Domande

Perchè le Twin Towers sono crollate?

La domanda sembrerà insensata, ai più.

Ma come, due aerei, pesanti ciascuno più di cento tonnellate, carichi di carburante, colpiscono in pieno due grattacieli a oltre 800 km/h, sviluppando ciascuno l'energia equivalente di un piccolo ordigno nucleare (fonte Stanford Report ) e c'è bisogno di chiedersi come mai sono crollati?

Bhè, sapete come vanno le cose... c'è chi sostiene che l'uomo non sia mai andato sulla Luna, che l'Olocausto sia un'invenzione degli ebrei... e c'è chi sostiene che le Twin Towers non sono crollate ma sono state demolite intenzionalmente nell'ambito di un fantasmagorico complotto in cui sono coinvolti, oltre ovviamente a tutti gli enti governativi americani, anche governi e scienziati del mondo intero.

E poiché queste visioni allucinate finiscono per attirare l'interesse dei mass-media, è probabile che qualcuno del lettori ne abbia sentito parlare.

Chiariamo quindi come stanno le cose.

I “cospirazionisti”, così vengono comunemente chiamati coloro che sostengono le teorie della demolizione controllata e del super-complotto, essenzialmente basano le loro elucubrazioni su questo schema di pseudo-ragionamento:

  1. Le Twin Towers, 110 piani, avevano una struttura portante costituita da travi, colonne ed elementi in acciaio (“acciaio strutturale”).
  2. Non è mai successo che una struttura in acciaio sia crollata per effetto del fuoco.
  3. Il calore sviluppato dagli incendi nelle Twin Towers non era sufficiente a fondere l'acciaio.
  4. Oltre alle Twin Towers, è collassato anche un altro grattacielo, il WTC-7, 47 piani, che non era stato colpito dagli aerei.
  5. Le Twin Towers (WTC-1 e WTC-2) e il WTC-7 sono venute giù troppo in fretta, a una velocità che è pari a quella di caduta libera, e questo è incompatibile con un normale collasso.
  6. Durante il collasso, si notano degli strani sbuffi di fumo, come quelli che si vedono nelle demolizioni controllate, e si sente il rumore di esplosioni.
  7. Le strutture si sono sgretolate e polverizzate, il che è tipico effetto di un'esplosione.
  8. Il proprietario del complesso del WTC è un certo Larry Silverstein, che poche settimane prima aveva assicurato i grattacieli per svariati miliardi di dollari, e pertanto ha ricavato un immenso guadagno dalla loro distruzione.
  9. A sostegno della teoria delle demolizioni controllate con l'uso di esplosivi, ci sono eminenti scienziati come il Professor Steven Jones, il Professor David Ray Griffin, il Professor James H. Fetzer, l'esperto dott. Kevin Ryan.

 Come capita spesso, queste teorie si basano su assunti talvolta parzialmente veri (e facilmente verificabili) e spesso totalmente falsi (che richiedono un minimo di ricerche per essere verificati) in maniera da poter ingannare il cittadino comune e persino il giornalista che non si curino di verificare tutti gli assunti.
Esaminiamo i 9 punti.

  1. L'affermazione è vera. La struttura portante delle Twin Towers era costituita da una serie di colonne centrali in acciaio (chiamata “core”) e una struttura esterna di travi in acciaio.
  2. L'affermazione è vera, ma fuorviante. Effettivamente non è mai successo che un edificio con strutture portanti in acciaio sia completamente collassato per effetto del fuoco prima dell'11 settembre 2001, ma non è mai successo che una struttura in acciaio sia stata aggredita dal fuoco DOPO aver subito l'impatto di un aereo pesante oltre 100 tonnellate alla velocità di 800 km/h !
  3. L'affermazione probabilmente è vera, ma fuorviante. Non risulta che il calore degli incendi nei grattacieli del WTC abbia raggiunto livelli tali da fondere l'acciaio. Il punto è che nessuno sostiene che la struttura in acciaio delle Twin Towers si sia fusa: l'acciaio si indebolisce per effetto del calore intenso e prolungato, e il calore raggiunto dagli incendi nel WTC era più che sufficiente a compromettere le qualità di resistenza dell'acciaio strutturale impiegato nella costruzione. La tabella sotto mostra come la resistenza dell'acciaio strutturale diminuisce per effetto del calore, fino a ridursi a meno del 20 % a 800 gradi, che è la temperatura di combustione del kerosene (il carburante degli aerei).


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  4. Affermazione vera, e fuorviante. Il WTC-7 non è stato colpito dagli aerei, però è stato colpito dalle macerie (centinaia di migliaia di tonnellate) delle Twin Towers che crollavano, riportando gravi danni strutturali, cui hanno fatto seguito incendi incontrollati. Infatti non sono crollati solo il WTC-1, WTC-2 e WTC-7, ma anche tutti gli altri edifici che costituivano il complesso del WTC. La foto in basso a sinistra evidenzia l'angolo sud-ovest del WTC-7 sventrato dall'impatto delle macerie dei WTC-1 e WTC-2, mentre la foto in basso a destra mostra il WTC-7 completamente investito dalle macerie al momento dei crolli, che hanno provocato un vero e proprio piccolo terremoto, le cui scosse sono state rilevate persino dai sismografi dei centri geologici.


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  5. L'affermazione è priva di significato: ammesso che le Torri e il WTC-7 siano venuti giù a una velocità “impossibile”, non si vede in che modo questo dovrebbe dimostrare che si è trattato di una demolizione controllata. Gli esplosivi utilizzati nelle demolizioni distruggono gli elementi portanti di una struttura, tutto qui. Che gli elementi portanti siano distrutti da un'esplosione controllata, o cedano per effetto del calore e degli impatti, la struttura poi crolla a una velocità che non dipende certamente dalle ragioni per cui gli elementi portanti sono venuti a mancare! Peraltro, è del tutto falso che la velocità dei collassi del WTC abbia sfidato le leggi della natura. Come ben evidenzia la foto qui sotto, una delle tante, gli elementi che precipitano nel vuoto sono molto più veloci e precedono di gran lunga il “fronte” del collasso, per cui la velocità del collasso è ben inferiore a quella massima fisicamente possibile (ossia la velocità di caduta nel vuoto, tenuto conto della minima resistenza offerta dall'aria). Si notino infatti i grossi frammenti di struttura che precipitano tutto intorno al grattacielo: questi frammenti stanno precipitando nell'aria senza nulla che li spinga o li trattenga, quindi sono in caduta libera, e hanno notevolmente distanziato il fronte del collasso che pertanto sta venendo giù a una velocità di gran lunga inferiore a quella di caduta libera, come è logico che sia, visto che il collasso procede vincendo la resistenza opposta dalle strutture inferiori. Dove sta quindi il mistero? Dove sta la dimostrazione che si tratterebbe di una demolizione controllata? Probabilmente a queste domande dovrebbe rispondere uno psichiatra...


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  6. 23Altra affermazione del tutto priva di significato. Sbuffi di fumo e rumore di esplosioni. Stiamo parlando del collasso di un grattacielo di 110 piani, c'è tanto da meravigliarsi se nel momento in cui i piani superiori schiacciano quelli inferiori, si verifica uno sbuffo di fumo? C'è tanto da meravigliarsi se in 110 piani in cui la gente viveva e lavorava, ci sono condutture, serbatoi, bombole che esplodono? Badate bene che nessun filmato autentico e non manipolato vi mostrerà gli sbuffi di fumo INSIEME al suono delle esplosioni. Infatti il suono di alcune esplosioni è stato udito durante gli incendi, anche un'ora prima dei crolli, come testimoniano le comunicazioni radio dei vigili del fuoco, le cui trascrizioni complete sono state acquisite dall'autore di Crono911. Gli sbuffi di fumo, invece, non sono per nulla accompagnati dal suono di esplosioni, al massimo dal rombo del collasso. Osservate la sequenza di immagini proposta qui a sinistra. La linea arancione è stata tracciata unendo tre identici punti nei fotogrammi, allo scopo di fornire un elemento di raffronto che dimostra che tra un fotogramma e l'altro non sono stati cambiati l'ingrandimento o altri fattori dimensionali. Nel fotogramma superiore, osserviamo la grande antenna sul tetto della North Tower, il fumo che esce da vari punti dell'edificio in preda alle fiamme, e notiamo un fronte di incendi che interessa un'intera linea di finestre sullo stesso piano, in basso. Adesso osserviamo il secondo fotogramma, quello centrale,  un po' come si fa per confrontare due vignette apparentemente identiche per scoprire le differenze. Notiamo che l'estremità bianca dell'antenna, a malapena visibile nel fotogramma superiore, adesso è entrata notevolmente nell'inquadratura: l'antenna sta sprofondando, e questo testimonia che il collasso è appena iniziato. Notate segni di esplosioni? Sbuffi sospetti? Niente. E passiamo ora al terzo fotogramma, quello inferiore. Adesso è chiaro che l'antenna (nel cerchietto rosso), e tutta la struttura superiore del grattacielo, sta sprofondando, e come è logico che sia, dai piani schiacciati dalla struttura che cede, fuoriescono  fumo e fiamme, e si noti che le fiamme (evidenziate da un altro cerchietto rosso) fuoriescono esattamente dallo stesso incendio che interessava la linea di finestre visibile nei precedenti fotogrammi. Quindi: prima inizia il collasso, e POI fuoriescono fumo e fiamme. In una demolizione controllata, dovrebbe succedere esattamente il contrario...
  7. Affermazione del tutto falsa. Le strutture si sono sgretolate, certo, come è normale che sia, visto che gli edifici sono crollati e non si sono certo poggiati su un lato tutti interi. Ma non è per nulla vero che si siano “polverizzate”. Basta guardare una delle migliaia di foto scattate tra le rovine del WTC, come quella qui sotto, per scoprire che le macerie sono tutt'altro che polverizzate.


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  8. Anche questa affermazione è falsa. Larry Silverstein non era proprietario né delle Twin Towers né del WTC-7. L'uomo, a capo di una cordata di investitori, aveva semplicemente affittato le Twin Towers, così come aveva affittato il WTC-7. L'intero complesso del WTC, infatti, è di proprietà dell'Autorità Portuale di New York: si tratta di edifici pubblici, non privati. Il gruppo di investitori capeggiato da Silverstein aveva sborsato 3,2 miliardi di dollari per affittare le Twin Towers per un periodo di 99 anni, e poiché il contratto prevedeva che Silverstein e soci dovessero onorare il canone di affitto, qualunque cosa accadesse al WTC, è più che normale che gli investitori abbiano deciso di stipulare una polizza assicurativa, che peraltro copriva esclusivamente il valore del contratto di affitto, e non i ricavi che il gruppo di Silverstein avrebbe ottenuto sub-affittando gli spazi commerciali del WTC. Le assicurazioni, al termine di una dura battaglia legale, hanno dovuto riconoscere un indennizzo di circa 5 miliardi di dollari, perchè i due impatti sono stati considerati due eventi distinti dal punto di vista assicurativo, e non un unico attacco. La ricostruzione del WTC comporta un spesa di circa 7 miliardi di dollari, che l'Autorità Portuale non è tenuta a sborsare: come abbiamo detto, per 99 anni il WTC è stato affittato, a prescindere da qualunque accadimento. Silverstein e i suoi soci, quindi, hanno versato 3,2 miliardi di dollari e hanno ottenuto un risarcimento di 5 miliardi di dollari, il che significherebbe un guadagno di 1,8 miliardi di dollari. Ma questo calcolo non tiene conto degli introiti che Silverstein e il suo gruppo vengono a perdere, perchè ovviamente gli spazi commerciali da sub-affittare (un milione di metri quadrati nell'area più costosa di tutto il mondo) non esistono più. Per non parlare della distruzione del WTC7, altri 185.000 metri quadrati di superficie commerciale. La perdita in termini reali, per Silverstein e soci, è stata valutata in circa 30 miliardi di dollari. Altro che guadagno. E difatti, per recuperare le perdite, il gruppo di Silverstein è intenzionato a investire i 7 miliardi di dollari necessari per ricostruire il WTC. Il che significa che Silverstein (e soci) alla fine avranno sborsato 3,2 miliardi di dollari di affitto e 7 miliardi di dollari di ricostruzione, a fronte di un risarcimento di 5 miliardi di dollari: una perdita secca di oltre 5 miliardi di dollari per potersi ritrovare nella condizione di poter mettere a frutto quegli spazi commerciali rasi al suolo (e dopo aver comunque perso quasi dieci anni di ricavi). A fronte di questi dati, che sono indiscutibili, c'è quindi da chiedersi come mai i “cospirazionisti” abbiano puntato così decisamente il dito contro Silverstein. La risposta è una sola. Silverstein ha un grosso “difetto”: è ebreo. E se si tiene conto che le teorie cospirazioniste sull'11 settembre vanno di pari passo con quelle che negano l'Olocausto, tutto assume un senso.

    Fonti sulla vicenda finanziaria del WTC e di Larry Silverstein:

    NY1 News
    Bloomberg
    Emporis Buildings

  9. Gli “esperti” che sostengono le teorie sulle demolizioni controllate, spesso citati con i loro titoli roboanti sono esperti sì... ma non certo di ingegneria strutturale né di demolizioni. Il Professor Steven Jones è docente di fisica all'Università di Brigham Young ed è specializzato nella fusione fredda, e le sue teorie sono state confutate dai suoi stessi colleghi della BYU, compresi i docenti della facoltà di ingegneria civile ( NextNews , BYU ), ben più preparati di lui sull'argomento. Steven Jones non è nuovo a “clamorose rivelazioni”: egli sostiene con convinzione che Gesù Cristo è stato in Sud America ( BYU ); il Professor David Ray Griffin è un... docente in pensione di filosofia della religione e di teologia, che in passato si è dedicato con interesse anche alla parapsicologia e alla telecinesi... ( Bibliografia ), su di lui è inutile aggiungere altro! ; Il Professor James H. Fetzer è un... docente di filosofia ! ( UMD ). E infine, ci resta il dott. Kevin Ryan, il quale, spacciandosi per un esperto della Underwriters Laboratories (una società che si occupa dei controlli di qualità in svariati settori) ha dichiarato che l'acciaio del WTC, sottoposto a controlli da parte della propria azienda, non poteva aver ceduto per effetto del calore degli incendi. Kevin Ryan è poco più di un ciarlatano: egli era effettivamente impiegato presso una sussidiaria della Underwriters Laboratories, ma nel settore dei controlli di qualità... sull'acqua! Né la Underwriters Laboratories aveva mai effettuato controlli di qualità sulle strutture di acciaio del WTC. Kevin Ryan è stato sbugiardato e licenziato, ma trova ancora grande credito presso i cospirazionisti, che fanno finta di non conoscere la verità ( SB TribuneUL ). Questi, dunque, sono gli “esperti” che supportano le tesi dei cospirazionisti.

Proprio a proposito di esperti, deve far pensare la circostanza che migliaia di esperti (veri) in tutto il mondo, esperti di ingegneria civile e strutturale, esperti di strutture in acciaio, esperti di anti-incendio, hanno analizzato i collassi del WTC per spiegarli nei minimi particolari, spesso con l'aiuto di costose e sofisticate simulazioni computerizzate. Nessuno di loro ha mai individuato il benchè minimo indizio di demolizioni controllate.
Questo significherà pur qualcosa.

Le ragioni per cui gli esperti hanno analizzato a fondo i collassi, risiedono nella necessità di comprendere il comportamento delle strutture e dei sistemi anti-incendio a fronte di eventi così catastrofici, allo scopo di progettare strutture più sicure e di migliorare le procedure di evacuazione.
L'11 settembre del 2001 sono state evacuate decine di migliaia di persone dagli edifici del WTC, ma resta il fatto che circa tremila sono rimaste intrappolate nelle Twin Towers e non si è riusciti a evacuarle, nonostante il sacrificio di centinaia di vigili del fuoco e poliziotti.

L'eventualità di altri attentati terroristici contro altre strutture simili, è un rischio reale, per cui è necessario individuare le misure che consentano di ridurre al minimo le conseguenti perdite umane.

Il primo rapporto sul comportamento delle strutture del WTC l'11 settembre del 2001 è venuto dal gruppo congiunto FEMA / ASCE.
Il FEMA è l'agenzia americana che si occupa dell'analisi, prevenzione e gestione dei grandi disastri, mentre l'ASCE è l'ente che riunisce gli Ingegneri Civili americani.
Il gruppo di studio, denominato PBS, era composto da decine tra i migliori esperti in ingegneria strutturale, in comportamento delle strutture sottoposte a fuoco e calore, in collassi strutturali, in tecnologia dei materiali ecc...
Il PBS ha presentato le sue conclusioni nel 2002, che non vanno considerate come definitive, ma preliminari.

FEMA / ASCE World Trade Center Perfomance Study (2002)
FEMA 403

Infatti già nell'Executive Summary (Execsum)  il rapporto dice:
“Con le informazioni disponibili al momento, la sequenza di eventi che ha portato al collasso di ciascuna torre non può essere determinata in via definitiva”

Ancora in Execsum, leggiamo:
“Il Team ha eseguito rilevazioni sul campo, nel sito del WTC e nei cantieri dove è stato depositato l'acciaio, ha rimosso e testato campioni delle strutture collassate, ha visionato centinaia di ore di filmati e migliaia di fotografie, ha condotto interviste a testimoni e a persone coinvolte nella progettazione, costruzione e manutenzione di ciascuno degli edifici colpiti, ha riesaminato i documenti costruttivi e ha condotto analisi preliminari dei danni alle Torri del WTC”.

Si noti pure che le macerie non furono rapidamente dismesse, come qualcuno sostiene: gli esperti hanno potuto analizzarle sia sul posto (“Ground Zero”) che nei siti dove furono stoccate, e hanno diligentemente rimosso campioni delle strutture.

L'Execsum presenta già quelle che saranno le conclusioni del rapporto (che poi è suddiviso in una serie di sezioni e capitoli, per ogni struttura interessata dagli attacchi):
“Il danno strutturale sostenuto da ciascuno dei due edifici come risultato degli attacchi, fu enorme. Il fatto che le strutture furono in grado di sostenere questo livello di danni e rimanere in piedi per un certo periodo di tempo è rimarcabile ed è la ragione per cui la maggior parte delle persone che le occupavano riuscirono a evacuarle in sicurezza. Eventi di questo tipo, che risultano in danni così sostanziali, non sono generalmente tenuti in considerazione in sede progettuale... le analisi preliminari... suggeriscono che... gli edifici avrebbero potuto restare in piedi così danneggiati se non fossero stati sottoposti a una qualche significativo fattore aggiuntivo. E difatti le strutture dovettero sopportare un ulteriore, simultaneo e severo fattore di carico determinato dal fuoco causato dagli impatti... la grande quantità di carburante trasportata da ciascun aereo prese fuoco al momento dell'impatto negli edifici. Una parte significativa di questo carburante si consumò immediatamente nelle palle di fuoco conseguenti... il calore prodotto da questo carburante in fiamme di per sé stesso non appare sufficiente a innescare i collassi strutturali. D'altro canto, nel momento in cui il carburante in fiamme si riversava attraverso vari piani degli edifici, esso innescò l'incendio di gran parte dei materiali contenuti in essi, causando incendi simultanei in vari livelli di entrambi gli edifici... su un periodo di molti minuti questo calore ha indotto stress aggiuntivi alle strutture danneggiate e contemporaneamente le ha ammorbidite e indebolite. I carichi aggiuntivi e i danni risultanti furono sufficienti a indurre il collasso di entrambe le strutture... questo studio non ha rilevato la presenza di specifiche caratteristiche strutturali sotto gli standard, anzi molte caratteristiche progettuali strutturali e di protezione dagli incendi sono risultate superiori ai minimi richiesti”.

Nel Capitolo 1 (Introduzione) troviamo un dato preliminare importantissimo: le Twin Towers erano state progettate per resistere all'impatto di un Boeing 707 al peso di 263.000 libbre alla velocità di 180 miglia orarie (si ipotizzava un aereo che, in fase di atterraggio nella nebbia, colpisse accidentalmente una delle Towers). Invece le Twin Towers furono colpite da due Boeing 767 pesanti 274.000 libbre a velocità di oltre 470 miglia orarie.

25Nel Capitolo 2, dedicato al comportamento dei WTC 1 e 2, il rapporto presenta una serie di evidenze che dimostrano che non solo la struttura esterna delle Twin Towers fu danneggiata gravemente dagli impatti, ma anche parte della struttura portante centrale (il “core”).

La figura 2.17  del Capitolo 2 (qui a sinistra), evidenzia la distribuzione di rottami di aereo e di struttura al 91mo piano del WTC-1 e mostra come l'impatto abbia seriamente travolto e lesionato buona parte della struttura centrale della Torre, proprio quelle sezioni costituenti il “core” di sostegno dell'edificio.

Una successiva figura (la 2.19) evidenzia come, in condizioni normali, le colonne centrali sostenevano il 60 % del peso strutturale, mentre quelle perimetrali sostenevano il 40 % di esso.
Dopo gli impatti, il peso dell'edificio fu ridistribuito strutturalmente sulle colonne centrali e perimetrali ancora integre, e la struttura riuscì in qualche modo a trovare un assetto stabile.
A quel punto intervenne il fattore incendi.
Il rapporto calcola che una certa parte di carburante bruciò fuori dagli edifici o si consumò quasi istantaneamente, mentre una parte valutabile in circa 4.000 galloni continuò a bruciare, riversandosi al di sotto su vari piani, attraverso vani di scale e di ascensori ecc...
Il rapporto documenta anche l'effetto esplosivo determinato dalla combustione del carburante e dei suoi aerosol nei vani ascensori, effetto che ha generato sovra-pressioni tali da distruggere le finestre delle Torri moltissimi piani più in basso, e causare danni alle pareti dei vani ascensori a partire dal 23° piano, così come riferito anche dai vigili del fuoco.
Secondo il rapporto, la combustione completa del carburante residuo avvenne entro cinque minuti dall'impatto, ma questo tempo fu più che sufficiente per innescare numerosi incendi nei materiali infiammabili presenti nelle Torri.
Questi incendi furono ulteriormente alimentati dal costante apporto di aria fresca proveniente dalle aperture causate dagli impatti.

Il rapporto offre anche una plausibile spiegazione delle ragioni per cui il WTC-2, nonostante fosse stato colpito dopo il WTC-1, fu il primo a collassare.
Infatti gli esperti hanno calcolato che la velocità di impatto del volo AA11 contro il WTC-1 fu di 470 miglia orarie, contro le 590 della velocità di impatto del volo UA 175 contro il WTC-2.
Questa differenza di velocità è più che sufficiente a determinare un grado di danneggiamento delle colonne del “core” del WTC-2 in misura significativamente più grande rispetto al WTC-1.
Inoltre, il WTC-2 fu colpito circa 20 piani più sotto rispetto al WTC-1, e pertanto le colonne superstiti dovettero farsi carico di un peso ancora maggiore (20 piani in più).

L'ulteriore indebolimento strutturale conseguente al calore degli incendi, ha quindi determinato i collassi, prima del WTC-2 e poi del WTC-1, collassi iniziati ai livelli più danneggiati (coincidenti con quelli interessati dagli impatti).
Il collasso ha determinato la trasformazione dell'enorme energia potenziale della parte di struttura che si trovava al di sopra del punto di collasso, in energia cinetica, dando vita a una massa in rapida accelerazione che impattava il livello sottostante, aggregandosi ad esso, e insieme ad esso determinando una massa ancora maggiore che accelerava impattando il piano immediatamente sottostante, e così via.

Il rapporto, sulla base delle riprese fotografiche e della posizione dei rottami, ritiene che la parte superiore del WTC-2 sia collassata con inclinazione sud-est, mentre la parte inferiore sia collassata con inclinazione nord-ovest.

Nei successivi capitoli, il rapporto si sofferma sull'analisi dei danni e dei collassi che hanno interessato gli altri edifici del WTC.

In particolare il capitolo 5 esamina in 32 pagine il collasso del WTC-7.

Nell'analizzare la costruzione del WTC-7, a pagina 7 il rapporto spiega che all'interno dell'edificio vi erano numerosi serbatoi di combustibile destinati ad alimentare i sistemi di generazione di energia elettrica, per un totale di quasi 7.000 galloni di combustibile, distribuiti su vari piani, in particolare tra il 2° e il 9° piano. Altri 18.000 galloni erano situati a livello del suolo.

Il rapporto si sofferma su due cause principali: gli incendi scoppiati nel WTC-7 (probabilmente innescati dagli incendi del WTC-1) tra i piani 6° e 19°, ed i danni causati alla struttura del WTC-7, e in particolare al suo angolo sud-ovest, ai piani tra l' 8° e il 20° nonché al 24°, al 25° e a quelli compresi dal 39° al 46°.

Si noti che gli incendi tra il 6° ed il 9° piano hanno potuto “beneficiare” della presenza di oltre seicento galloni di combustibile, contenuti nei serbatoi di alimentazione per i generatori di emergenza presenti in quei piani.

Gli incendi sono andati avanti del tutto incontrollati, sia per la sostanziale inefficacia dell'impianto automatico di spegnimento incendi, dovuta alla rottura della condotta principale di acqua causata dai crolli dei WTC-1 e 2, sia perchè i vigili del fuoco avevano desistito da ogni tentativo di contrastare il fuoco, per evitare la perdita di ulteriori vite umane.

Per questa ragione, gli incendi si sono estesi interessando progressivamente molti altri piani, oltre quelli iniziali, ed in particolare il piano 5° ed i piani compresi tra il 28° ed il 30°.

Il rapporto evidenzia che ai piani 5° e 7° del WTC-7 erano situati elementi strutturali importanti per il sostegno dell'intera struttura, elementi che “trasferivano” i carichi dei piani superiori distribuendoli su altri elementi strutturali e sulle fondamenta.

Il piano 5° e 7° , quindi, che contenevano importanti componenti strutturali, sono anche due dei piani aggrediti dagli incendi incontrollati.

Dalle analisi del materiale fotografico, il rapporto evidenzia pure che la natura degli incendi andò mutando nel corso delle sette ore in cui il WTC-7 bruciò, passando alla combustione della nafta contenuta nei citati serbatoi di emergenza (sulla base del colore del fumo)  ed il calore generato andò progressivamente incrementandosi (sulla base della densità e fluidità del fumo).

Anche la struttura del WTC-7 subì due distinti stress traumatici: quello provocato dalle macerie dei WTC-1 e 2, che investirono il WTC-7, e quello provocato dal calore degli incendi.

Un altro aspetto interessante del rapporto è il calcolo dei tempi di collasso: il collasso inizia alle ore 17.20.33 e termina alle ore 17.21.10. Il tempo totale è quindi di ben 37 secondi (e non i pochi secondi di cui parlano i cospirazionisti).

Il rapporto onestamente afferma che non è possibile, con i dati disponibili, determinare in quale misura il fuoco e i danni strutturali abbiano ciascuno contribuito a innescare il collasso, ma ritiene che il collasso abbia interessato le strutture portanti ubicate tra il 5° ed il 7° piano, indebolite dall'esposizione a ben sette ore di fuoco.

La particolare formula costruttiva del WTC-7, con la distribuzione dei carichi su elementi orizzontali anziché verticali, ha determinato la sua implosione verso l'interno.

Tutto questo, quindi, dicevano il FEMA e l'ASCE già nel 2002, in quella che va considerata come un'indagine preliminare, per quanto accurata, finalizzata a fornire le prime risposte immediate.

Ma l'indagine tecnica più vasta sarebbe stata portata avanti dal NIST, l'Istituto americano per gli Standard Tecnologici.
Il NIST nel 2005 ha presentato il suo rapporto, denominato NCSTAR-1 che analizza in maniera scientifica tutti i dati disponibili sulla tragedia del WTC, ed in particolare dei WTC-1, WTC-2 e WTC-7, per ricostruirne ogni minimo dettaglio.

Il rapporto del NIST (settembre 2005)
NCSTAR 1

Anche in questo caso si tratta di una serie di rapporti principali e di rapporti complementari, per un totale di oltre 10.000 pagine. I rapporti sono tutt'altro che chiusi: quelli sul WTC-1 e WTC-2 sono ormai definitivi, mentre quelli sul WTC-7 sono in via di completamento. Inoltre nuovi dati possono essere integrati, specialmente per quanto riguarda le raccomandazioni per la progettazione di nuovi edifici e per il miglioramento della sicurezza di quelli esistenti.

Il lavoro è così suddiviso:
NCSTAR-1 è il rapporto base (e anche il sunto) dell'indagine.
NCSTAR dal numero 1-1 al numero 1-8 sono otto rapporti principali.
Ciascuno degli otto rapporti poi è integrato da una serie di rapporti complementari contraddistinti dal numero del rapporto principale e da una lettera alfabetica (1-1A, 1-1B ecc...).

I rapporti sono tutti pubblici, liberamente scaricabili dal link che abbiamo inserito nel riquadro sopra.

Gli autori di questi rapporti sono un pool di circa 200 ricercatori e consulenti che costituiscono i massimi esperti al mondo di ingegneria strutturale, materiali, incendi, e annessi e connessi.

Del gruppo non fanno parte professori di religione, né filosofi, per cui anche il NIST non ha trovato alcuna indicazione che il WTC sia stato raso al suolo da una demolizione controllata mediante l'uso di esplosivi.

Anzi, a pagina XXXVIII dell'Executive Summary (inserito nel NCSTAR-1) si legge:
“Il NIST non ha trovato alcuna indicazione che confermi le ipotesi alternative che sostengono che le WTC Towers siano state abbattute da una demolizione controllato mediante l'usi di esplosivi dislocati prima dell'11 settembre del 2001. Il NIST inoltre non ha trovato alcuna indicazione che missili siano stati sparati o abbiano colpito le torri. Al contrario, le fotografie ed i filmati, ripresi da molte angolazioni, mostrano chiaramente che il collasso è iniziato a livello dei piani interessati dagli incendi e dagli impatti, e che il collasso si è progressivamente esteso dai piani in cui è iniziato verso il basso, finchè le nubi di polvere hanno oscurato la visuale”.

Più chiaro di così.

Per ricostruire i danni provocati dagli impatti e dal fuoco, il NIST ha utilizzato anche sofisticate simulazioni al computer e test reali: campioni di acciaio strutturale identici a quelli del WTC sono stati sottoposti all'azione del calore e del fuoco, ed è stato ricostruito un ambiente identico a quello presente nei WTC per verificare il comportamento del fuoco e le temperature raggiunte.

Cosa ci dice quindi il NIST (sintetizziamo al massimo per non tediare ulteriormente il lettore) ?

Ci dice che il volo AA11 colpì il WTC-1 alla velocità di 440 miglia orarie e ci individua con precisione le colonne perimetrali e quelle del “core” che furono danneggiate, e in quale misura.
Fa la stessa cosa per il WTC-2, precisando che il volo UA175 impattò a 540 miglia orarie.
Ci spiega la natura e gli effetti degli incendi, che raggiunsero i 1000 gradi centigradi nei primi minuti dopo gli impatti.
Ci spiega come l'acciaio strutturale impiegato nella costruzione delle Twin Towers inizia a perdere progressivamente la sua resistenza (perde il 20 % già a 300 gradi) e ci mostra immagini termiche nelle quali si evidenzia che al 96° piano del WTC-1, dopo 100 minuti dall'impatto, le temperature arrivavano a oltre 800 gradi.
E ci spiega che a 800 gradi l'acciaio strutturale è ormai al 10 % delle sue capacità di resistenza.

La foto in basso a sinistra mostra uno degli esperimenti realizzati dal NIST per simulare gli incendi  all'interno del WTC.
Quella in basso a destra mostra le temperature degli incendi al 96° piano del WTC-1 cento minuti dopo l'impatto.

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Il NIST evidenzia che gli impatti, oltre a danneggiare gravemente le colonne centrali (il “core”), distrussero il loro rivestimento antincendio. E ci dice con precisione quante colonne furono interessate da questo effetto.

Il NIST conclude che i danni strutturali conseguenti l'impatto, il danneggiamento del materiale isolante delle colonne portanti, il calore degli incendi che ammorbidì l'acciaio fino al 10% della sua resistenza strutturale, furono le tre cause che determinarono il collasso.

Nei rapporti, ovunque, vi sono fotografie, grafici, ricostruzioni, tabelle. C'è tutto, con tutti i dati tecnici e scientifici ed i calcoli effettuati.

28Nell'immagine a sinistra , la ricostruzione delle colonne distrutte (in rosso) e danneggiate dagli impatti, tra i piani 78 e 83 del WTC-2.

Apprendiamo che dai WTC-1 e 2 furono oltre quindicimila le persone che furono evacuate.

Il NIST ha ricostruito anche, con estrema precisione e dovizia di particolari, le operazioni di soccorso e di evacuazione, e persino le comunicazioni degli elicotteri della polizia in volo, i quali pochi minuti prima del collasso del WTC-1 avevano segnalato che la struttura mostrava evidenti segnali dell'imminente cedimento.

Nel rapporto leggiamo che il NIST si è avvalso di analisi fatte su 236 travi di acciaio strutturale del WTC che ha preso in consegna, oltre ad altri componenti strutturali.

Come abbiamo detto più sopra, il NIST ha lavorato anche sul WTC-7, ed i risultati definitivi non sono stati ancora pubblicati.
Nell'aprile 2005 è però stato rilasciato un rapporto preliminare NIST WTC7  ) .
Si tratta di un rapporto schematico di 42 pagine, organizzato in slides, con fotografie, grafici e schemi.
Un rapporto in cui le ipotesi del collasso si concentrano sul cedimento di una colonna strutturale situata al 13° piano, per effetto del fuoco e/o del danneggiamento provocato dai crolli delle Torri.
Il cedimento, per la particolare progettazione del WTC-7, si è poi ampliato sia in senso orizzontale che in senso verticale, provocando il collasso.

Anche in questo rapporto, a pagina 6, c'è scritto:
“Il NIST non ha riscontrato alcuna evidenza che il collasso del WTC 7 sia stato causato da bombe, missili o demolizione controllata”.

Dopo il rapporto del gruppo FEMA/ASCE  e in particolare dopo quello del NIST, non dovrebbe esserci più spazio per qualsiasi fantasia alternativa.

Qualcuno, però, potrebbe obiettare che questi rapporti provengono da enti pubblici, che potrebbero essere stati in qualche modo influenzati dal governo americano.
L'obiezione è peregrina, visto che i rapporti sono pubblici e chiunque può leggerne non solo le conclusioni (nel qual caso l'obiezione avrebbe avuto un senso) ma anche tutte le prove, gli esami tecnici e scientifici, i calcoli, le ricostruzioni che hanno permesso di arrivare a quelle conclusioni.
Se qualcuno di questi calcoli fosse errato, qualunque esperto nel mondo potrebbe contraddirli.
Ma ciò non è accaduto.

Anzi, molti altri studi ingegneristici in tutto il mondo hanno analizzato, in maniera del tutto indipendente e spesso ben prima che fossero pubblicati i rapporti del FEMA/ASCE e del NIST, giungendo a conclusioni sostanzialmente identiche.

Vediamone alcuni.

Un ingegnere strutturale neozelandese ha pubblicato uno studio molto particolareggiato, e anche tempestivo, con ricostruzioni computerizzate, sul collasso delle Twin Towers.

Studio di Charles Clifton, ingegnere strutturale dell'HERA
(Nuova Zelanda, 2001)

L'ingegnere conclude che i danni strutturali provocati dagli impatti siano stati più decisivi rispetto agli incendi nel causare i collassi. Questa analisi è interessante, perchè precede le conclusioni degli enti di inchiesta americani. Nel 2001, quando si era appena iniziato ad esaminare la mole di dati disponibili e mancavano i risultati dei test sui campioni di acciaio recuperati, effettivamente c'era una certa tendenza ad attribuire al calore degli incendi la causa principale del collasso.
Il gruppo FEMA/ASCE prima, e il NIST dopo, chiarirono che gli impatti avevano provocato danni strutturali molto più grandi rispetto a quanto si credeva, e il fuoco aveva fatto il resto.
Clifton, avvalendosi di simulazioni computerizzate, è stato tra i primi a scoprire l'importanza dei danni strutturali.
Anche Clifton, ovviamente, non parla di demolizioni controllate...

Sono estremamente interessanti anche due altri pareri che l'ingegnere allega al suo lavoro:

1) l'opinione del “Consiglio dei Costruttori di Grattacieli”, un'organizzazione che riunisce i progettisti di grattacieli nel mondo, i quali nell'immediatezza dei fatti propendevano per l'effetto del calore sulla resistenza dell'acciaio come principale causa dei collassi;

Council of Tall Buildings.
Caddigest , settembre 2001

2) l'opinione del “Consiglio Nazionale delle Associazioni degli Ingegneri Strutturali”, anche questo incline a  individuare la causa dei collassi nell'indebolimento dell'acciaio per effetto del calore.

NCSE
Settembre 2001

Come si vede, parlariamo di migliaia, se non di decine di migliaia, dei massimi esperti nel mondo di ingegneria strutturale e grattacieli, nessuno dei quali ha intravisto la benchè minima traccia di demolizione controllata...

Dalla Nuova Zelanda, passiamo ora alla Cina.

Due ingegneri cinesi hanno analizzato i collassi del WTC per prospettare una loro ricostruzione del comportamento delle strutture e dei collassi. I due ingegneri, precedendo di anni le conclusioni del NIST, si sono avvalsi di modelli matematici e di ricostruzioni al computer.
I risultati sono molto interessanti, perchè la ricostruzione grafica elaborata dal computer è estremamente chiara e coincide perfettamente non solo con le elaborazioni del NIST, ma anche con particolari (come le testimonianze dei piloti degli elicotteri e l'analisi di alcune fotografie che mostrano in anticipo i segni dei collassi) che nel 2002 erano ancora sconosciuti.

I due ingegneri cinesi propendono per l'effetto del calore come causa determinante dei collassi.
Qui sotto mostriamo alcuni dei modelli grafici dei collassi ricostruiti al computer dai due ingegneri. A sinistra la North Tower (WTC-1), a destra la South Tower (WTC-2).

2930

In effetti, una volta chiarito – e su questo punto tutti gli esperti sono d'accordo – che i danni provocati dagli impatti e l'indebolimento dell'acciaio provocato dal calore sono i due fattori che insieme hanno determinato i collassi, esiste una sottile divergenza di vedute tra chi sostiene che gli impatti siano stati più determinanti, e chi sostiene che lo sia stato il fuoco.
E' una divergenza più apparente, che reale.
Il NIST ha chiaramente indicato come i danni degli impatti siano stati devastanti, ma è un dato di fatto che la struttura aveva retto, e non sarebbe collassata se non fosse intervenuto l'ulteriore fattore degli incendi incontrollati.
Sostenere che i danni strutturali causati dagli impatti, da soli, non sarebbero stati sufficienti a determinare il collasso, e che pertanto la causa determinante è stato il fuoco; o sostenere che i danni strutturali (e in particolare il danneggiamento del rivestimento isolante anti-incendio delle colonne del “core”) siano stati determinanti nell'esporre le strutture agli effetti del calore degli incendi,
sono alla fine due facce della stessa medaglia, entrambe vere.

Nemmeno gli ingegneri cinesi, a quanto pare, hanno visto tracce di demolizione controllata.

Studio di Lu Xinzheng e Jjang Janjing, Dipartimento di Ingegneria Civile
Università Tsinghua di Beijing (Cina) 2002

LuzingHeng WTC

Vediamo allora come la pensano in Australia.

Tim Wilkinson è un ingegnere civile, autore di numerosi studi e ricerche in materie ingegneristiche con particolare riguardo alle strutture in acciaio.
L'esperto analizza i collassi del WTC-1 e WTC-2 e conclude che la causa è la combinazione degli effetti dei danni strutturali e del calore degli incendi.
Il lavoro di Wilkinson è aggiornato al 2006, e l'ingegnere risponde anche alle osservazioni sulle teorie delle demolizioni controllate (escludendole categoricamente) e sui tempi di caduta degli edifici (spiegandoli).

Tim Wilkinson
Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università di Sidney (Australia)

WTC Engineering Aspects
WTC Study

Torniamo in USA.

La McGraw Hill è società leader nel settore dell'ingegneria e delle costruzioni, e gestisce il prestigioso portale informativo del settore Engineering News Record (ENR.com).
Nel riquadro è inserito il link alla pagine del suo sito, in cui commenta lo studio della Weidlinger sul collasso delle Twin Towers, presentandone alcune conclusioni.
Estremamente interessanti la ricostruzione computerizzata della sequenza degli impatti e del percorso di rottami all'interno dei piani colpiti, nonché i modelli matematici degli impatti e dei collassi.
Lo studio della Weidlinger è stato commissionato dal gruppo di Larry Silverstein nell'ambito della sua battaglia legale contro le società assicuratrici del WTC, e si tratta quindi di una perizia di parte, per cui ci limiteremo a dire che lo studio individua la causa principale del collasso nel cedimento delle colonne del “core”, il cui rivestimento anti-incendio era stato gravemente danneggiato dagli impatti.
La cosa importante che intendiamo sottolineare è invece il commento della McGraw Hill, uno dei massimi colossi nel settore delle costruzioni, ed in particolare il fatto anche la McGraw Hill non avanza il minimo dubbio sulle cause dei collassi: anche qui non c'è posto per nessuna teoria alternativa, ed in particolare per le demolizioni controllate!

McGraw Hill Construction
Studio ingegneristico 
Weidlinger Associates Inc. - 2002

Commento

E come non citare gli studi del prestigioso MIT, Massachusetts Institute of Technology,  il “gotha” della ricerca tecnologica mondiale, e del suo Dipartimento “Civil And Environmental Engineering”?
Due ricercatori hanno commentato “a caldo” i collassi delle Twin Towers, focalizzando subito tre fattori principali: i danni causati dall'impatto, quelli causati dall'esplosione del carburante, e quelli causati dagli incendi, e hanno subito indicato questi ultimi come il fattore decisivo.
Numerosi altri ricercatori del MIT hanno poi approfondito quei primi commenti in uno studio molto più esaustivo (“The Towers Lost and Beyond”) di oltre 150 pagine, che riunisce vari approfondimenti.

MIT
CEE Department

WTC Collapse (2001)
The Towers Lost and Beyond (2002)

Ma probabilmente il posto migliore per trovare migliaia di studi, fatti da ingegneri, ricercatori ed esperti di strutture di tutto il mondo, è il portale “I Civil Engineer” che dedica una intera sezione al WTC, alle cause dei collassi, alle problematiche ingegneristiche connesse e agli studi in corso.
La sezione è suddivisa in numerose sotto-sezioni, tra le quali spiccano quelle “Cause of Twin Towers Collapse” e  “Research Reports” , ma non mancano gallerie fotografiche, rassegne degli articoli di stampa, e anche una sotto-sezione dedicata al Pentagono.

I Civil Engineer
WTC Special Coverage

Tra le migliaia di articoli e studi contenuti nel sito, ne riportiamo uno di Architecture Week, scritto da un ingegnere strutturale, Patrick McNiermey, che nelle ore successive alla tragedia, e per un'intera settimana, è stato tra le macerie di Ground Zero per prestare la sua opera di soccorso.
L'ingegnere non fa il minimo riferimento alla presenza di “pozze di acciaio di fuso”, un altro mito spesso citato dai “cospirazionisti” (senza peraltro averne mai indicato una fonte diretta) per sostenere che la presenza di acciaio fuso dimostrerebbe l'uso di esplosivi da demolizione (un corollario, peraltro, che non ha alcun fondamento in dati tecnici o scientifici, visto che non sta scritto da nessuna parte che gli esplosivi da demolizione debbano fondere l'acciaio...).

Architecture Week
Patrick J. McNierney
Ingegnere Strutturale
“Early Days at the Disaster”
2001

Lasciamo nuovamente gli esperti e gli ingegneri americani, per saltare direttamente in Medio Oriente.
“Nona Conferenza Araba di Ingegneria Strutturale”, Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), novembre 2003.
Il Professor Abolhassan Astaneh (che non è un professore di filosofia o di religione... ma un docente di ingegneria civile e uno dei massimi esperti al mondo di strutture in acciaio, vincitore dell' “Higgins Award” , anno 1998, Istituto Americano di Costruzioni in Acciaio) presenta agli ingegneri strutturali arabi il frutto delle sue ricerche sui collassi del WTC.

IX Conferenza Araba di Ingegneria Strutturale
Abu Dhabi, EAU – 2003
WTC Collapse
Congresso USA
Prof. A. Astaneh

Audizione del 2002

31Astaneh non si è limitato a modelli matematici e ricostruzioni al computer, ma ha visionato e analizzato di persona le rovine del WTC ed i campioni di acciaio

(foto a sinistra).

Il suo lavoro e le sue ricerche sono state considerate così importanti e minuziose, che Astaneh è stato ascoltato dalla Commissione Scientifica del Congresso degli Stati Uniti nel marzo del 2002.

Spostiamoci ora nella vecchia Inghilterra, per parlare delle ricerche dell'Università di Edimburgo.
Un gruppo di ricercatori della facoltà di Ingegneria ed Elettronica, inglesi e non, ha ritenuto di approfondire un aspetto molto importante, sulla base di alcune considerazioni che sono estremamente interessanti.
Il gruppo ha difatti osservato che in genere, quando si progetta un grattacielo o una qualsiasi altra struttura, gli ingegneri non tengono in conto il problema dello stress strutturale causato dal calore generato dagli incendi.
Essi progettano le strutture tenendo a mente gli sforzi e i carichi che dovranno sopportare, ivi compresi le scosse sismiche e i venti. Gli incendi non sono considerati un ulteriore fattore di carico, e l'unico semplice accorgimento adottato dagli ingegneri è quello di prevedere l'applicazione di materiali isolanti per proteggere dal fuoco le strutture portanti, per un periodo di tempo determinato.
I ricercatori di Edimburgo hanno quindi studiato in che modo i fattori di carico e di stress determinati dal calore, dovrebbero invece far parte dell'attività progettuale, allo scopo di realizzare, in futuro, strutture più sicure e resistenti.
Abbiamo incluso nel riquadro il link alla prefazione di questo lavoro di ricerca, per dimostrare quanto sia stata vasta e articolata la risposta della comunità ingegneristica mondiale ai collassi del WTC, e come siano stati focalizzati i più disparati aspetti strutturali connessi.

Università di Edimburgo (UK)
Facoltà di Ingegneria ed Elettronica
Innovative Structural Engineering for Tall Buildings
2005

Potremmo continuare ancora all'infinito, nel presentare gli studi e le ricerche degli esperti.

Ma riteniamo che quanto sin qui esposto sia più che sufficiente a dimostrare che la comunità ingegneristica mondiale non ha alcun tipo di dubbio sulle ragioni dei collassi del WTC.

Non c'è un solo esperto in ingegneria strutturale nel mondo, che abbia avvallato le fantasiose teorie sulle demolizioni controllate.
Al contrario, decine e decina di migliaia di ricercatori, ingegneri strutturali, docenti di ingegneria strutturale, esperti di anti-incendio, in tutto il mondo, hanno fornito spiegazioni dettagliate per ricostruire i collassi.

Questi esperti hanno potuto osservare e studiare tutto il materiale disponibile, hanno visto le foto ed i filmati, ascoltato le testimonianze, e in molti casi hanno avuto accesso alle macerie di “Ground Zero” e ai campioni di acciaio conservati.

Non esiste una sola ragione per cui si dovrebbe dare credito, invece, alle teorie di chi, senza alcuna competenza specifica in queste materie, e peraltro senza aver mai poggiato un dito su un pezzo di acciaio del WTC, ma basandosi esclusivamente sulle immagini e sui filmati trasmessi dalle televisioni, pretende di voler insegnare al resto del mondo cosa è successo al WTC, inventandosi missili e esplosivi da demolizione.

Di solito, se uno ha un problema al cuore va dal cardiologo, non dal gommista.
Non si vede perchè, per conoscere le ragioni dei collassi, non si debbano ascoltare gli ingegneri strutturali ma i professori di filosofie e di religione!

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