Domande

Chi sono i cospirazionisti e cosa c'è dietro?

Le teorie della cospirazione sull'11 settembre nascono nel 2002 da un libro, “9/11: la grande menzogna” scritto dal giornalista francese Thierry Meyssan, attivista politico e grande estimatore di Fidel Castro, responsabile del network giornalistico Voltaire e membro di spicco dell'organizzazione “Axis for peace”. Il suo libro è stato tradotto in ben 27 lingue.

Da allora, sono stati scritti circa 3000 testi, nel mondo, che riprendono o criticano le teorie sulla cospirazione.

E' chiaro che non basterebbero 30.000 pagine per analizzare una a una tutte le teorie, spesso in contraddizione l'una con l'altra, che sostengono le tesi della cospirazione e del complotto.
Peraltro, queste teorie citano fatti e circostanze quasi sempre fasulli, o estrapolati dal loro contesto originario, oppure intercalati con circostanze più o meno vere per rendere estremamente difficoltoso il lavoro di riscontro alla gente comune e al giornalista poco attento e preparato.

Infatti una regola da tenere sempre bene a mente è che il bersaglio di questi personaggi non sono mai le persone preparate sull'argomento, ma la gente comune che di questi fatti conosce quel poco che ha visto in TV o letto sui giornali nei giorni successivi agli avvenimenti.
Gente che difficilmente si curerà di riscontrare i dati citati dai cospirazionisti (il lavoro di riscontro è lungo e laborioso: un cospirazionista ci mette dieci secondi a raccontare una balla, e possono occorrere ricerche approfondite per smentirla) ma che potenzialmente sarà incuriosita dal titolo di un film o di un libro, e spenderà qualche decina di euro per “scoprire la verità sull'11 settembre”, magari sotto l'ombrellone.

Interessante la dichiarazione di Thierry Meyssan a un giornalista di Al-Arabiya (13 aprile 2005, Alarabiya.net) :

Al-Arabiya : “Infine permettetemi un’ultima domanda. Riguarda il beneficio materiale e morale che avete guadagnato grazie alla vendita del vostro libro. Qualcuno parla di una enorme fortuna che vi avrebbe rapportato la vendita del vostro libro, che sarebbe il solo motivo che vi spinge ad affrontare questi argomenti molto sensibili. Come rispondete a queste citazioni?”
Thierry Meyssan: “Il successo mondiale dei miei libri ha portato molti soldi. Pero’ bisogna avere un ordine di grandezza: un libro in scala internazionale rapporta meno di un disco in scala nazionale. Questo denaro non l’ho utilizzato per me, ma per finanziare con altre persone e sviluppare l’associazione che io presidio, il Réseau Voltaire. Ho riunito intorno a me dei militanti e degli intellettuali. Ho creato diverse strutture, in Europa, nel mondo arabo e in America latina, che ricevono direttamente o indirettamente i miei diritti d’autore. Queste strutture editano dei siti d’informazione e d’analisi in diverse lingue.”

I libri e i film si vendono, e i cospirazionisti fanno soldi, spesso a spese di un popolino di “fedeli” che è disposto a credere a qualunque cosa, tanto più è fantasiosa e stravagante.
Ovviamente, immancabilmente questi soldi servirebbero per “finanziare” e “sviluppare”, non sia mai detto che finiscano nelle tasche di autori ed editori...

Certo però che alcuni termini di Meyssan sono inquietanti: riunire intorno a sé “militanti”, creare “strutture in Europa, nel mondo arabo e in America latina” che ricevono “direttamente o indirettamente” i  “diritti d'autore” , ha una strana assonanza con altro genere di organizzazioni...

Meyssan è uno dei tanti esponenti della propaganda anti-americana, e quella dell'11 settembre non è l'unica sua teoria cospirazionista. Ad esempio, Meyssan sostiene che il massacro della scuola di Beslan, in Russia, opera dei ribelli ceceni, sia stato in realtà opera della CIA ( Voltaire ).

Questa della CIA è una fobia dei cospirazionisti: qualunque cosa accada nel mondo è opera della CIA. Se vi accorgete troppo tardi che il rotolo di carta igienica è finito, è colpa della CIA.

Secondo i cospirazionisti, anche la storia del XX secolo è tutta da cambiare.
L'attacco giapponese a Pearl Harbour fu opera del governo americano.
L'Olocausto è un'invenzione ebrea.
Il Presidente Kennedy fu ucciso dai servizi segreti americani.
Le missioni Apollo sulla Luna sono una finzione cinematografica.

Talvolta le loro teorie sfociano nel delirio più completo: le scie lasciate dagli aerei nel cielo, sarebbero “scie chimiche” che contengono sostanze per alterare l'atmosfera (o per influenzare le nostre decisioni); l'Universo, i pianeti e le stelle, non esistono ma sono illusioni ottiche, e noi tutti viviamo all'interno di una Terra che è cava.

Basta fare una ricerca su Google o su Yahoo per trovare una nutrita raccolta di queste teorie.

Ai “cospirazionisti” (talvolta chiamati anche “complottisti”) si oppongono i “debunkers”, gente armata di tanta pazienza e buona volontà (occorrerebbe prendere in seria considerazione l'ipotesi di proporli per la beatificazione) che dedicano buona parte del proprio tempo a smontare pezzo per pezzo le teorie cospirazioniste, con lavori di ricerca spesso imponenti.

Ma torniamo al filo del nostro discorso.

I libri di Meyssan, hanno determinato anche una vera e propria invasione di siti Internet di “cospirazionisti” (tanto che ormai è quasi impossibile riuscire a fare una ricerca in Internet sull'11 settembre, senza imbattersi in migliaia di siti spazzatura), al punto che lo stesso Dipartimento di Stato americano è dovuto intervenire ufficialmente per smentire l'autore francese ( DOS ).

32 A sinistra, Meyssan (ovviamente quello in giacca e cravatta) espone le sue teorie in una conferenza sponsorizzata dalla lega araba .

Uno dei siti di debunking delle teorie di Meyssan, per chi voglia approfondire il discorso, è Snopes.com.

Nel 2004 arriva il primo film “cospirazionista” (o quanto meno, il primo ad avere una significativa diffusione): “In Plane Site”, pubblicizzato come “Il video che cambierà l'11 settembre”.

Il video ha cambiato ben poco, a essere onesti, ed è stato subito fatto a pezzi dai critici e dai debunkers.

Gli ha fatto seguito un secondo film, “Loose Change” che di fatto non è altro che “In Plane Site” con alcune integrazioni e un ritmo più incalzante.

Ai film si sono accompagnate pubblicazioni e conferenze di altri personaggi che hanno inteso cavalcare il filone, molti dei quali citati nella sezione “Perché le Twin Towers sono crollate” di Crono911.

In Internet è piuttosto facile trovare sia i film che le altre pubblicazioni (a dire il vero è diventato difficile non trovarle...) , e per scoprire tutte le falsità contenute negli uni e negli altri, consigliamo di dare un'occhiata a questi siti:

Popular Mechanics, una delle più prestigiose riviste scientifiche americane, ha dedicato uno “speciale” al “debunking” delle teorie “cospirazioniste”, avvalendosi della collaborazione di numerosi esperti. Si può leggere e scaricare sul sito della rivista (Popular Mechanics Marzo 2005 ).
Lo “speciale” è stato poi convertito in un vero e proprio libro (  Debunking 9/11 Myths ).

Un lavoro “monumentale” di debunking, davvero degno della beatificazione, è quello svolto da Mark Roberts nel suo sito LooseChangeGuide .

Infine, un altro sito dedicato al debunking è quello di 911Myths .

Dopo aver letto su questi siti la mole di false informazioni e di vere e proprie bugie messe in campo dai cospirazionisti, è difficile che ne vogliate più sentir parlare.

Ma fin qui abbiamo parlato di francesi e di americani.

E in Italia?

Certamente gli italiani non potevano mancare all'appuntamento, considerata la nutrita comunità di anti-americani e anti-ebrei che popolano questa Nazione, e così è stato, sia pure un po' in ritardo.

Dopo un certo rilancio delle teorie cospirazioniste su alcuni siti ben noti per le loro posizioni estremistiche e anti-americane, il punto di raccolta dei sostenitori di tali teorie è diventato il sito web Luogocomune ed il relativo forum, il cui amministratore è casualmente un regista e fotografo residente in quel di Los Angeles, negli Stati Uniti, per cui il passo a proporre il film-inchiesta di turno, intitolato “Inganno Globale” ,  è stato abbastanza breve.
Il filmato, disponibile a pagamento per la versione ad alta risoluzione e distribuito gratuitamente in quella a bassa risoluzione, non sembra aver avuto un parto troppo facile e la sua uscita ufficiale è stata più volte rimandata, con spezzoni preliminari rilasciati a intervalli irregolari.
E' probabile che la versione definitiva veda la luce nel mese di settembre del 2006: la ricorrenza quinquennale dell'11 settembre è un'occasione ghiotta, che polarizzerà l'attenzione dei mass-media.
Non a caso iniziative analoghe sono state preannunciate da altri “sostenitori” della causa cospirazionista, compreso qualche giornalista.

Non mancano i siti di debunking italiani (o in lingua italiana) che hanno prontamente raccolto la sfida. Tra questi segnaliamo, per la competenza e la completezza, il sito del giornalista Paolo Attivissimo e quello di Aribandus , con i quali l'autore di Crono911 ha da tempo un utilissimo scambio informativo.
E' giunto il momento di fare una rapida e generale disamina delle principali tesi cospirazioniste.
Ne esamineremo solo una parte, e solo nei loro caratteri generali.
Non è intendimento di Crono911 quello di fare il debunking sistematico di tutte le idiozie circolanti, e riteniamo di aver già fornito, nelle varie sezioni del documento, materiale informativo e relative fonti più che sufficienti per approfondire ogni questione.

Solitamente i cospirazionisti partono dalla premessa che gli Stati Uniti non sono nuovi all'idea di creare un “casus belli” per raggiungere determinati obiettivi di politica interna ed estera, e citano a riprova l'attacco giapponese a Pearl Harbour nel 1941, che sarebbe stato conosciuto in anticipo, provocato e favorito dagli americani, e l'operazione “Northwood” del 1962, un piano messo a punto da alcuni militari per simulare azioni offensive cubane e giustificare un'invasione dell'isola.

Le teorie cospirazioniste su Pearl Harbour sono molto vecchie, e sono state regolarmente smentite.
Peraltro, trattandosi di un episodio avvenuto più di 60 anni addietro, rispolverarlo avrebbe in ogni caso pochissimo senso.
Lo stesso ragionamento potrebbe farsi per l'Operazione Northwood: parliamo di oltre 40 anni fa.
In più, parliamo di un piano (che prevedeva la simulazione di incidenti militari causati dai cubani, ivi compreso l'abbattimento di un aereo civile radiocomandato e senza veri passeggeri a bordo) che non contemplava l'uccisione di cittadini americani innocenti, di un piano proposto da alcuni militari che probabilmente avevano preso un po' troppo sul serio la richiesta di studiare le opzioni per giustificare un'invasione di Cuba, di un piano che fu prontamente rigettato dal Governo, e – cosa più importante di tutte – di un piano (all'epoca TOP SECRET), che è stato declassificato e reso pubblico dalle stesse autorità americane.
Quest'ultimo punto è fondamentale: al contrario di quanto avviene in tanti altri paesi, in USA qualsiasi carta, persino la più segreta e imbarazzante come il piano Northwood, è accuratamente conservata e archiviata, e dopo un certo numero di anni viene resa disponibile al pubblico.
La storia del piano Northwood quindi, dovrebbe far riflettere su come certe “cospirazioni” non superino il vaglio dei politici e di come prima o poi vengano rese note.

Secondo i cospirazionisti, il “casus belli” dell'11 settembre doveva giustificare l'invasione dell'Afghanistan, terra che, sempre secondo i cospirazionisti, è di grande importanza strategica per gli americani (e non si vede perchè, visto che il paese non dispone di riserve petrolifere, è povero, e il progetto di gasdotto che dovrebbe attraversarlo non è destinato a rifornire gli USA ma i paesi dell'Asia centro-meridionale), doveva giustificare le restrizioni di privacy per i cittadini americani (ossia il Patriot Act, una legge che – come abbiamo visto in altra parte di Crono 911 – ha solo carattere temporaneo) e doveva giustificare l'invasione dell'Iraq, che invece, come ben sappiamo, è avvenuta per tutt'altra giustificazione: il possesso di armi di distruzione di massa, che poi non sono state trovate con grande imbarazzo dell'Amministrazione Bush.

E ancora una volta, queste teorie cospirazioniste contengono in sé stesse la ragione della loro insostenibilità.
Come si fa a pensare che si possa ordire e mettere in atto un complotto mastodontico come quello che sarebbe avvenuto l'11 settembre, se poi gli americani non sono stati nemmeno in grado di simulare il ritrovamento di armi di distruzione di massa in Iraq, con migliaia di chilometri quadrati di deserto in cui avrebbero potuto fare qualsiasi cosa lontano da qualsiasi occhio indiscreto?

E veniamo alla mattina dell'11 settembre.
Secondo i cospirazionisti, i dirottatori arabi non avevano le capacità per pilotare i Boeing, per cui gli aerei dovevano essere in qualche modo radiocomandati.
Abbiamo invece visto, e con dovizia di fonti e particolari, che i quattro piloti-dirottatori erano tutti in possesso di licenze di volo e si erano addestrati a lungo anche sui simulatori.
Non dovevano essere piloti provetti, non avevano necessità di saper atterrare o decollare, non dovevano conoscere a menadito procedure di volo e manuali tecnici.
Tutto quello che dovevano fare era impostare correttamente il pilota automatico, staccare il transponder, prendere i comandi nel tratto finale e pilotare l'aereo contro i bersagli assegnati.

Secondo i cospirazionisti, le Twin Towers e il WTC-7 erano minati con esplosivi, e pertanto sono stati demoliti intenzionalmente dopo gli impatti, per massimizzare i danni e la reazione popolare.
A riprova di ciò sostengono che gli incendi non potevano fondere l'acciaio e che gli edifici sono venuti giù troppo in fretta.
Nella apposita sezione sui collassi abbiamo visto che nessuno ha mai parlato di acciaio fuso e abbiamo visto che migliaia di studi ingegneristici in tutto il mondo hanno esaminato e ricostruito le ragioni dei collassi.

I cospirazionisti sostengono che il Pentagono non è stato colpito da un aereo, ma da un missile.
A riprova di ciò affermano che non sono stati rinvenuti pezzi dell'aereo, che non ci sono chiare riprese televisive dell'aereo in avvicinamento e che lo squarcio nella facciata del Pentagono è troppo piccolo per farci passare un Boeing 757.
In realtà sono stati rinvenuti centinaia di pezzi dell'aereo, e ci sono anche molte foto che li mostrano. L'assenza di chiare riprese televisive non deve certo stupire: le uniche riprese chiare dell'11 settembre sono quelle dell'impatto al WTC-2, perchè le telecamere di mezzo mondo erano puntate in quella direzione per riprendere il WTC-1 che bruciava.
Se non ci fosse stata una casuale ripresa di una TV privata (e peraltro anche quella di pessima qualità) non avremmo nemmeno un filmato dell'impatto al WTC-1 (e certamente i cospirazionisti direbbero che è stato un missile).
Due telecamere di sicurezza del Pentagono hanno ripreso l'arrivo dell'aereo e l'impatto.
Sono riprese di pessima qualità, ma si tratta di telecamere destinate al controllo degli accessi  perimetrali, non certo di telecamere ad alta velocità e alta qualità che si usano in Formula Uno o nelle manifestazioni aeree!
Né si vede la ragione per cui una telecamera di sicurezza debba essere puntata verso il cielo, anziché verso l'edificio da controllare!
Non è poi per nulla vero che lo squarcio al Pentagono sia piccolo.
Innanzitutto non siamo noi (né i “cospirazionisti”) ad avere le competenze tecniche per poter dire quanto debba essere grande lo squarcio provocato da un Boeing 757 che si schianta a oltre 800 km/h contro la facciata di un edificio militare, peraltro recentemente rinforzata contro gli attentati esplosivi.
Come si fa a sentenziare una cosa del genere, se non si conoscono esattamente le caratteristiche costruttive dell'edificio, i materiali impiegati, ecc...?
Queste sono valutazioni che solo un ingegnere strutturale può fare.
E sono state fatte.
L'ASCE (che riunisce gli ingegneri civili americani) e il SEI (istituto degli ingegneri strutturali) nel 2003 hanno pubblicato un dettagliato rapporto sull'impatto al Pentagono, sui danni, e sul conseguente collasso di parte della struttura.
Il rapporto è intitolato “The Pentagon Building Performance Report” ed è pubblico.
Nel rapporto leggiamo innanzitutto che la parte di facciata devastata dall'impatto è lunga 120 piedi (37 metri), mentre la larghezza totale (ali comprese) di un Boeing 757 è di 125 piedi (38 metri). I due valori sono quindi compatibili, e va pure considerato che l'aereo è arrivato con un angolo di 45 gradi circa rispetto alla facciata, per cui l'intera dinamica dell'impatto è diversa da un urto frontale.
Dal sito della Boeing possiamo verificare come la larghezza delle fusoliera del 757 sia di appena 3,7 metri .
La sezione più “dura” (che comprende la fusoliera, i due motori ed i carrelli) è larga meno di 20 metri, che in 37 metri ci stanno e ci avanzano parecchio.

33Nell'immagine a sinistra, tratta dal citato rapporto, vediamo una ricostruzione in scala dei danni e della sagoma del 757 con l'inclinazione con cui ha impattato.
L'intera sezione colpita è collassata pochi minuti dopo l'impatto.

Ma c'è di più.

L'immagine qui sotto, che non proviene dal rapporto ma da un gruppo di ricerca indipendente (911Research) mostra in scala la sagoma del B-757, la sua traiettoria, i pali della luce divelti dall'aereo (in giallo), il camion generatore colpito dall'aereo un attimo prima dell'impatto (in verde) e le colonne portanti distrutte all'interno del Pentagono. I pallini arancioni (Exit Holes) tra l'anello C e il B corrispondono ai punti in cui rottami e fiamme sono fuoriusciti nel corridoio aperto denominato AE Drive.
Si noti come tutto (e in particolare la distanza tra i pali della luce) è perfettamente compatibile con la larghezza del B-757 (38 metri). Al contrario, non esistono missili così grandi!

Quanto ai rottami, come abbiamo detto ce ne sono a migliaia.


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Nell'immagine qui sotto, contenuta nel citato rapporto ASCE / SEI, sono evidenziati i punti, all'interno del Pentagono, in cui sono stati rinvenuti i corpi dei passeggeri (in verde e in bianco) identificati con l'esame del DNA, il registratore dei dati di volo dell'aereo o “scatola nera” e uno dei carrelli di atterraggio (entrambi in nero e in prossimità del grosso “foro di uscita” sul corridoio AE).

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Già questo dovrebbe bastare a chiudere il discorso.
Ma ci sono anche innumerevoli foto dei numerosi rottami sparsi sia sul prato antistante il Pentagono, che nell'edificio.
Ne mostriamo alcuni esempi:

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Da sinistra a destra, in alto: camera di combustione del motore, sezione del compressore del motore, cerchione del carrello. Nella fila in basso: carrello, parte di turbina del motore, frammenti sul prato tra i quali in primo piano uno con i colori della fusoliera dell'American Airlines.

42Nessun dubbio che i rottami provengano dal Boeing 757 dell'American Airlines, come attesta un dettagliato studio degli ingegneri aerospaziali ed esperti di Aerospaceweb , da cui abbiamo estrapolato questa immagine, a sinistra, che dimostra la corrispondenza di alcuni pezzi con le parti della turbina RB211 che costituisce il propulsore del Boeing 757 del volo AA77.


Non mancano nemmeno le foto dei rottami del volo UA93, che si è infilato in un campo della Pennsylvania.

Ne mostriamo qualcuna qui sotto.

Le due scatole nere (che in realtà sono rosse) del volo UA93, un motore, una parte di fusoliera.
Il volo UA93 si è in buona parte infilato letteralmente nel terreno.

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Ovviamente i cospirazionisti non si fermano qui: le teorie, come abbiamo detto, sono migliaia, spesso in contrasto l'una con l'altra (c'è chi sostiene che i danni al Pentagono siano troppo grandi per essere causati da un aereo, per cui è stato un missile; e c'è chi sostiene che i danni al Pentagono siano troppo ridotti per essere stati causati da un aereo, per cui è stato un missile)!

Per gli ulteriori approfondimenti, per chi è interessato a questo tipo di argomento, rimandiamo ai siti di Attivissimo e di Aribandus, che abbiamo segnalato più sopra e che troverete anche tra i link menzionati, nei Ringraziamenti alla fine di Crono911.

Concluderemo questa Sezione con alcune considerazioni.

Le teorie dei cospirazionisti sull'11 settembre sono le più disparate: aerei radiocomandati, missili, esplosivi, persino UFO e piccole testate nucleari, il tutto infarcito con migliaia di così tante “prove” che se soltanto l' 1 % di esse fossero vere, ci sarebbe da chiedersi quanto idioti possano essere la CIA e l'FBI per lasciare così tanti indizi !
Mille ipotesi, quelle dei cospirazionisti. Una sola verità, quella dei fatti. Perché di fantasie se ne possono fare all'infinito, ma la verità è una sola.

Peraltro, le leggi della natura e della fisica, che tante volte ci spiazzano con effetti sorprendenti e apparentemente impossibili (chi crederebbe mai all'esistenza delle trombe d'aria o dei fulmini, se non li avesse visti con i propri occhi o almeno in fotografia o in televisione?), l'11 settembre 2001 ci hanno fornito la più grande evidenza di quanto è successo.

Pensate ai tre edifici colpiti direttamente dagli aerei: le Twin Towers e il Pentagono.
Tre edifici colpiti, tre strutture collassate.

Pensate a tutti gli edifici del complesso WTC: sette edifici, tutti e sette collassati o distrutti.

Pensate alla sorte dei quattro aerei: tutti e quattro scagliati intenzionalmente contro un bersaglio, alla massima velocità (il volo UA93 non ha raggiunto il bersaglio programmato ma in ogni caso è stato intenzionalmente puntato verso il terreno): tutti e quattro letteralmente inghiottiti nel loro bersaglio.

Non ha alcun senso cercare analogie tra i quattro impatti dell'11 settembre e gli incidenti aerei. In questi ultimi, il pilota cerca di evitare l'impatto, cerca di ridurre le velocità, cerca di ridurre i danni al contatto con il terreno, e quasi sempre gli incidenti capitano nelle fasi più delicate del decollo e dell'atterraggio, quando le velocità in gioco sono basse.
L' 11 settembre del 2001 quattro piloti hanno intenzionalmente scagliato i loro aerei, carichi di carburante, alla massima velocità possibile.
Non ci sono precedenti in questo.

E' l'11 settembre stesso, nella sua sequenza di avvenimenti, che ha creato i precedenti.
E tutti e quattro gli impatti hanno determinato identici effetti.
Edifici collassati, aerei inghiottiti e in buona parte disintegrati.

Così, non ha senso chiedersi dove siano finite le ali del 757 che si è schiantato contro il Pentagono: nemmeno delle ali dei due Boeing che si sono schiantati contro le Twin Towers c'è traccia.
E nemmeno delle ali del Boeing che si è infilato nel terreno c'è traccia.

Osservate le “ferite” lasciate dai quattro impatti.

Sotto. North Tower (a sinistra) e South Tower (a destra):

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Sotto. Pentagono (a sinistra, ricostruzione grafica, la breccia nelle foto disponibili è nascosta dal fuoco e dal fumo, dai getti di acqua e schiuma dei vigili del fuoco, e infine coperta dal collasso della sezione colpita). Shanksville (a destra).

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Quattro lacerazioni, quattro brecce del tutto analoghe, che hanno inghiottito quattro aerei e le persone che vi erano a bordo.

Di fronte a questa disarmante evidenza, come si fa a dire: “Lì è stato un aereo radiocomandato, là è stato un missile, e qua è stata una bomba?”.

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