senti?”
Rumsfeld: “Sì, ho capito. A chi hai dato questa direttiva?”
Cheney: “L'ho fatta trasmettere dal centro operativo della Casa Bianca”
Rumsfeld: “OK, ma lasciami chiarire un punto fondamentale. Quella direttiva è stata trasmessa ai caccia?”
Cheney: “Sì”
Rumsfeld: “Quindi, noi abbiamo un paio di caccia in volo quassù in questo preciso momento che hanno queste istruzioni?”
Cheney: “Sì è corretto. E da quello che ho capito essi hanno già abbattuto un paio di aerei”
Rumsfeld: “Questo non possiamo confermarlo. Abbiamo appreso che un aereo si è schiantato al suolo ma nessun pilota ha riportato di averlo abbattuto”.
La preoccupazione di Rumsfeld è che l'autorizzazione all'abbattimento sia stata effettivamente trasmessa ai piloti da caccia, e che questi abbiano delle regole di ingaggio chiare.
Né Cheney né Rumsfeld sanno che su Washington ci sono altri caccia, che hanno l'autorizzazione ad intraprendere qualsiasi azione necessaria: sono i caccia di Andrews.

Ore 10:45 circa. Crash site Shanksville.
Un altro pilota privato, di nome James Will, questa volta a bordo di un piccolo Cessna, sorvola l'area dell'impatto del volo UA93 per curiosità personale e per scattare alcune fotografie.
Viene allontanato da un elicottero della polizia e costretto ad atterrare a Johnstown.
(Fonte:  Pittsburgh Channel )

Ore 10:45. Washington DC.
Tutti gli edifici federali vengono evacuati.
( Fonti:  CNN  )

Ore 10:46. Lima, Perù.
Il Segretario di Stato Colin Powell, che circa un'ora prima aveva interrotto la sua missione diplomatica in Sud America, riparte con urgenza per gli Stati Uniti.
( Fonti:  CNN   ;  Washington Post  )

Ore 10:50 circa. Washington D.C.
I primi caccia lanciati da Andrews, che in pratica erano disarmati a parte le munizioni da esercitazione, sono raggiunti da almeno altri due caccia F-16, sempre di Andrews, questa volta armati di missili aria-aria Sidewinder e con la massima libertà di azione.

Ore 11:18. American Airlines.
La compagnia rende noto di aver perso i volo AA11 e AA77.
( Fonti:  CNN  )

Ore 11:26, United Airlines.
La compagnia rende noto di aver perso il volo United 93, schiantatosi in Pennsylvania, e di essere “estremamente preoccupata” per la sorte del volo United 175.
Evidentemente alla United Airlines continuano ad avere le idee molto poco chiare sull'accaduto.
( Fonti:  CNN  )

Ore 10:45 circa. Air Force One, Base aerea di Barksdale, Louisiana
L'aereo presidenziale atterra sulla base aerea di Barksdale.
Bush registra un video-messaggio da diffondere ai mass-media.
I servizi segreti insistono per non fare rientro a Washington, e anche il Vice Presidente Cheney è dello stesso parere.
Si decide per fare tappa su un'altra base aerea, quella di Offutt, in Nebraska, che dispone di un centro di comando, controllo e comunicazione in grado di garantire i collegamenti tra il Presidente e le altre autorità.
Inoltre Offutt è in grado di alloggiare l'intero staff presidenziale in condizioni di sicurezza adeguate, ove fosse necessario trascorrervi più giorni.

Ore 11:59. United Airlines.
La compagnia riconosce di aver perso il volo United 175.
( Fonti:  CNN  )

Ore 12:04. Los Angeles.
L'aeroporto internazionale di Los Angeles viene evacuato precauzionalmente: 3 degli aerei dirottati erano destinati lì.
( Fonti:  CNN  )

Ore 12:15. San Francisco.
L'aeroporto internazionale di San Francisco, destinazione programmata del volo UA93, viene evacuato come misura precauzionale.
( Fonti:  CNN  )

Ore 13:04. Base aerea di Barksdale, Louisiana.
Il Presidente Bush lancia un messaggio alla nazione, e al mondo:
“Non faremo errori. Troveremo i responsabili, e li puniremo”.
( Fonti:  CNN  )

Ore 13:27. Washington D.C..
Nella città viene dichiarato lo stato di emergenza.
( Fonti:  CNN  )

Ore 13:44. Base  navale di Norfolk, Virginia.
Le portaerei Washington e Kennedy lasciano il porto di Norfolk insieme a cinque unità da combattimento lanciamissili, con lo scopo di schierarsi a protezione della costa orientale degli Stati Uniti.
( Fonti:  CNN  )

Ore 14:50. Base aerea di Offutt, Nebraska.
L'aereo presidenziale atterra a Offutt.

Ore 15:15 circa. Base aerea di Offutt, Nebraska.
Il Presidente Bush presiede un Consiglio di Sicurezza Nazionale, in teleconferenza con il Vice Presidente Dick Cheney ed il Consigliere alla Sicurezza Nazionale Condoleezza Rice, entrambi dal bunker della Casa Bianca, e con il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld al Pentagono.
Alla videoconferenza prende parte anche il Direttore della CIA Tenet, il quale riferisce che la CIA sta accertando le responsabilità degli attacchi, me le prime informazioni puntano tutte su Al-Qaida.
Le forze armate americane vengono portate a livello “Defcon 3” , uno dei massimi livelli di allerta previsti (bisogna andare indietro al 1973 per trovare un simile precedente).
( Fonti  CNN ; Rapporto finale 9/11 p.326 )

Ore 16:00. Washington.
Da fonti ufficiali del Governo americano, la CNN apprende che le prime informazioni specifiche raccolte dai servizi investigativi, sembrano indicare che Osama Bin Laden sia coinvolto negli attacchi.
( Fonti:  CNN  )

Ore 16:25. USA.
Tutte le borse americane annunciano la chiusura per la giornata successiva.
( Fonti:  CNN  )

Ore 17:20. New York. WTC7

40 Il WTC7, un edificio di 47 piani situato a poca distanza dalle Twin Towers, collassa per effetto dei danni strutturali subiti durante il collasso delle Twin Towers e a causa degli incendi che lo divorano da diverse ore.
I vigili del fuoco, d'intesa con la società proprietaria dell'edificio, avevano deciso alcune ore prima di non tentare di salvare l'edificio per non rischiare altre vite umane.
(Foto a sinistra: il WTC7 collassa).
(Fonte: Dipartimento di Stato )


Ore 18:40. Pentagono. Washington D.C.
Il Segretario alla Difesa Rumsfeld annuncia che il Pentagono sarà pienamente operativo per la mattina seguente: “Avremo del lavoro da sbrigare...”
( Fonti:  CNN  )

Ore 18:54. Casa Bianca. Washington D.C.
Dopo essere atterrato alla base di Andrews con la scorta di tre caccia, il Presidente Bush rientra alla Casa Bianca, dove nel frattempo è giunta anche la moglie Laura.
( Fonti:  CNN  )

Ore 20:30. Casa Bianca. Washington D.C.
Il Presidente Bush tiene un discorso alla nazione.
( Fonti:  CNN  )

Ore 21:22. Pentagono. Washington D.C.
Giornalisti riportano che i vigili del fuoco non sono ancora riusciti a spegnere gli incendi al Pentagono.
( Fonti:  CNN  )

Ore 21:30. Casa Bianca. Washington D.C.
Bush tiene una riunione ad altissimo livello, nel bunker della Casa Bianca.
Vi partecipano il Vice Presidente Cheney, il Segretario alla Difesa Rumsfeld, la Consigliere per la Sicurezza Nazionale Rice, il Segretario di Stato Powell e il Direttore della CIA Tenet.
Lo scopo è quello di stabilire le linee operative per rispondere agli attacchi.
L'intelligence ha ormai chiuso il cerchio e non ci sono dubbi che gli attacchi provengono dalla rete terroristica Al-Qaida, capeggiata da Osama Bin Laden, e acquartierata in Afghanistan.
Rumsfeld spiega che occorreranno due mesi per preparare la risposta militare, ma avverte che la risposta non può essere solo militare.
Bisogna utilizzare tutti gli strumenti, compresi quelli legali, finanziari, diplomatici e di intelligence.
Bush è d'accordo, ma Tenet avverte: Al-Qaida ha la sua base principale in Afghanistan, ma è ramificata in tutto il mondo. “Dobbiamo ragionare in termini di 60 nazioni” spiega Tenet.
Bush risponde: “Le affronteremo una per volta”.
(Fonte:    Washington Post  )       

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